QUEL CHE C’È DA SAPERE
Più di un terzo dell’umanità, tra cui il 60% degli europei e circa l’80% degli americani, non può vedere la Via Lattea, a causa dell’eccessiva luce artificiale notturna. Se si considera il territorio, anziché la popolazione, l’inquinamento luminoso notturno riguarda il 23% della superficie terrestre tra il parallelo 75° Nord e quello 60° Sud, comprendendo l’88% dell’Europa e quasi la metà degli Stati Uniti. Lo rileva il nuovo atlante dell’inquinamento luminoso, frutto di uno studio internazionale guidato dall’italiano Fabio Falchi, dell’Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Inquinamento Luminoso, e pubblicato dalla rivista Science Advances. Lo stato attuale è stato fotografato ad alta risoluzione dai satelliti ed elaborato al computer. La prospettiva è che la situazione possa peggiorare di molto, a causa della veloce diffusione dell’illuminazione Led ad alta efficienza energetica. Infatti, afferma Fabio Falchi, “i livelli luminosi della tecnologia Led e i suoi colori purtroppo potrebbero raddoppiare o triplicare la luminescenza del cielo durante le notti nere”.
I ricercatori che hanno realizzato il nuovo atlante sottolineano come l’inquinamento luminoso sia una delle forme più diffuse di alterazione ambientale ma come solo da poco tempo stia ricevendo attenzione da parte degli scienziati ambientali.
Tra i Paesi del G20, l'Arabia Saudita e la Corea del Sud sono quelli con la più alta percentuale di popolazione esposta a un forte inquinamento luminoso, mentre la Germania ha la percentuale più bassa. Se si considera il territorio, anziché la popolazione, Italia e Corea del Sud sono le più inquinate, l’Australia la meno.