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2018-05-22 04:03

Il brutto che avanza

LA CHIUSURA DEL COLOSSEO

Quamdiu stat Colysaeum, stat et Roma,
quando cadet Colysaeum, cadet et Roma,
quando cadet Roma, cadet et mundus.
                (Venerabile Beda, profezie, VIII secolo d.C.)

 

Nelle ultime settimane di giugno, il Colosseo è rimasto più volte chiuso per scioperi o assemblee del personale, mentre lunghe file di turisti al sole speravano invano di entrare. Quel che si negava ai turisti era l’Anfiteatro Flavio, il più visitato monumento-museo di Roma, tredicesima città più visitata al mondo (purtroppo, la concorrenza delle città asiatiche le ha fatto perdere qualche posizione), seconda destinazione dei pellegrini in occidente. Ove il turismo non è solo cultura, ma segno e condizione della possibile ripresa economica del Paese.

Altre volte sono stati chiusi Pompei Ercolano, il Pantheon, Castel Sant’Angelo, la Galleria degli Uffizi, Villa d’Este, Villa Adriana, la Galleria Borghese e molti altri importanti musei e monumenti. Altre chiusure seguiranno nei prossimi giorni.

Ogni commento sarebbe inadeguato. Quando chiudono questi monumenti è l’Italia che chiude, ad opera di custodi infedeli, di burocrazie incapaci, di politici che neanche capiscono la gravità estrema dei fatti.

Pochi anni fa, nei momenti peggiori della crisi dei rifiuti a Napoli, gli amministratori locali e persino il sindaco di Napoli si rinfacciavano a vicenda le “competenze” burocratiche mentre i rifiuti, fregandosi delle competenze, invadevano le strade. Lo stesso adesso. Quando chiudono i monumenti, cosa diventa Roma senza di essi? E dove sta il suo sindaco neoeletto? Se non dispone dei mezzi legali per agire, sta forse in fila con i turisti davanti al Colosseo? Certo che no. E a Pompei, in tutte le altre città che custodiscono i tesori della nazione?

Sindaci, ministri, governatori e direttori generali, dirigenti sindacali, non hanno mai cavato un ragno dal buco. E anche stavolta, a parte le chiacchiere, nessuno sembra avere idee e volontà capaci di bloccare la lenta discesa all’inferno della capitale della nazione, Roma caput mundi.