Oggi:

2018-10-18 21:16

L’Isola del Tesoretto

GLI IDROCARBURI NELL’ADRIATICO - GIACIMENTI DI PELAGOSA

di: 
Leonello Serva

Gli esperti parlano della possibilità di raddoppiare la produzione italiana di idrocarburi (petrolio e metano) entro il 2020. Si tratta dei giacimenti in Adriatico sia vicino all’isola di Pelagosa (fra il Gargano e Spalato in Croazia, vedi Fig. 1), sia al largo di Chioggia (dove vi sono 16 giacimenti, non ancora messi in produzione, per un totale di circa 30 miliardi di metri cubi di gas). E’ una quantità consistente in proporzione al fabbisogno italiano (le cifre sono indicate nella breve introduzione ai due articoli).

Fig.1. Ubicazione dell’Arcipelago di Pelagosa

L’Arcipelago di Pelagosa è composto da due isole (Pelagosa Grande e Pelagosa Piccola con isolotti minori), colonizzate a suo tempo da pescatori ischitani. E’ stato sotto sovranità italiana (insieme alle isole di Lagosta e Cazza, provincia di Zara) dalla fine della Prima guerra mondiale alla fine della Seconda guerra mondiale (1918-1947). Con il Trattato di pace, è stata ceduta alla Croazia, che le ha dato il nome di Palagruza. Pelagosa, salvo una breve occupazione austriaca, è stata per secoli territorio del Regno di Napoli e ancor prima della Repubblica di Venezia. Pelagosa è comunque più vicina alla costa italiana (Gargano) che a quella croata (Dalmazia), ed è ancor più vicina all’isola italiana di Pianosa, la più esterna delle Isole Tremiti. L’isola fa ora parte del «blocco 19»: 1.448 chilometri quadrati di Adriatico indicati su una mappa preparata dal governo di Zagabria. Uno spicchio d’acqua che, insieme ad altri 28 spicchi che coprono in pratica l’intero Adriatico, poco più di un mese fa, sono stati messi a gara dall’amministrazione croata per la ricerca e lo sviluppo di idrocarburi. Secondo il ministro degli esteri croato, sotto i 12 mila chilometri quadrati di mare ci sono 3 miliardi di barili, divisi in 29 concessioni.

In termini geologici, è possibile considerare più in generale la potenzialità di idrocarburi presenti nel sistema Avanfossa-Avanpaese appenninico (la zona color ocra della Fig. 2).  Con questi termini, Avanfossa (in inglese: foredeep) e Avanpaese (foreland), si indicano le strutture che corrono in parallelo ad una catena montuosa geologicamente in formazione come l’Appennino. Come si può notare dal profilo perpendicolare alla catena appenninica, riportato in basso a sinistra nella stessa figura e la cui traccia è indicata in celeste sulla mappa, questa ampia zona (Foredeep e Foreland del profilo; la cui estensione, non è completa in quanto il Pelagian Foreland di Fig. 3 si estende sino alla costa africana) non ha subito e non subisce le marcate deformazioni tettoniche che interessano la catena appenninica propriamente detta, con i suoi tanti terremoti, e la zona tirrenica, costellata di vulcani, alcuni dei quali ancora attivi (thrust and fold belt e back-arc zone del profilo suddetto).

Con tali caratteristiche, quest’area presenta tutte le premesse geologico-strutturali per poter ospitare estesi giacimenti di idrocarburi; di gas nell’Avanfossa e di gas e petrolio in Avanpaese, come si può notare nel profilo in Fig. 2. In particolare, secondo l’articolo: “Italy - Petroleum System”, pubblicato dall’American Association of the Petroleum Geologists, https://www2.aapg.org/europe/newsletters/2008/06jun/italy3.cfm: “In this framework, several petroleum systems have developed, some of which are of paramount economic importance and make Italy the most important hydrocarbon province of the southern Europe”. 

Fig. 2. Suddivisione geodinamica del territorio italiano. Da: https://www2.aapg.org/europe/newsletters/2008/06jun/italy3.cfm, modificato.


Fig. 3. Immagine allargata della suddivisone geodinamica di Fig. 1. Da E. Zappaterra. Source-Rock Distribution Model of the Periadriatic Region. AAPG Bullettin, 78: 333-354, 1994.

