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2026-03-07 13:51

Approvato il Programma nazionale di esplorazione

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica (CITE) ha recentemente approvato il nuovo Programma Nazionale di Esplorazione Mineraria, previsto dal DL 84/2024 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2024, n. 115).

Il Programma è stato predisposto dal Servizio Geologico d’Italia di ISPRA su mandato del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). La prima fase, finanziata con 3,5 milioni di euro, coinvolgerà 15 unità operative e oltre 400 specialisti. L'obiettivo è aggiornare e integrare le informazioni storiche con nuove indagini, per individuare le aree più promettenti dal punto di vista geologico, minerario e industriale.

Il Programma comprende 14 progetti di ricerca distribuiti su quasi tutto il territorio nazionale, in Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Emilia-Romagna, Marche e Sardegna. Si affianca a queste attività anche la mappatura dei depositi di rifiuti estrattivi abbandonati, condotta nell’ambito del progetto PNRR “Urbes”, con un finanziamento aggiuntivo di 10 milioni di euro. L’obiettivo è anche ricostruire il quadro delle passività ambientali legate all’estrazione del passato.

L’interesse si concentra in particolare su materie prime ritenute strategiche dalla Commissione europea, come litio, grafite, rame, manganese, fluorite, barite, terre rare, antimonio, tungsteno, titanio, bismuto e metalli del gruppo del platino. Le attività riguarderanno anche minerali industriali e zeoliti, utili a numerosi settori della manifattura.

La Sardegna si conferma fulcro dell’attività mineraria nazionale: qui si esploreranno le aree di Funtana Raminosa e del sud-ovest isolano, con particolare attenzione a rame, terre rare, tungsteno e altri metalli. Anche la Sila calabrese sarà oggetto di indagini per i giacimenti di grafite, mentre nel nord Italia si cercheranno terre rare, fluorite e barite nelle Alpi, e metalli del gruppo del platino nell’area di Finero, in Piemonte.

Tutte le indagini previste nella prima fase saranno non invasive. Si useranno tecniche di telerilevamento, rilievi geologici, geofisici e geochimici, con l’ausilio di sensori aviotrasportati, software di intelligenza artificiale e persino tecnologie all’avanguardia come la radiografia muonica basata sui raggi cosmici. I dati saranno raccolti nel Database Minerario Nazionale GeMMA, per garantire trasparenza e accesso a ricercatori, istituzioni e potenziali investitori.