QUEL CHE C'È DA SAPERE
In vista dell’entrata in vigore del nuovo sistema europeo di scambio delle emissioni ETS2, prevista per il 2027, quindici Paesi dell’Unione europea (tra cui l’Italia, la Germania, la Spagna, l’Austria e la Polonia) hanno presentato alla Commissione europea una richiesta ufficiale per riformare alcuni aspetti chiave del meccanismo. La proposta mira a ridurre la volatilità dei prezzi della CO₂ e a garantire un quadro più stabile per famiglie e imprese.
Il nuovo ETS2, pensato per coprire le emissioni dei settori edilizio e dei trasporti stradali, potrebbe secondo i governi generare incertezza sul costo dell’energia se non adeguatamente modulato. Per questo, nel documento congiunto firmato il 26 giugno, gli Stati chiedono di introdurre aste anticipate già dal 2026: una misura che consentirebbe al mercato di avere segnali di prezzo più prevedibili e trasparenti, facilitando la transizione verso il nuovo regime.
Tra le altre richieste vi è la modifica del meccanismo di riserva stabilizzatrice del mercato (MSR). Nella configurazione attuale, avvertono i firmatari, la MSR rischia di provocare forti oscillazioni nei prezzi delle quote tra il 2028 e il 2029, a causa della sensibilità del sistema a piccole variazioni nella domanda. Per evitare questo effetto, si propone una ricalibrazione delle soglie di attivazione e dei volumi immessi.
I Paesi suggeriscono inoltre di potenziare il tetto massimo flessibile sul prezzo della CO₂, attualmente fissato a 45 $/mtCO2e, aumentando la quantità di quote immesse o la frequenza dei rilasci per contenere picchi eccessivi.
Infine, viene avanzata una proposta per migliorare la trasparenza del mercato ETS2, con la pubblicazione regolare di dati su indicatori chiave come il tasso di penetrazione dei veicoli elettrici, l’installazione di pompe di calore e la riqualificazione degli edifici. Secondo i firmatari, una maggiore disponibilità di dati permetterebbe agli operatori economici e agli utenti finali di costruire aspettative più realistiche e di pianificare meglio investimenti e consumi.