QUEL CHE C'È DA SAPERE
Il 29 aprile la Commissione europea ha presentato il nuovo quadro sugli aiuti di Stato per l’energia, intervenendo indirettamente anche sul dibattito italiano relativo al DL Bollette e, in particolare, alle compensazioni dei costi ETS per l’industria.
Durante la conferenza stampa, la vicepresidente con delega alla Transizione energetica Teresa Ribera ha chiarito che la proposta italiana “è tuttora in discussione” e che eventuali interventi dovranno inserirsi nel perimetro delle regole europee.
Il riferimento è all’articolo 6 del DL Bollette, che prevede meccanismi di compensazione degli oneri legati al sistema EU Emissions Trading System (ETS). Secondo Ribera, gli Stati membri dispongono già di strumenti per sostenere le industrie energivore attraverso la compensazione indiretta dei costi ETS, disciplinata dalle linee guida aggiornate a dicembre 2025, che consentono interventi mirati per i settori esposti al rischio di delocalizzazione.
La Commissione non esclude ulteriori iniziative nazionali, ma pone condizioni precise: eventuali schemi aggiuntivi dovranno essere compatibili con il nuovo quadro sugli aiuti di Stato e con i principi comuni europei. “Siamo disponibili a collaborare”, ha affermato Ribera, “per garantire che qualsiasi misura rispetti le regole”.
Allo stesso tempo, la vicepresidente ha ribadito un punto politico chiave: gli interventi non devono tradursi in un aumento del consumo di gas, in coerenza con gli obiettivi della transizione energetica.
Il nuovo quadro sugli aiuti di Stato nasce dalle richieste degli Stati membri emerse nell’ultimo Consiglio europeo e definisce strumenti e limiti per interventi pubblici nei mercati energetici. Tra i riferimenti c’è anche l’esperienza del cosiddetto “tope iberico”, il meccanismo temporaneo adottato nel 2022 da Spagna e Portogallo per contenere i prezzi dell’elettricità disaccoppiandoli dal costo del gas.