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2018-01-23 10:43

Pubblicato il decreto sugli effluenti e il digestato in agricoltura

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Sulla Gazzetta Ufficiale del 18 aprile, è stato pubblicato il Decreto del ministro delle politiche agricole 25 febbraio 2016, che detta “Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue, nonché per la produzione e l'utilizzazione agronomica del digestato”. Il decreto prevede la revisione delle norme relative all'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, sinora disciplinate dal decreto ministeriale 7 aprile 2006, e nuove norme sull'utilizzazione agronomica del digestato, prodotto dagli impianti di digestione anaerobica.

Le novità introdotte dal nuovo decreto riguardano in particolare:
a) la possibilità di utilizzare agronomicamente il digestato frutto della digestione anaerobica degli effluenti di allevamento e di una serie di materie, tra cui scarti vegetali ed alcuni scarti dell'agroindustria;
b) bipartizione del digestato in agrozootecnico e agroindustriale;
c) divieto di utilizzazione agronomica del digestato prodotto da colture che provengano da siti inquinati;
d) possibilità per le Regioni di modificare il periodo obbligatorio di 60 giorni di divieto di spandimento degli effluenti, a seconda delle diverse condizioni climatico-ambientali;
e) introduzione di una graduale limitazione all'uso di colture no-food alternative all'utilizzazione agricola dei terreni coltivati;
f) calcolo dell’azoto tramite l'effettivo fabbisogno delle colture.

Secondo il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, “dopo anni di impasse e difficoltà, con il decreto si migliora la sostenibilità ambientale delle produzioni agricole, si offrono maggiori possibilità di diversificazione e crescita per le imprese, che potranno valorizzare gli scarti di produzione e produrre energia da fonti rinnovabili”.

Positivo il giudizio di Federica Galleano, vicepresidente di Fiper (Federazione italiana produttori di energia rinnovabile), secondo la quale “finalmente l’entrata in vigore del decreto segna un punto di svolta per le imprese agricole, che potranno valorizzare il digestato derivante dal biogas agricolo”. Adesso, Fiper auspica che “i tempi di revisione del decreto sul biometano siano più brevi, per evitare gli effetti dell’attesa del decreto effluenti, che ha creato tra gli operatori in questi anni forte incertezza e un aggravio dei costi di gestione”.