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2026-08-25 21:36

La polemica sulla ripubblicizzazione del servizio idrico

QUEL CHE C’È DA SAPERE

In commissione ambiente della Camera si sta discutendo un progetto di legge presentato nel marzo di due anni fa da deputati di tutti i gruppi parlamentari, che facevano propria una proposta di legge di iniziativa popolare presentata nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua, aggiornata alla luce dell’esito del referendum del 2011, che detta “Princìpi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico, nonché delega al Governo per l'adozione di tributi destinati al suo finanziamento”.

Nei giorni scorsi, è scoppiata la polemica tra Sel e M5S da una parte, che hanno ritirato le loro firme dalla proposta di legge, e il Pd dall’altra, in seguito all’approvazione di un emendamento abrogativo dell’articolo 6, proposto dai democratici Borghi e Carrescia.

L'articolo 6 stabiliva che la gestione e l'erogazione del servizio idrico integrato non potessero essere separate e potessero essere affidate esclusivamente a enti di diritto pubblico. Inoltre si definivano le modalità della fase di transizione verso la ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico, stabilendo la decadenza degli affidamenti in essere in concessione a terzi e definendo i tempi e i vincoli per la trasformazione degli affidamenti in essere attraverso società a capitale misto pubblico-privato o attraverso società a totale capitale pubblico. L’articolo definiva anche il ricorso ai poteri sostitutivi in caso di mancata ottemperanza a quanto previsto.

Il testo dell’articolo 6, soppresso dall’emendamento presentato dal Pd, era intitolato “Ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico integrato. Decadenza delle forme di gestione. Fase transitoria” ed era composto da questi tre commi:

      1. Gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture e dotazioni patrimoniali afferenti al servizio idrico integrato costituiscono il capitale tecnico necessario e indispensabile per lo svolgimento di un pubblico servizio e sono proprietà degli enti locali, che non possono cederla. Tali beni sono assoggettati al regime proprio del demanio pubblico ai sensi degli articoli 822 e 824 del codice civile. Essi sono inalienabili e gravati dal vincolo perpetuo di destinazione ad uso pubblico.
      2. La gestione e l'erogazione del servizio idrico integrato non possono essere separate e possono essere affidate esclusivamente a enti di diritto pubblico.
      3. Gli enti di diritto pubblico che gestiscono il servizio idrico integrato non sono assoggettati né al patto di stabilità interno relativo agli enti locali né alle limitazioni di carattere contrattuale od occupazionale stabilite per i lavoratori delle amministrazioni pubbliche.

Sel e Cinque Stelle gridano al tradimento del referendum del 2011, mentre il Pd respinge l’accusa e parla di demagogia, perché il referendum del 2011 cancellava l’obbligo della privatizzazione del servizio idrico e la remunerazione garantita del capitale investito ma non prevedeva in alcun modo l’obbligo di ripubblicizzazione del servizio.