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2026-07-12 23:35

Industria UE: consumi energetici in calo, ma i fossili restano centrali

QUEL CHE C'È DA SAPERE

L’industria europea continua a ridurre i propri consumi energetici, ma la dipendenza dai combustibili fossili resta elevata. È il quadro che emerge dall’ultima analisi di Eurostat sul consumo finale di energia nel settore industriale dell’UE. Nel 2024 l’industria europea ha consumato 8.835 petajoule (PJ) di energia, un valore sostanzialmente stabile rispetto al 2023 (+0,1%) ma inferiore dell’8,1% rispetto al 2014 e del 30,9% rispetto ai livelli del 1990.

Elettricità e gas naturale si confermano le principali fonti energetiche dell’industria europea, rappresentando insieme quasi due terzi dei consumi finali del settore: rispettivamente il 33,3% e il 31,9%. Seguono rinnovabili e biocarburanti (11,3%) e petrolio e derivati (10,4%). Nonostante la crescita delle fonti rinnovabili, la componente fossile rimane dunque predominante: considerando nel complesso gas naturale, petrolio, combustibili fossili solidi e rifiuti non rinnovabili, quasi la metà dei consumi energetici industriali dell’UE dipende ancora direttamente da fonti fossili. La quota reale è peraltro ancora più elevata se si considera il contributo dei fossili alla produzione di elettricità e calore.

Nel lungo periodo il cambiamento del mix energetico appare comunque evidente. Dal 1990 il ricorso ai combustibili fossili solidi si è ridotto di quasi l’80%, mentre petrolio e prodotti petroliferi sono diminuiti di oltre il 58%. Nello stesso periodo le energie rinnovabili e i biocarburanti hanno più che raddoppiato il proprio contributo, pur restando ancora lontani dai livelli di elettricità e gas naturale, che continuano a dominare il sistema energetico industriale europeo.

Tra i comparti industriali, il principale consumatore di energia nel 2024 è rimasto il settore chimico e petrolchimico, seguito dai minerali non metallici. In terza posizione si colloca, per la prima volta, l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco, che supera il comparto carta e stampa. Si tratta anche di uno dei pochi settori in controtendenza: mentre il consumo energetico industriale complessivo è diminuito nell’ultimo decennio, il settore alimentare ha registrato un aumento rispetto al 2014, trainato soprattutto dall’uso di gas naturale ed elettricità.