CANNIBALIZZAZIONE SOLARE IN SPAGNA (4)
Nel quarto degli articoli dedicati al sistema elettrico spagnolo nell’anniversario del blackout, l’autore si sofferma sui diversi metodi di valutazione dei danni subiti e sulle richieste di compensazioni. Una cosa è certa: mano mano che emergeranno, i danni saranno pagati dai consumatori in bolletta.
In Copertina: Strade buie a causa di un'interruzione di corrente nella città di Albacete, il 28 aprile 2025, ad Albacete, Castiglia-La Mancia (Spagna). | Víctor Fernández / Europa Press / ContactoPhoto
“Firmerei subito per avere un blackout all'anno ma avere i prezzi dell'energia della Spagna...”. Questa la frase shock pronunciata dal Presidente di Confindustria per trasmettere, forte e chiaro, la crisi dei costi energetici che affliggono le imprese italiane.
Vale davvero la pena augurarsi un blackout all’anno? Forse è opportuno chiedersi preventivamente: quanto costa un apagòn? Vedremo che la risposta non è così semplice. Un team di 75 esperti ha lavorato per 41 giorni analizzando oltre 300 gigabyte di dati per elaborare un resoconto dettagliato, di 182 pagine, che descrivono, in modo esaustivo, la sequenza degli eventi che hanno portato al blackout totale nella penisola iberica il 28 aprile 2025.
Tuttavia, invece di placare le tensioni, il rapporto governativo ha sortito l'effetto opposto: intensificare la battaglia latente che i principali attori del sistema energetico spagnolo stanno conducendo per evitare le responsabilità che deriverebbero dall'assunzione dei risarcimenti multimilionari in gioco: un anno dopo, Red Eléctrica e le grandi compagnie elettriche - Iberdrola, Endesa e Naturgy - continuano a puntarsi il dito a vicenda.
Il primo costo dell’apagòn sono le misure per evitarne un altro.
Per capire come questi costi impattano sulle bollette dei cittadini, bisogna dividere la spesa nei due differenti "panieri" decisi dall'ente regolatore spagnolo, la Comisión Nacional de los Mercados y la Competencia (CNMC): il primo è il costo di riavvio della rete mentre il secondo, sotto il nome di “Operazione Rinforzata”, serve ad evitare che un'altra oscillazione di tensione faccia tornare al buio l’intera Penisola Iberica.
Per il costo di riavvio, stimato intorno ai 50 milioni di euro, la CNMC ha già formulato la "Proposta di risoluzione che stabilisce i criteri per la liquidazione da parte del gestore del sistema per il 28 e 29 aprile 2025" con cui determina i criteri per la remunerazione dei produttori che hanno partecipato al ripristino della rete, costi che ricadranno sui consumatori poiché il regolatore ha proposto di socializzare questa cifra spalmandola su tutti i consumatori spagnoli. Inoltre, per i danneggiati, identificare questi costi sulla bolletta elettrica è impossibile poiché non sono espliciti ma inclusi nelle voci generali relative al consumo energetico.
Tuttavia, la CNMC non si è attivata, con la stessa diligenza e solerzia, per identificare strumenti efficaci per accertare le responsabilità o risarcire i danni subiti dai consumatori.
Relativamente al costo del secondo “paniere”, l’Operazione Rinforzata, la discrepanza delle cifre è notevole: se Red Eléctrica (REE) stima un costo da maggio 2025 al 31 marzo 2026 di 666 milioni, la società di consulenza Nera lo calcola in oltre il doppio, circa 1,4 miliardi di euro. Sullo stesso ordine di grandezza PwC che calcola un impatto di 920 milioni di euro solo tra maggio e dicembre del 2025.
Una famiglia media che usufruisce della tariffa regolata, inclusi i consumatori vulnerabili, con un consumo di 3,3–3,5 megawattora(MWh)/anno, ha visto un aumento del costo annuo dell'energia, calcolato sui prezzi medi all'ingrosso del 2025, del 16%. Secondo i dati dell’Observatorio del coste de los servicios de operaciòn, nei primi 23 giorni di aprile 2026, consumatori e aziende hanno pagato ulteriori 23,58 euro per MWh per l’Operazione Rinforzata. Sempre più organizzazioni, dalle aziende energetiche (Aelec) ai commercianti (Acenel e Acie), avvertono che un euro su tre del costo dell'elettricità in bolletta non risponde al mercato all'ingrosso, ma a questi servizi operativi.