Queste strutture geologiche contenenti idrocarburi (petroleum systems) possono essere suddivise in 3 gruppi:

1) Gas biogenico dell’Avanfossa Plio-quaternaria (cerchietto verde chiaro nel profilo di Fig. 2).

2) Gas termogenico nell’Avanfossa Terziaria sovrascorsa (cerchietto verde scuro nel profilo di Fig. 2).

3) Petrolio e gas termogenico nel substrato carbonatico dell’Avanpaese (cerchietto rosso nel profilo di Fig. 2).

Per quanto riguarda il gas biogenico e termogenico situato nei sedimenti terrigeni dell’Avanfossa (primi due punti suddetti), la situazione al 2000 è riportata in Fig. 4. La ricerca del gas biogenico iniziò subito dopo la Seconda guerra  mondiale nella parte centrale della Pianura Padana e progressivamente si è spostata verso est e in Adriatico. L’esplorazione in questo contesto geologico-strutturale è ormai matura e non ci si aspettano in futuro ritrovamenti consistenti di gas biogenico. Accumuli interessanti di gas termogenico potrebbero essere ancora presenti nei sedimenti terziari intensamente deformati nelle aree frontali della catena appenninica. In questo caso, l’esplorazione risulta problematica a causa della scarsa qualità dei rilievi sismici a riflessione.

Fig. 4. Gas biogenico e termogenico scoperto sino al 2000. Da: https://www2.aapg.org/europe/newsletters/2008/06jun/italy3.cfm

Per quanto attiene al gas termogenico ed al petrolio di cui al punto 3., la situazione al 2000 è riportata sempre nella Fig. 4 e nella Fig. 5, rispettivamente.

Fig. 5. Petrolio scoperto sino al 2000 in aree di Avanpaese. Da https://www2.aapg.org/europe/newsletters/2008/06jun/italy3.cfm

E’ ora interessante analizzare i diagrammi di Fig. 6. Come si può notare, mentre la produzione di gas proveniente dai sedimenti di Avanfossa sta raggiungendo un asintoto, la produzione di petrolio nei terreni dell’Avanpaese ha un andamento a gradini.

Il lavoro sopra citato evidenzia che, con la produzione attuale, restano ancora da estrarre gas per almeno altri 14 anni e petrolio per 17 anni.

Fig. 6. Andamento delle quantità cumulative estratte in Italia sino all’anno 2000: a) gas-biogenico e termogenico in Avanfossa; b) petrolio in aree di Avanpaese. I nomi seguiti dalle frecce indicano i giacimenti scoperti nel tempo. Da: https://www2.aapg.org/europe/newsletters/2008/06jun/italy3.cfm

Sulla base di quanto sopra, si possono proporre due conclusioni.

Primo: In un precedente articolo de L’Astrolabio del 12 marzo 2013, veniva evidenziato quanto ancora ci sia da scoprire in merito alla quantità di materia organica immagazzinata nel corso delle ere geologiche nella crosta terrestre. In altre parole, quanta materia organica fossile (combustibili fossili) sia ancora da scoprire. Chi scrive ritiene che l’offshore italiano sia sostanzialmente ancora alle fasi iniziali della esplorazione sistematica. Data la vastità di questo offshore, le caratteristiche geologico-tettoniche sopra descritte, le potenzialità già accertate in altre aree di questo enorme Avanpaese (vedi l’offshore libico e quello  israeliano), ci si può attendere che altri significativi giacimenti verranno individuati nei prossimi anni.

Secondo: I giacimenti individuati, di cui si è parlato all’inizio di questo articolo, rientrano nelle acque territoriali italiane e croate. La Croazia, con la recente apertura all’esplorazione petrolifera del suo settore di Adriatico, ha mostrato la volontà di procedere velocemente per attirare investimenti stranieri. In tempi rapidi, il Governo croato ha infatti modificato la legge sull’esplorazione di idrocarburi, rendendola più attraente e con maggiori garanzie per gli investitori. Inoltre, questa attività è stata dichiarata strategica per la nazione, prescrivendo naturalmente l’assoluto rispetto dell’ecosistema adriatico. 

