QUEL CHE C’È DA SAPERE
Il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge della Regione Abruzzo n. 5 del 23/01/2018, Norme a sostegno dell’economia circolare - Adeguamento Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti (PRGR), in quanto varie norme riguardanti il piano regionale di gestione dei rifiuti e la capacità complessiva di trattamento di rifiuti degli impianti di incenerimento eccedono dalle competenze regionali, violando la competenza statale in materia di tutela dell’ambiente di cui all’articolo 117, secondo comma lettera s) della Costituzione.
In occasione della pubblicazione della legge sul Bollettino Ufficiale regionale, la Regione Abruzzo aveva spiegato che il Piano regionale, che si riferisce al periodo 2014-2022 e che non prevede nuove discariche, “evidenzia la totale insussistenza di condizioni oggettive per prevedere un impianto di incenerimento in Abruzzo in quanto non sostenibile né tecnicamente né economicamente”. Secondo la Regione Abruzzo, infatti, il fabbisogno teorico di incenerimento sarebbe di 58.000 tonnellate, cioè meno della metà del valore stimato dal ministero dell’Ambiente (120.000 tonnellate) e contenuto nel Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del 10/08/2016, che individua la capacità di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonché il fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di incenerimento con recupero di rifiuti urbani e assimilati.
Per l’Abruzzo, il DPCM individua la necessità di realizzare un impianto con capacità di circa 120.000 t/a e la scorsa primavera, nell’ambito della procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas), il ministero dell’Ambiente aveva fatto presente alla Regione Abruzzo che “non è condivisibile una configurazione di regime di Piano che preveda oltre il 21% di discarica, rispetto al dato di produzione al 2022, ed il sistematico ricorso ad impianti extraregionali. Appare quindi opportuno un adeguamento delle previsioni formulate in relazione agli obiettivi di riduzione dei quantitativi collocati in discarica”.