QUEL CHE C'È DA SAPERE
Il 5 febbraio, il Consiglio dei ministri ha approvato in esame definitivo due decreti legislativi di attuazione di normativa europea: uno sulla tutela dei consumatori nella transizione verde e uno di adeguamento al nuovo Regolamento europeo sulle batterie.
Il primo provvedimento recepisce la Direttiva (UE) 2024/825 del 28 febbraio 2024, che modifica le direttive 2005/29/CE e 2011/83/UE per rafforzare la tutela dei consumatori contro pratiche commerciali sleali e informazioni ambientali fuorvianti. L’obiettivo è “responsabilizzare” i consumatori nella transizione verde, migliorando trasparenza e correttezza delle comunicazioni, anche in materia di sostenibilità dei prodotti.
Il secondo decreto adegua la normativa nazionale al Regolamento (UE) 2023/1542 del 12 luglio 2023 relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie, che sostituisce la precedente Direttiva del 2006. Il Regolamento introduce requisiti più stringenti lungo l’intero ciclo di vita delle batterie – dalla progettazione alla raccolta e al riciclo – con l’obiettivo di rafforzare l’economia circolare, la tracciabilità e la sostenibilità ambientale del settore.
Nel corso della stessa riunione, il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, ha illustrato la Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per il 2026, successivamente trasmessa alle Camere ai sensi della legge 234/2012.
Il documento definisce le priorità strategiche italiane nel quadro del Programma di lavoro della Commissione europea per il 2026, intitolato “Il movimento dell’indipendenza dell’Europa”, adottato il 21 ottobre scorso. Il Programma punta a rafforzare la sovranità europea in ambiti chiave (difesa, sicurezza, energia, digitale e industria) promuovendo al contempo crescita sostenibile e inclusiva.
Tra le macro-tematiche evidenziate nella Relazione figurano: il rafforzamento del mercato unico per migliorare la competitività; la definizione del nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034; l’allargamento dell’Unione, con particolare riferimento ai Balcani occidentali; il rafforzamento del coordinamento nazionale sulle politiche europee, con maggiore attenzione alla fase “ascendente” del processo decisionale dell’UE.
La Relazione, sottolinea il Governo, intende offrire al Parlamento un quadro degli indirizzi strategici che orienteranno l’azione italiana nei rapporti con l’Unione nel corso del 2026.