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2026-07-12 22:37

Il rapporto World Energy Investment 2026 dell’AIE

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Gli investimenti energetici mondiali continueranno a crescere nel 2026, raggiungendo circa 3.400 miliardi di dollari, il 5% in più rispetto al 2025. Nel nuovo rapporto World Energy Investment 2026, l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) osserva come le tensioni geopolitiche, a partire dalla crisi in Medio Oriente, stiano riportando la sicurezza energetica al centro delle strategie di governi e imprese.

Il dato più rilevante riguarda la crescente centralità dell’elettricità. Circa due terzi degli investimenti globali saranno destinati a tecnologie legate alla transizione elettrica (rinnovabili, nucleare, reti, accumuli, elettrificazione ed efficienza energetica) per un valore di circa 2.200 miliardi di dollari, contro i 1.200 miliardi diretti a petrolio, gas e carbone. Secondo l’AIE, quasi il 60% degli investimenti energetici mondiali riguarda ormai il settore elettrico.

Le rinnovabili continuano ad attirare la quota maggiore di capitali, con circa 665 miliardi di dollari annui, trainati soprattutto dal fotovoltaico. Parallelamente crescono però anche gli investimenti nelle infrastrutture di sistema: reti elettriche e accumuli, considerati sempre più cruciali per sostenere l’espansione della generazione elettrica e della domanda di elettricità.

Sul fronte dei combustibili fossili emerge invece una divergenza crescente tra petrolio e gas. Gli investimenti nell’upstream petrolifero sono attesi in calo per il terzo anno consecutivo, mentre quelli nel gas naturale raggiungeranno il livello più alto dell’ultimo decennio, sostenuti soprattutto dai nuovi progetti GNL negli Stati Uniti e in Qatar. Un segnale che riflette sia il ruolo crescente del gas nella sicurezza energetica globale sia la forte spinta dell’export statunitense.

Il rapporto registra inoltre una ripresa degli investimenti in carbone e nucleare. Il carbone torna ai massimi dal 2012, con la Cina responsabile della gran parte della spesa mondiale e delle nuove autorizzazioni di centrali. Allo stesso tempo accelera il nucleare, con oltre 80 miliardi di dollari di investimenti annui e nuova capacità in costruzione in 15 Paesi.

Tra i messaggi politici più forti del rapporto vi è l’idea che gli investimenti degli ultimi anni in efficienza, elettrificazione e rinnovabili abbiano già rafforzato la sicurezza energetica dei Paesi importatori, riducendo la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. Secondo l’AIE, nel solo 2025 gli investimenti realizzati dal 2015 avrebbero evitato circa 260 miliardi di dollari di importazioni energetiche in Cina, Unione europea, India, Giappone, Corea e Sud-est asiatico.

Infine, tra i nuovi motori della domanda energetica emergono data center e intelligenza artificiale. L’espansione delle infrastrutture digitali sta già influenzando le scelte di investimento, soprattutto negli Stati Uniti, dove cresce la domanda di nuova capacità elettrica e di impianti a gas per alimentare i grandi operatori tecnologici.