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2021-05-15 08:08

Verso la Conferenza di Parigi. Battaglia al Congresso Usa sul Fondo verde per il clima

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il repubblicano James Inhofe, presidente della la commissione ambiente e lavori pubblici del Senato Usa, ha detto che farà tutto quanto in suo potere “per impedire che tre miliardi di dollari dei contribuenti vadano al Fondo verde per il clima, dove saranno spesi da burocrati non eletti delle Nazioni Unite, per dettare la politica e ostacolare lo sviluppo di capacità dei paesi di affrontare in modo aggressivo l'economia della povertà”. Questa dichiarazione dà il polso della situazione di scontro in atto tra i repubblicani, che hanno la maggioranza sia alla Camera che al Senato Usa, e il presidente Barack Obama, sinora impossibilitato a mettere concretamente sul piatto delle trattative la prima tranche di 500 milioni di dollari annui, per finanziare un nuovo Fondo multilaterale da 100 miliardi annui da costituire entro il 2020, per aiutare i paesi in via di sviluppo a investire nella riduzione delle emissioni di CO2 e per la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.

Quei paesi hanno detto chiaramente che la costituzione del Fondo verde per il clima è una condizione essenziale per la firma di qualsiasi accordo alla Conferenza di Parigi e anche recentemente il presidente francese Francois Hollande ha ammonito che, “se non c’è un solido impegno per il finanziamento, non ci sarà alcun accordo, perché i paesi del Sud lo respingeranno”. Come riferisce l’agenzia Reuters, sinora sono stati assunti impegni da vari paesi per 10,2 miliardi di dollari, ma solo il 43% di quanto promesso è stato concretamente stanziato.

Questa estate, la Camera dei Rappresentanti Usa ha approvato una legge che vieta il finanziamento diretto degli Stati Uniti a questo Fondo multilaterale. Ora il Senato è orientato a votare un provvedimento che imponga la supervisione del Congresso su ogni finanziamento internazionale in materia di cambiamenti climatici, coinvolgendo in questo modo i repubblicani nei negoziati. Il tutto si inserisce nello scontro tra Obama e Congresso sul budget federale per il 2016. A due mesi dalla Conferenza di Parigi, il rischio che gli Stati Uniti si presentino a mani vuote si fa concreto.

La Reuters scrive che funzionari americani hanno cominciato ad informare gli Stati insulari e i paesi in via di sviluppo, che sono tra i principali potenziali beneficiari del Fondo, su questa prospettiva incombente. Da parte loro, i paesi in via di sviluppo hanno avvertito i funzionari Usa di non usare le questioni politiche del Congresso come una scusa per non onorare i loro impegni finanziari.