Oggi:

2021-05-15 08:12

Dal 5^ rapporto di valutazione IPCC: alcune domande

CAMBIAMENTI CLIMATICI

di: 
F.M.

In questo pezzo si pongono delle domande semplici basate su alcune affermazioni del 5° rapporto IPCC. Ci piacerebbero delle risposte, magari nel 6^ IPCC.

Gli scienziati, i funzionari e i diplomatici, di nomina dei rispettivi governi, che hanno lavorato alla stesura del testo, provengono dai seguenti paesi:

9 dagli Stati Uniti

4 dal Regno Unito

4 dalla Svizzera

3 dall’Australia

3 dalla Germania

2 dalla Cina

2 dalla Francia

ed 1 ciascuno dal Cile, Nuova Zelanda, Giappone, Belgio, Canada, Norvegia, India e Federazione Russa.

Inoltre, hanno collaborato ad elementi contenuti nel Rapporto esperti che provengono:

11 dagli Stati Uniti

10 dal Regno Unito

4 dall’Australia

3 dal Belgio

3 dalla Norvegia

2 ciascuno da Svizzera, Francia e Germania

1 ciascuno da Argentina, Paesi Bassi, Brasile, Danimarca, Canada e Federazione Russa.

Vi sembra rappresentativo del sistema scientifico/politico Terra? Ad esempio, oltre all’Italia, mancano Messico, Colombia, Sud Corea, Vietnam, Pakistan, Sud Africa, Algeria, Israele, Spagna, Polonia, Lussemburgo (in verità, sovra rappresentato altrove) e Vaticano.

“Il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile.”

Sì, ma di quanto?

E quante altre volte è successo?

“Molti dei cambiamenti climatici sono senza precedenti.”

E gli altri cambiamenti?

“E’ virtualmente certo che lo strato superiore dell’oceano (da 0 a 700 m di profondità) si è riscaldato nel periodo tra il 1957 e il 2009 e probabilmente anche fra i 1870 e il 1971.”

Che significa virtualmente?

E prima del 1870?

“Nel periodo tra i 1901 e il 2010 il livello medio del mare è salito globalmente in media di 0,19 ± 0,02 m.”

E prima?

“La CO2 atmosferica è aumentata del 40% dall’inizio dell’industrializzazione, raggiungendo il livello più alto degli ultimi 800.000 anni.”

Quale è la distribuzione planetaria di questa CO2? In altre parole, com’ è distribuito il sistema di rilevamento?

Non ci sono stati altri momenti a meno di 800.000 anni, per esempio a causa di enormi eruzioni vulcaniche quali quella del Toba 70.000 anni fa?

A nostro avviso, è probabile che un qualche riscaldamento globale sia in atto, come già in passato. E’ possibile che ci sia anche un aumento della CO2, forse anche antropogenica. Che i due fenomeni siano univocamente da correlare è tutto da dimostrare. Che gli effetti collegati siano catastrofici è ancor più da dimostrare.

Le affermazioni riportate in neretto e tra virgolette provengono da:

IPCC, 2013: Summary for Policymakers. In: Climate Change 2013: The Physical Science Basis. Contribution of Working Group I to the Fifth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change [Stocker, T.F., D. Qin, G.-K. Plattner, M. Tignor, S.K. Allen, J. Boschung, A. Nauels, Y. Xia, V. Bex and P.M. Midgley (eds.)]. Cambridge University Press, Cambridge, United Kingdom and New York, NY, USA

Da Francesco Mauro

Caro Saraceno,
Sembra destino che io debba continuare a rassicurarla. Stia tranquillo, ho tantissimi difetti, ma non quello di prendere offesa. Però sono tignoso e, come talvolta mi dice la nostra comune amica Rosa, qualche volta prendo d’aceto, ma non per questioni personali, bensì per problemi collettivi, di gruppo, di consenso.
Al dunque, non so bene cosa rispondere alla sua seconda lettera, ma ci provo.

1. Il documento di valutazione emesso dall’IPCC riporta esplicitamente i nomi di
autori e revisori del documento. Il loro numero e nazionalità rispondono esattamente a quanto da noi riportato. Certo, potrebbero aver consultato o letto le pubblicazioni di centinaia di colleghi, ma rimane il fatto che gli autori sono loro. Per controllare, basta andarsi a leggere il testo ufficiale (la cui citazione esatta è riportata nella mia nota iniziale). Pensi che, per essere corretti, abbiamo persino usato il formato della citazione suggerito dall’UNEP. La inviterei quindi a documentarsi sulle pubblicazioni ufficiali, evitando così anche lei l’accusa di superficialità. E spero che venga finalmente ritirata l’accusa di faziosità.

