QUEL CHE C'È DA SAPERE
È entrato in vigore il 21 febbraio il decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21, il cosiddetto “DL Bollette”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio. Il provvedimento, approvato il 18 febbraio dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, vale oltre 3 miliardi di euro e punta a ridurre il costo dell’energia per famiglie e imprese, sostenere la competitività e favorire la decarbonizzazione industriale.
Secondo l’impianto del decreto, le misure riguardano: sconti e contributi sulle forniture elettriche, interventi sugli oneri di sistema e su alcuni meccanismi tariffari, misure per promuovere contratti di lungo termine da rinnovabili (PPA), disposizioni su connessioni e “saturazione virtuale” della rete, autorizzazioni per i data center, nonché misure sul gas (riduzione di oneri per imprese e strumenti per favorire concorrenza e integrazione dei mercati).
Per i nuclei vulnerabili già beneficiari del bonus sociale elettrico è previsto, per il 2026, un contributo straordinario di 115 euro. Per i clienti domestici residenti con ISEE fino a 25.000 euro, non titolari del bonus sociale, il decreto consente inoltre ai venditori di riconoscere su base volontaria uno sconto in bolletta, parametrato alla componente energia e subordinato a determinate soglie di consumo.
A favore delle imprese, il decreto interviene sulla componente ASOS della bolletta elettrica e introduce un aumento di 2 punti dell’aliquota IRAP per alcune imprese del settore energetico, destinando le maggiori entrate al finanziamento delle riduzioni degli oneri per le utenze non domestiche.
Sul versante gas sono previste misure per ridurre oneri e componenti tariffarie applicate ai consumi industriali, finanziate anche tramite la vendita di gas stoccato, e strumenti per rafforzare la concorrenza nei mercati all’ingrosso e favorire una maggiore integrazione con il mercato europeo.
L’articolo 6 rafforza i poteri di ARERA nella vigilanza sulle offerte nel mercato elettrico all’ingrosso e disciplina rimborsi ai produttori termoelettrici per alcune componenti tariffarie del gas e, in misura definita dall’Autorità, per costi connessi all’ETS. Questa misura relativa ai costi ETS è uno dei passaggi più discussi del decreto ed è subordinata al via libera della Commissione europea.
Il decreto prevede inoltre l’obbligo di trasferire integralmente i benefici nelle offerte di vendita, con possibilità di restituzione e sanzioni in caso di mancato rispetto.
Il provvedimento interviene anche sui contratti di lungo termine per l’energia rinnovabile (Power Purchase Agreements), sulla gestione della “saturazione virtuale” delle reti elettriche, sulle autorizzazioni dei data center e su alcuni meccanismi relativi alle bioenergie