Il problema di questo ecosistema è complesso, trattandosi in pratica di un enorme golfo chiuso che si diparte da un mare interno. E’ noto come esso sia molto sensibile a causa delle caratteristiche fisiche e quindi nello sfruttamento è necessario utilizzare tutte le precauzioni possibili affinché non accada quanto alcuni anni fa è successo alla BP nel Golfo del Messico. D’altronde, effetti sulle specie marine si sono già manifestati a causa dell’eccesso di pesca e dell’antropizzazione. E’ da notare, peraltro, come sia negli interessi della Croazia il mantenimento di un ambiente e di un paesaggio che favoriscano il turismo già ben avviato. Della minore sismicità dell’area adriatica rispetto a zone limitrofe, si è già detto.  

Rimane da considerare il più volte citato rischio di subsidenza (il lento e progressivo abbassamento verticale di un’area sia emersa che sommersa). Diversi governi e enti tecnici hanno dato valutazioni diverse sulla possibilità che l’estrazione di idrocarburi sia causa della subsidenza. E’ anche possibile che il fenomeno abbia origini naturali oppure sia dovuto all’estrazione di acqua dolce per usi agricoli e civili. Il fenomeno è largamente evidente in vaste zone della Pianura Padana centro-orientale, dove lo sviluppo seguito alla fine della II guerra mondiale ha comportato la necessità di enormi quantità di acqua per lo più pompate dal sottosuolo. E’ noto infine che la legislazione italiana per lo sfruttamento di idrocarburi in aree offshore è molto restrittiva sarebbe perciò possibile garantire modalità corrette di lavoro.

Peraltro, se la Croazia va avanti, potrebbe diventare impossibile fermarla. Si impone quindi la necessità di scelte importanti per proteggere le nostre risorse.  Alcuni aspetti delle implicazioni politiche ed economiche del comportamento unilaterale della Croazia sono descritte negli altri contributi su queste tematiche pubblicati in questo numero de l’Astrolabio.

Il tema deve esser collocato in primo piano nell’agenda governativa.

Purtroppo, l’ordine del giorno della maggioranza, votato il 2 aprile scorso anche da Forza Italia e dal Movimento 5 Stelle, quindi in pratica votato all’unanimità, ha scelto la strada della “sospensione” per ulteriori approfondimenti e per il recepimento della Direttiva europea su questa tematica; di fatto si è scelta la solita strada della “moratoria”.

La Carota

credo che per riequilibrare i fattori di produzione della vita dell'umanità,sia necessario riordinare il rapporto tra scienza e coscienza (così come ben lavorando ,nel loro campo, gli stessi fisici scoprono liberando orizzonti convincenti nella realtà sociale che pero' non l'apprezza).
Quanto vien fatto(vedi gli studi sull'energia nel mediterraneo,)si perde infatti nella mancanza di correlazione tra questi ed i carotaggi che dovrebbero essere fatti nel rispetto degli studi stessi,ricerche fatte nel tempo dato per un risultato che spesso purtroppo non segue l'area delle supersimmetrie,come si vede oltre il pericolo di Hiroscima ,se applicate,
senza la vera consapevolezza ,che è previsione corretta nell'onesta del campo di indagine.
Ecco quindi che i capisaldi di una nuova coltura deve trovare ingresso
in ogni spazio perchè la terra è l'unico pianeta che abbiamo e gli AMICI DELLA TERRA ,possono saperlo con l'adesione dei nuovi ragazzi di via Panisperna.
La casa della Cultura Antiatomica troverà insieme,nel ben fare oltre lo scontro che negli stati si ancorano a vecchie politiche di potere,il comune tempo di spazio presente nelle armonie rinnovate per una società mondiale per tutti,ecologicamente necessaria nel suo rigore di ripristino degli equilibri naturali con la terra.
Coscienza e scienza quindi in una filosofia della scienza che è parametro di guida per la società.
Ognuno nel suo campo è re se l'altro è d'accordo,cosi potrà risuonare una sinfonia comune per ogni difesa della bellezza del mondo,rinnovato nel suo andare.
giovanni lombardi