2. Per gli articoli sull’Astrolabio, ribadiamo che le è stato permesso di inserire documentazione da lei preparata in forma di linkare (che è quello che avverrebbe se pubblicassimo un suo ulteriore articolo). Attendiamo fiduciosi di poter disporre di reciprocità sui vostri media.

Francesco Mauro

risposta alla risposta

Caro Mauro,
dalle sue parole capisco che lei si sente offeso da quello che ho scritto, me ne dispiaccio perché non era mia intenzione offenderla. Sono stato solo diretto nelle considerazioni che ho fatto e scritto proprio nello spirito che lei cita della liberta di “dissentire e fare domande” (alle mie lei però non ha risposto..). La sola mancanza grave che potrei aver commesso è quella di aver detto cose non vere. Le rispondo quindi sotto questo aspetto. Io ho fatto due critiche

La prima era nella frase:
I ricercatori coinvolti nel processo tra estensori e controllori sono molte centinaia, non certo i numeri che, con discreta faziosità , avete riportato Per chi fosse interessato i testi in questione sono reperibili su…

Ma le sembra possibile che un lavoro di quelle dimensioni sia fatto dall’esiguo numero di persone che riporta ? Allego le parole con cui IPCC descrive la sua attività:

The IPCC does not carry out its own original research, nor does it do the work of monitoring climate or related phenomena itself. The IPCC bases its assessment on the published literature, which includes peer-reviewed and non-peer-reviewed sources
Thousands of scientists and other experts contribute (on a voluntary basis, without payment from the IPCC) to writing and reviewing reports, which are then reviewed by governments. IPCC reports contain a "Summary for Policymakers", which is subject to line-by-line approval by delegates from all participating governments. Typically this involves the governments of more than 120 countries.

Queste parole esprimono qualcosa di molto diverso dal misero elenco che lei ha presentato. Non so dove ha preso quell’elenco, forse sono le persone che hanno coordinato l’attività. Vuole che levo la parola fazioso ? lo faccio volentieri, mi concede per lo meno superficiale ?

Molto del lavoro è fatto da gruppi locali, ricorderà ad esempio la sbagliata valutazione sulla scomparsa dei ghiacci Hymalaiani del rapporto IPCC2007, scritta da ricercatori nepalesi, è stata scoperta da altri ricercatori pochi mesi dopo la pubblicazione del rapporto.

La mia seconda critica riguarda la vostra affermazione finale
"A nostro avviso, è probabile che un qualche riscaldamento globale sia in atto, come già in passato. E’ possibile che ci sia anche un aumento della CO2, forse anche antropogenica. Che i due fenomeni siano univocamente da correlare è tutto da dimostrare. Che gli effetti collegati siano catastrofici è ancor più da dimostrare"
.
A questo ho risposto con una lista di fatti che non mi sembravano difficili da capire. Ho anche offerto di approfondirli con due articoli (il primo sulla storia del clima e il secondo sulle ragioni della responsabilità umana).
Lei mi risponde che ha "difficoltà a capire appieno quello che scrivo". Poi rifiuta la mia offerta di scrivere i due articoli risolvendo così il problema di rispondere alle mie domande.

Mi conceda a questo punto di manifestare forti dubbi sulla robustezza delle sue/vostre convinzioni sulla questione climatica e sulla serietà di tutto questo (e per favore non si offenda).

Paolo Saraceno

L'incerta incertezza dell'AGW a partire dal GWP !

Che l'argomento sia da sempre oggetto di una grande speculazione è evidente e per darne una misura basterebbe anche osservare una molteplicità di dati e di "strane dimenticanze" o semplici "forzature".

Per brevità ne suggerisco una che è tutt'altro che marginale, ma che sorprendentemente viene poi "dimenticata/disattesa" da buona parte di coloro che partecipano a questo meccanismo UN-IPCC.
q u o t e
L’incerta incertezza del GWP (Global Warming Potential) ‐ Tiziana Zerlia – zerlia@ssc.it‐
Posted on www.ssc.it - 19 luglio 2013
u n q u o t e

Per chi volesse poi approfondire molti altri dati e dettagli, suggerisco un paio di siti che vale davvero la pena di visitare e leggere i contenuti proposti, frutto di tecnici e scienziati esperti dei vari settori inter-correlti:

- www.sepp.org
- www.climatemonitor.it

Poi un utile richiamo dal Prof. Luigi Mariani che smonta l'abituale iperbole che i vari MEDIA propalano in libertà per spalleggiare il "catastrofismo" emotivo.
Leggete il lungo articolo del Prof. Luigi Mariani dal titolo:
"Sorpresa: i disastri naturali diminuiscono"
uscito su La nuova bussola quotidiana:
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-sorpresai-disastri-naturali-diminuis...

