QUEL CHE C'È DA SAPERE
Con un comunicato stampa pubblicato il 2 settembre, Assocarta e Assografici, insieme a SLC-Cgil, Fistel-Cisl, Uilfpl e Ugl Chimici, hanno chiesto di modificare la proposta di revisione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS), presentata dalla Commissione europea il 17 luglio.
Secondo imprese e sindacati, il percorso di decarbonizzazione deve essere accompagnato da misure in grado di evitare la perdita di competitività dell'industria europea e la delocalizzazione delle produzioni verso Paesi con standard ambientali e costi della CO₂ inferiori.
Tra le principali richieste figura il mantenimento delle tutele per i settori esposti al rischio di carbon leakage, come quello cartario, anche attraverso le quote gratuite. Le organizzazioni chiedono in particolare di congelare la riduzione dei benchmark ai valori fissati nel 2025 e contestano le nuove condizionalità previste per l'accesso alle assegnazioni gratuite.
Un altro punto riguarda la compensazione dei costi indiretti della CO₂ incorporati nei prezzi dell'energia elettrica. Poiché queste compensazioni sono ancora affidate agli Stati membri, secondo le associazioni si determinano differenze tra le imprese europee in funzione delle disponibilità finanziarie nazionali. La richiesta è quindi di introdurre un livello di compensazione omogeneo a livello UE.
Per le esportazioni verso Paesi che non applicano un prezzo del carbonio equivalente, imprese e sindacati propongono inoltre di garantire la copertura delle emissioni attraverso quote gratuite, in modo da evitare uno svantaggio competitivo per le produzioni europee sui mercati internazionali.
Critiche anche alla Market Stability Reserve (MSR), il meccanismo che regola la quantità di quote disponibili sul mercato ETS: secondo le organizzazioni, l'attuale configurazione contribuirebbe ad aumentare il prezzo della CO₂ senza contrastare adeguatamente le dinamiche speculative e dovrebbe quindi essere rivista.
Positiva, ma giudicata insufficiente, la proposta della Commissione di destinare almeno il 50% dei proventi delle aste alla decarbonizzazione dei settori ETS. Assocarta, Assografici e sindacati chiedono che le risorse siano effettivamente indirizzate agli investimenti industriali e distribuite equamente tra gli Stati membri, anche attraverso l'Innovation Fund e la futura Industrial Decarbonisation Bank.
Tra le altre richieste figurano l'accesso ai crediti internazionali con meccanismi contro la speculazione, l'esclusione dall'ETS dell'incenerimento dei rifiuti destinati al riciclo e l'innalzamento a 50.000 tonnellate di CO₂ equivalente della soglia per l'opt-out dei piccoli emettitori.
La revisione dell'ETS proposta dalla Commissione interviene sul funzionamento del mercato europeo del carbonio in vista del periodo successivo al 2030, modificando tra l'altro le regole sulle quote gratuite e sul CBAM e prevedendo nuovi strumenti di sostegno alla decarbonizzazione industriale.