Stima del costo della bolletta elettrica. Fonte: Aelec.
Inoltre, al costo si aggiunge la durata. Oggi, il problema degli spagnoli è conoscere la durata dell’Operazione Rinforzata: attualmente non si dispone di dettagli precisi sui nuovi criteri applicati da Red Eléctrica, né sulla durata prevista per questa modalità operativa che, stante l’attuale situazione della rete elettrica spagnola, potrebbe essere ad libitum.
Danni multiformi
La quantificazione economica del blackout del 28 aprile 2025 è oggetto di analisi divergenti da parte di istituzioni nazionali ed analisti internazionali, a causa della difficoltà intrinseca nel misurare i costi indiretti e le perdite di opportunità a lungo termine. Il costo dell'apagòn non è una grandezza statica, ma un fenomeno dinamico che colpisce in modo asimmetrico i diversi settori della società.
La Confederazione Spagnola delle Organizzazioni Imprenditoriali (CEOE) ha rilasciato una stima preliminare che fissa il danno in termini di Prodotto Interno Lordo a circa 1,6 miliardi di euro. Tale valore rappresenta lo 0,1% del PIL annuo spagnolo, una contrazione significativa per un singolo evento della durata di poche ore. Altre analisi suggeriscono scenari decisamente più cupi: secondo Reuters, i costi complessivi per l'intera penisola iberica, includendo il Portogallo e le perdite sistemiche transfrontaliere, potrebbero aggirarsi attorno ai 4,5 miliardi di euro.
Questa discrepanza riflette l'inclusione nei modelli di fattori quali il danneggiamento permanente di macchinari industriali, la distruzione di scorte alimentari e farmaceutiche e il costo del ripristino delle infrastrutture critiche. Repsol ha ribadito che la compagnia chiederà un risarcimento di oltre 125 milioni di euro per i danni subiti. La stima si fonda su un precedente simile del 2016, quando un blackout colpì la raffineria di Bilbao: in quel caso la Corte Suprema, nel 2022, confermò un risarcimento di 18 milioni di euro per un'interruzione di fornitura di 12 minuti.
La CEOE ha riferito che l'industria della carne ha perso circa 190 milioni di euro a causa del guasto ai sistemi di refrigerazione. Le associazioni dei consumatori e gli studi legali esperti in diritto amministrativo hanno invitato gli utenti a raccogliere prove documentali, foto, fatture di acquisto, perizie tecniche su elettrodomestici danneggiati, per avviare azioni risarcitorie extragiudiziali o legali contro le società di distribuzione e trasmissione.
Un’altra tipologia di danno è la perdita del 7,7% del valore azionario di Redeia, il gestore del sistema di trasmissione spagnolo, nelle settimane successive al 28 aprile e di grandi utility come Iberdrola, Endesa e Naturgy che hanno visto le loro quotazioni influenzate dall'incertezza regolatoria scaturita dalle indagini del governo. Il blackout ha sollevato dubbi sulla stabilità del modello di business delle reti di trasmissione in un contesto di transizione energetica accelerata.
Sull’importo complessivo vi sono stime catastrofiche che arrivano alla cifra shock di oltre 19 miliardi di euro con un approccio che considera ogni ora di buio come una perdita secca e definitiva del PIL mentre altre, come un'analisi di CaixaBank, rivelano dinamiche diverse: il giorno del blackout i consumi delle famiglie sono crollati del 34% tuttavia più della metà della spesa persa è stata recuperata nei due giorni successivi stimando in meno di 400 milioni di euro il valore dei consumi persi. Questo suggerisce che, mentre i beni essenziali e i servizi in tempo reale soffrono perdite irrecuperabili, una parte del consumo discrezionale viene semplicemente spostata nel tempo: il colosso Inditex (Zara) ha ammesso l'impatto sulle vendite del 28 aprile, ma lo ha definito "finanziariamente non significativo" sull'intero esercizio. La disamina degli aspetti elencati rende evidente la complessità della quantificazione del danno.
