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2022-01-18 00:15

Indagine di Confartigianato sui costi dell’igiene urbana in Italia

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Secondo un’indagine di Confartigianato, negli ultimi cinque anni il prezzo del servizio della raccolta dei rifiuti in Italia è cresciuto del 22,6%, quasi tre volte più del tasso di inflazione (+8%) e il 12,8% in più rispetto alla crescita media del costo di questo servizio (+9,8%) registrata nell'Eurozona.

Nel 2014, le tasse e tariffe rifiuti più alte pagate da ogni abitante per il servizio di igiene urbana sono quelle del Lazio, con 214 euro di costi per abitante, superiore del 27,3% rispetto alla media nazionale. Seguono la Liguria con 211,75 euro/abitante (25,9% in più rispetto alla media), Toscana con 208,25 euro/abitante (+23,9%), Campania con 205,02 euro/abitante (+21,9%), Umbria con 190,23 euro pro capite (+13,1%) e Sardegna con 188,90 euro per abitante (+12,3%).

All’altro capo della classifica, la regione più virtuosa è il Molise, dove i cittadini pagano 123,12 pro capite per il servizio di igiene urbana. Secondo posto per il Trentino Alto Adige, con un costo di 128,60 euro pro capite e a seguire il Friuli Venezia Giulia, con un costo per abitante di 127,92 euro.

Confartigianato ha anche monitorato i conti e i risultati di esercizio delle 376 società partecipate dalle amministrazioni locali che operano nella gestione dei rifiuti: il 64,3% è in utile, il 17,2% è in pareggio ed il 18,5% è in perdita. Sono tutte in utile le società di gestione rifiuti in Basilicata, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta. Seguono l’Emilia-Romagna (con una quota di società in utile pari all’83,3% del totale), Puglia (80%) e Piemonte (75,0%). Le regioni con la maggiore quota di società in perdita sono la Calabria (66,7%), il Lazio (46,2%) e l’Abruzzo (44,4%).