p.s.gia avevo segnalato la necessità,con commento appropriato ,la necessità di giunger ai nuovi equilibri tra laproduzone della scienza e i risultati ,relegati solo a quel benessere del momento che distrugge il futuro per tutti;ricorda Hiroscima ),ma credo che il cronos informatico abbia divorato il commento

per simmetrie che dovrebbero dare spazio di tempo

La Carota

Ogni indagine che porta ad un buon fine nel risultato che si è prefisso è nel la lavoro che ben fai: già un successo --Poi però, questo risultato, devi metterlo sul mercato----li ,dove avrai il riconoscimento.
L'analisi documentata delle possibilità del territorio ,ben sfruttato ,per ottenere quella energia che riteniamo serva a noi,in quell'area dove viviamo,(nel caso nell'area del Mediterraneo) scopre problemi da risolvere proprio a quel fine che è nella indagine,come detto all'inizio.
Bene, qui il commento che porto ha una sua ragione nel nostro riconoscerci "AMICI DELLA TERRA".
Il pianeta è l'unico che abbiamo ed vittima della nostra difficoltà di essere suoi amici,ovvero lo siamo nei limiti in cui conviene alle nostre necessità sempre maggiori,esplodenti quasi sino ad una futura possibile Hiroscima.
Quale è il punto d'equilibrio e il non oltre?
Evidente quindi che,a livello operativo è necessaria quella conoscenza,nei vari settori della produzione dell'evento (nel caso ancora e non solo da esempio,il Mediterraneo) che nella consapevolezza della interrelazione dei fenomeni che potremmo determinare non viene utilizzata.
Ecco quindi necessario ristabilire l'equilibrio concreto di quanto viene scoperto e riportato per quella maggiore "vera"conoscenza, esprimibile nei fatti, che il mercato ,punto d'incontro delle verità o della giustizia,esprimibile offre.
Per tutti.
Ovvia la complessità della proposizione qui dichiarata ,nell'equilibrio dei"mercati" (il centro del bene essere relativo degli scambi "umani"),ma necessaria appunto in concreto, per il "rientro della capacità dell'umanità(popolo della terra) di dimostrarla.
,Questo nei limiti che l'operazione deve avere.
In poche parole , col buon senso da restituire alla contraddizione che nel titolo AMICI DELLA TERRA può raggiungersi,almeno come orizzonte che mantiene il diritto alla sopravvivenza,dai "NUOVI RAGAZZI DI VIA PANISPERNA".
La nuova religiosità che deve rispettare il mistero del mondo ,(che i fisici stanno scoprendo nella fisica avvicinandosi all'orizzonte degli eventi) è l'energia che diviene, nelle forme apprezzabili noi umani,e non ha prezzo, proprio perché, noi stessi umani, possiamo cominciare a saperlo.
Ecco allora che la filosofia della scienza,cioè quell'ordine evidente che in ciascuno è,nelle radici,in quella forma che può esprimere e ritorna ,con l'età dell'acquario,nel rispetto dei tempi e della natura ,anche con la CASA DELLA Coltura ANTIATOMICA .
Il pianeta sta vivendo i suoi travagli che noi stessi possiamo aiutare con un buon parto .
Oggi è l'incontro dell'oriente e dell'occidente,ed in questo l'antropologia degli umani deve produrre quel cambio di passo e recuperare equilibri nel giorno quotidiano che tiene tutti per un buon fare comune.
Ecco la opportunità che può darci il web,come rete d'armonia per l'amore che ciascuno vuole e deve al pianeta terra ed a noi tutti nell'immensità del creato.

Il mediterraneo è in concreto quello spazio dove possiamo riattivare i sensori per un buon ancoraggio , una nuova realtà sociale ed un imput per quei nuovi equilibri per un Mondo Migliore .
In questo c'è la potenza da attuare per quella speranza da realizzare ogni giorno ,sapendo l'umiltà che ci tiene, tutti .
Il meraviglioso è anche qui oggi ancora,nascosto nel sorriso stupefatto del fanciullo virtuale dei giochi mondiali di calcio ,in Brasile.

La Casa della Cultura Antiatomica associa quanti vogliono trovare e dare ragione a quanto può far bello il mondo.
giovanni lombardi