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2024-04-23 16:59

Sulle discariche, la Commissione Ue dà due mesi all’Italia, prima di un nuovo deferimento alla Corte di giustizia

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il 18 giugno, la Commissione europea ha comunicato di aver invitato l’Italia ad assicurare che lo smaltimento e la gestione dei rifiuti presso vecchie discariche avvengano in conformità con la legislazione Ue, secondo cui le discariche già in funzione nel 2001 avrebbero dovuto essere chiuse entro il 16 luglio 2009, a meno che non soddisfacessero le norme europee volte a garantire il loro funzionamento in condizioni di sicurezza. Secondo le informazioni della Commissione, a quasi sei anni dal termine ultimo per la chiusura, almeno cinquanta discariche italiane sono ancora non conformi e avrebbero dovuto essere chiuse o adeguate alle norme richieste. Almeno una delle discariche in questione contiene rifiuti pericolosi. La Commissione Ue ha quindi inviato un nuovo parere motivato al governo italiano, che ha due mesi di tempo per comunicare alla Commissione le misure adottate al fine di porre rimedio a tale situazione. In caso contrario, la Commissione potrà deferire l’Italia alla Corte di giustizia europea.

Il giorno prima del comunicato della Commissione Ue, rispondendo a un’interrogazione del M5S in Commissione ambiente del Senato, il sottosegretario all’ambiente Barbara Degani ha ricordato che il 2 dicembre scorso la Corte di giustizia dell’Unione europea ha condannato l’Italia al pagamento di una sanzione forfettaria di 40 milioni di euro, già corrisposta a febbraio 2015, e di una penalità semestrale determinata in 42 milioni e 800.000 euro, fino alla completa esecuzione della sentenza. Sebbene la sentenza di condanna riguardi duecento discariche, ha spiegato il sottosegretario, per il computo della penalità semestrale potranno essere detratti 400.000 o 200.000 euro per ogni discarica messa a norma, a seconda che siano presenti o meno rifiuti pericolosi. Pertanto, per la quantificazione della penalità dovuta per il semestre 2 dicembre 2014 - 2 giugno 2015, il governo ha comunicato alla Commissione europea che quarantanove discariche, tra quelle oggetto di contestazione, sono state messe a norma ed è stata certificata la conformità alla normativa comunitaria.

Come viene ricordato nell’interrogazione, dopo la sentenza della Corte di giustizia dello scorso dicembre, il ministro dell’ambiente, Gianluca Galletti aveva dichiarato: “Non pagheremo un euro”, in quanto “la sentenza della Corte di giustizia Europea sanziona una situazione che risale a sette anni fa. In questo tempo l’Italia si è sostanzialmente messa in regola”.