Il valore della "Mancata Utilità"
La valutazione del costo di un blackout richiede l'impiego di indicatori in grado di tradurre un disservizio tecnico in una metrica monetaria oggettiva. Il parametro di riferimento universale è il Value of Lost Load (VoLL), il quale esprime il costo associato a un'unità di energia elettrica non fornita, solitamente espresso in €/MWh o $/kWh. La determinazione del VoLL è intrinsecamente complessa, poiché il valore attribuito all'elettricità non è costante, ma fluttua in funzione della tipologia di utenza, della durata del disservizio, della localizzazione geografica e del preavviso ricevuto. La metrica VoLL è un "ombrello" statistico, non un registro contabile: c’è una differenza sottile ma fondamentale tra il valore che la società perde, stimato dal VoLL, ed i costi vivi che le aziende devono sostenere.
Se consideriamo l’energia non fornita (Energy Not Supplied, ENS), pari a circa 120 GWh, risultante dalla perdita di 15 GW per 8 ore, applicando il VoLL otterremo un valore di circa 2,74 miliardi di euro: l’ENS moltiplicato per l’importo di 22.879 €/MWh. In realtà si tratta di una stima ottimistica: secondo ENTSO-E la potenza complessiva disconnessa tra Spagna e Portogallo ammonta a circa 31 GW con un tempo medio per il ripristino del sistema di trasmissione di 13 ore, mentre il ripristino completo della fornitura (inclusa la rete di distribuzione) ha richiesto circa 17 ore.
La cifra di 22.879 €/MWh è il valore ufficiale derivante dal quadro regolatorio spagnolo per l'implementazione del Mercado de Capacidad (Mercato della Capacità): questo valore[1] è adottato dalla CNMC come parametro di riferimento per il calcolo dell'adeguatezza del sistema peninsulare.
In sintesi, il VoLL serve a comprendere la magnitudo del disastro sociale ed economico dell’apagòn, ma per calcolare il danno al bilancio statale è necessario aggiungere:
Un blackout nelle economie contemporanee è una perturbazione sistemica multidimensionale che va ben oltre la semplice interruzione tecnica, innescando inefficienze non lineari a cascata. Per ottenere una valutazione complessiva del danno si devono integrare componenti microeconomiche, macroeconomiche e sociali, distinguendo tra costi materiali immediati e riverberi intangibili di lungo periodo: il risultato porta le stime del danno reale a essere significativamente superiori a quelle teoriche.
Le leggi della fisica non sono promulgate da nessun Governo.
Secondo lo studio “L'economia delle infrastrutture in Spagna: realtà, sfide e raccomandazioni” dopo un periodo di forte crescita degli investimenti pubblici nei primi anni del XXI secolo, la Spagna è entrata in una lunga fase di tagli al bilancio che ha condotto ad un panorama di obsolescenza nelle infrastrutture, perdita di efficienza e maggiore vulnerabilità ai rischi climatici e tecnologici: il calo degli investimenti non solo ha rallentato i nuovi progetti, ma ha anche messo a rischio l'operatività delle reti già costruite.
Andamento degli investimenti pubblici nelle infrastrutture in Spagna per settore.
Proprio come diceva un noto teorema giudiziario, il presidente Sánchez “non poteva non sapere”. Pertanto, il collasso del sistema elettrico del 28 aprile 2025 è stato il risultato diretto della politica energetica dei “Profeti dell’apagòn”. Una politica guidata da un’ideologia scollegata dalle leggi della fisica che finge di non comprendere come l’energia fornita dalle centrali nucleari, che vorrebbero dismettere, sia la “condicio sine qua non” la bolletta elettrica spagnola perderebbe tutto il suo “fascino”.
Per quanto oggi la Spagna stia producendo più energia solare che mai, la bolletta elettrica non diminuisce: il 17 aprile, il fotovoltaico ha raggiunto un traguardo storico, coprendo quasi il 70% della domanda nazionale. Tuttavia, di questo record, Red Eléctrica non ha fatto menzione. Non c'è traccia dei festeggiamenti pubblici con cui avevano celebrato il medesimo risultato nel 2024. Oggi, la pubblicazione delle registrazioni audio interne hanno rivelato che, nei giorni precedenti al blackout, gli stessi tecnici ammettevano che le pericolose fluttuazioni della rete erano "un problema legato al fotovoltaico" creando la crisi reputazionale delle energie rinnovabili che nel nostro Paese fingiamo di non vedere.
[1] Vedi i bollettini ufficiali del MITECO sotto la dicitura "Metodología para il cálculo del valor de la carga perdida (VoLL) e il estándar de fiabilidad del sistema eléctrico peninsular".