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2021-05-09 03:03

Life Company. Ovvero, Servizi Essenziali per la Vita

INTERVISTA A RENATO MAZZONCINI

di: 
Redazione

L’Amministratore Delegato di A2A, illustra in questa intervista le linee guida del nuovo Piano industriale dell’azienda, con una visione a lungo termine e in linea con la Strategia europea per l’energia.

Foto di copertina: Fonte A2A

La Strategia europea per l’energia pubblicata nel luglio scorso conferma l’importanza di temi quali le rinnovabili, la transizione energetica, l’economia circolare. Quale contributo A2A pensa di poter dare? 

“Il contributo che vogliamo dare è quello di realizzare infrastrutture strategiche ed essenziali per la crescita del Paese, e il Piano industriale che abbiamo recentemente presentato segna un punto di svolta in tal senso. Un piano a dieci anni con una visione di lungo termine, con 16 miliardi di euro di investimenti di cui 6 miliardi per l'economia circolare e 10 per la transizione energetica. La nostra strategia coniuga coraggio e concretezza, perseguiamo obiettivi di sostenibilità sfidanti e target economici di crescita molto importanti per il Gruppo.”

 L’azienda ha scelto di abbandonare la definizione di multiutility e si è definita una “Life Company”. Perché?

“Abbiamo voluto rifocalizzarci e spostarci dal mezzo al fine: la nostra missione è contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone. A2A si occupa di energia, acqua, ambiente: questi sono servizi essenziali per la vita, ecco perché siamo una “Life Company”. Vogliamo impegnare le nostre competenze per guidare la transizione energetica, per rendere possibile una vera economia circolare in cui non ci sono scarti, ma solo valore: tutto può tornare ad essere risorsa. Il nostro nuovo modello è una visione del mondo condivisa, sostenibile e rispettosa del futuro, a cui vogliamo dare il nostro contributo quotidiano.”

A2A guarda anche all’estero, in che modo l’Europa può essere un mercato?

“Siamo leader in Italia nel settore ambientale e la quarta azienda per dimensione nel waste to energy in assoluto, abbiamo un know how forte che possiamo esportare in Europa. Siamo anche il secondo produttore nazionale di energia da fonti rinnovabili. Energia e ambiente sono mercati europei in cui possiamo competere, dobbiamo pertanto considerare l’intera Europa come nostro mercato domestico.” 

Al di là delle linee strategiche dell’azienda, ci può raccontare qualche progetto già portato a termine legato alle energie rinnovabili?

“Abbiamo appena concluso un’importante acquisizione del più grande portafoglio, senza incentivi GSE, di impianti fotovoltaici in Italia con una potenza di 173 mw, grazie alla quale abbiamo consolidato la posizione di secondo operatore in Italia per capacità installata nelle rinnovabili e ci siamo collocati al terzo posto nella generazione di energia solare. A dicembre scorso, inoltre, siamo entrati ufficialmente nel settore dell’energia eolica con l’acquisto del primo impianto da 8,2 mw in Campania, un asset importante che ha arricchito il nostro mix di energia green.”

Ci può raccontare un esempio concreto di economia circolare realizzato da A2A o di cui A2A si è fatta promotrice?

“Sicuramente il nostro accordo con Saxa Gres, siglato a inizio gennaio, è un esempio di vera economia circolare: siamo entrati nel capitale di questa azienda che realizza un prodotto per la pavimentazione urbana con un innovativo processo “end of waste”, che permette il recupero di materiali provenienti dal ciclo dei rifiuti, come ad esempio le ceneri prodotte dai termovalorizzatori. È davvero un esempio di come la nostra esperienza nel trattamento e nel recupero di materia ed energia ci consente di coniugare economia circolare e processi produttivi, a servizio della collettività e della tutela dell’ambiente. Un ottimo esempio di economia circolare è anche il progetto che abbiamo presentato per realizzare un impianto per la produzione di biometano da rifiuti organici nel territorio bresciano, a Bedizzole, che permetterebbe di trattare 75 mila tonnellate all’anno di umido. I bus di Brescia potrebbero essere alimentati da ciò che differenziamo in casa.”

Fra i servizi essenziali c’è anche l’acqua, avete qualcosa in programma per questo settore?

“L’acqua è sicuramente una risorsa essenziale cui dedichiamo grande attenzione. E’, inoltre, uno dei settori in cui l’Italia registra un grande gap rispetto al resto d’Europa e abbiamo deciso di investire sulla reta idrica. Il nostro approccio su questo tema è quello di un cambio di paradigma: il ciclo dell’acqua si può chiudere in modo circolare nel ciclo dei rifiuti. Un impianto di depurazione non è molto diverso da un impianto di trattamento dei rifiuti, e proprio nella depurazione possiamo dare un enorme contributo.  Entro il 2030 puntiamo a ridurre le perdite idriche lineari del 20% e a sviluppare nuova capacità di depurazione passando da 600 mila a 1,9 milioni di abitanti serviti.”

Gran parte degli investimenti previsti dal nuovo piano contribuisce agli obiettivi di sostenibilità dell’Onu, gli SDGs, quanto è importante la sostenibilità per A2A?

“La sostenibilità guida la nostra strategia, è ciò che indirizza le nostre scelte e i nostri investimenti, come abbiamo evidenziato nel Piano industriale. I prossimi 10 anni saranno cruciali per il futuro del pianeta. Saremo tutti necessariamente impegnati nella grande sfida del climate change, dove proprio la transizione energetica e l‘economia circolare giocheranno un ruolo fondamentale: questi sono infatti i due pilastri della nostra azione. A2A vuole fare la sua parte e dare un contributo concreto alla realizzazione di 11 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 ONU. Per questo abbiamo deciso di impegnarci con un Piano industriale a dieci anni, un orizzonte di tempo necessario per abilitare gli investimenti infrastrutturali e allinearci agli obiettivi della comunità europea.”