Oggi:

2026-04-13 21:40

Le Soluzioni della Bioeconomia per l’Agricoltura del Futuro

SUOLO DA PROTEGGERE

di: 
Novamont

Bioplastiche per le pacciamature, spaghi, clip, materiali per le coltivazioni in serra e poi prodotti fitosanitari efficaci e a basso impatto sono alcune delle nuove soluzioni messe a punto dalla chimica verde per accompagnare le attività agricole in un percorso di sostenibilità e per combattere il degrado dei suoli.

In Copertina: Applicazione di spaghi e clip compostabili su coltura del pomodoro. Foto Novamont.

 

Il degrado del suolo rappresenta oggi una delle sfide ambientali più urgenti a livello globale. Si tratta della perdita della capacità produttiva biologica ed economica del terreno, un processo spesso strettamente collegato alla perdita di biodiversità e agli effetti dei cambiamenti climatici. Quando il suolo si degrada, diminuisce la produttività agricola e aumentano i rischi ambientali, con conseguenze che si riflettono in insicurezza alimentare, aumento dei prezzi dei prodotti agricoli e riduzione dei servizi ecosistemici.

La situazione in Europa è particolarmente preoccupante. Secondo la missione europea A Soil Deal for Europe, si stima che tra il 60% e il 70% dei suoli dell’Unione sia già deteriorato o continui a deteriorarsi. Il degrado dei terreni, inoltre, contribuisce al cambiamento climatico: quando il suolo perde la propria struttura e fertilità, rilascia nell’atmosfera gas climalteranti che accelerano ulteriormente il riscaldamento globale.

Tra i fattori che incidono sullo stato dei terreni agricoli c’è anche la gestione delle plastiche utilizzate in agricoltura. In Europa ogni anno vengono utilizzate centinaia di migliaia di tonnellate di agroplastiche e una parte significativa diventa rifiuto difficilmente gestibile. I teli di pacciamatura, in particolare, sono tra i materiali più contaminati da terra e residui organici, rendendo il riciclo complesso e costoso. Anni di raccolta non corretta possono inoltre portare all’accumulo di residui plastici nel suolo, comprese le microplastiche.

In questo contesto, le innovazioni della bioeconomia circolare possono offrire soluzioni concrete per contribuire a ridurre l’impatto ambientale e migliorare la gestione delle coltivazioni.

Da oltre 35 anni Novamont, società di Versalis (Eni), sviluppa soluzioni integrate per accompagnare il settore agricolo verso modelli più sostenibili. Tra queste, i teli di pacciamatura in Mater-Bi, una bioplastica certificata biodegradabile in suolo, che garantisce gli stessi vantaggi agronomici delle plastiche tradizionali, ma che alla fine del ciclo colturale può essere lasciata direttamente in campo, evitando la produzione di un rifiuto plastico difficile da recuperare e smaltire.

Applicazione di telo di pacciamatura biodegradabile in suolo sulla coltura del melone. Foto Novamont.


Il telo per la pacciamatura in Mater-Bi ha inoltre ottenuto il certificato di conformità al Regolamento Fertilizzanti 2019/1009, pertanto può essere considerato un ammendante inorganico, ovvero un prodotto fertilizzante con la funzione di mantenere, migliorare o proteggere le proprietà fisiche o chimiche, la struttura o l'attività biologica del suolo a cui è aggiunto, senza rilascio di microplastiche persistenti nell'ambiente.

Accanto ai teli biodegradabili, Novamont ha sviluppato spaghi e clip compostabili in Mater-Bi per le coltivazioni in serra, che possono essere smaltiti insieme agli scarti agricoli e trasformati in compost, semplificando la gestione dei rifiuti in campo. A queste soluzioni si affiancano packaging biodegradabili e compostabili in Mater-Bi per il settore ortofrutticolo, che possono essere smaltiti comodamente insieme al rifiuto alimentare, per poi essere destinati in processi di compostaggio industriale e / o domestico.

Un altro ambito in cui l’innovazione può contribuire a rendere l’agricoltura più sostenibile riguarda i prodotti fitosanitari. L’uso dei prodotti fitosanitari è infatti regolato da un quadro normativo europeo molto rigoroso ed è al centro di un ampio dibattito pubblico, rafforzato dagli obiettivi di sostenibilità europei, che spingono ricerca scientifica e settore agricolo a sviluppare soluzioni sempre più efficaci e a ridotto impatto.

In questa direzione si inseriscono i bioprodotti fitosanitari a base di acido pelargonico, una molecola presente in natura e negli alimenti che rappresenta una delle alternative più promettenti per una gestione sostenibile delle infestanti. L’acido pelargonico è poco solubile in acqua, non rilascia residui tossici sulle piante trattate ed è inserito nell’Allegato IV del Regolamento (CE) 396/2005, per il quale non è necessario stabilire un limite massimo di residui.

Le soluzioni sviluppate da Novamont, come Ager-Bi e Sunpower [1], sono prodotte con acido pelargonico ottenuto da oli vegetali attraverso un processo innovativo a ridotto impatto ambientale, in quanto non utilizza ozono.

Applicazione di prodotto fitosanitario a base di acido pelargonico di origine vegetale per il diserbo nella coltura della vite. Foto Novamont.

Ager-Bi può essere utilizzato come diserbante per vite, nocciolo, olivo, fruttiferi, e piante ornamentali in vaso, nonché come disseccante per letti di semina o essiccante pre-raccolta.  Sunpower è invece particolarmente indicato per aree extra-agricole, come strade, ferrovie, aree rurali e industriali, dove la crescita delle infestanti può causare problemi estetici, strutturali o di sicurezza.

Proteggere il suolo significa proteggere il futuro dell’agricoltura. Investire in materiali biodegradabili, tecnologie più sostenibili e modelli produttivi circolari rappresenta oggi una delle strade più concrete per contribuire a contrastare il degrado dei terreni e costruire sistemi agricoli più resilienti e più rispettosi dell’ambiente.

 

NOTE

 [1] Usare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell’uso leggere sempre l’etichetta e le informazioni sul prodotto.