Forse è arrivata l'ora di smettere di cavalcare paure ed emotività e guardare invece ai veri problemi dell'umanità, primo fra tutti la FAME e le CONDIZIONI DI VITA che riguardano almeno un terzo della popolazione mondiale, temi che gridano vendetta all'immane sperpero di risorse per finanziare consorterie varie, tra i quali principalmente emergono i faraonici incentivi per sostenere tecnologie immature e marginali nello scenario globale. Quali ???
Non è difficile identificarle, vero?

Risposta di Francesco Mauro al commento del Prof. Paolo Saraceno

Vorrei rassicurare il Prof. Saraceno. Sono stato per diversi anni vice-presidente dell’organo tecnico di un’altra delle convenzioni ambientali globali delle Nazioni Unite, dove ho appreso e fatto rispettare metodi di dibattito, trasparenza e raggiungimento del consenso. Nella mia esperienza, ho sempre visto garantito il diritto a dissentire e fare domande. Atteggiamento che non viene certo facilitato dall’attribuire a mancanza di conoscenza o faziosità (come fa Saraceno in questo suo commento) le posizioni diverse dalle proprie.

Innanzi tutto, nella nota abbiamo riportato brani ripresi testualmente dall’IPCC 5ˆ, in calce ai quali abbiamo posto delle semplici domande. Non insulti, domande.
Inoltre, il numero di estensori e controllori da noi riportato è esattamente quello pubblicato dall’IPCC. Chiedo quindi al Prof. Saraceno di ritirare l’accusa di faziosità con cui ci ha apostrofato.

Il Prof. Saraceno scrive: “… faccio le seguenti considerazioni, tutte basate su fatti osservati, utili anche al lettore che vuole un approccio intuitivo e rapido alla questione.” Seguono le considerazioni che, personalmente, ho difficoltà a capire appieno.

Mettiamo però le mani avanti sulla pubblicazione degli articoli di Saraceno. Primo perché, già in questo commento, ha provveduto lui stesso a segnalare il link ai suoi scritti. Secondo perché, a differenza delle nostre osservazioni critiche, le sue tesi non mancano certo di editori, ripetitori e predicatori.

mota superficialità da parte degli amici della Terra

Cari Amici.
il vostro articolo denota una robusta non conoscenza dei meccanismi che sono alla base del funzionamento dell'IPCC e temo anche dei contenuti, dove si trovano le risposte alle vostre domande. Vi ricordo che l'operato dell'IPCC è basato sulla trasparenza nel trattamento dei dati e delle procedure adottate, che permettono a chiunque di controllare quello che si sostiene e di correggere gli errori (come è avvenuto in passato). I ricercatori coinvolti nel processo tra estensori e controllori sono molte centinaia, non certo i numeri che, con discreta faziosità , avete riportato Per chi fosse interessato i testi in questione sono reperibili su http://www.ipcc.ch/. Dove sono anche riportate le modalità con cui funziona l'IPCC

A questo aggiungo chee, a mio avviso, dimostrate una discreta non conoscenza dei meccanismi che sono alla base dei cambiamenti climatici e delle ragioni per cui c’è un allarme mondiale sul clima. Una risposta ad alcune delle vostre domande le trovate anche nell' articolo che ho avuto il piacere di scrivere con Bruno Carli fisico dell’atmosfera, membro dell’accademia dei Lincei:
http://www.festivaldellenergia.it/energia-spiegata/ambiente-e-clima/clim...

ed in quest’altro che ho scritto sul rapporto WEO 2013
http://www.agienergia.it/Notizia.aspx?idd=1087&id=84&ante=0

Circa la vostra affermazione finale che minimizza il riscaldamento in atto sostenendo che è simile ad altri avvenuti in passato faccio le seguenti considerazioni, tutte basate su fatti osservati, utili anche al lettore che vuole un approccio intuitivo e rapido alla questione.

1) La storia della Terra dimostra che CO2, CH4, temperatura (inseguito T) e livello dei mari sono sempre correlati tra di loro (osservato negli ultimi 800.000 anni nei ghiacci antartici e prima nei sedimenti marini). La spiegazione è semplice: se T aumenta per una qualche ragione, aumenta il degassamento di CO2 e CH4 dagli oceani e quindi l’abbondanza di questi gas in atmosfera; se invece eruzioni vulcaniche (o attività antropiche come succede oggi) fanno crescere le abbondanze di CO2 e CH4 in atmosfera, T cresce per effetto serra. I livelli dei mari sono correlati a T perché con essa varia la quantità di ghiaccio depositata sui continenti.

2) La CO2 in atmosfera è stata negli ultimi 35 milioni di anni almeno (da quando l’Antartide si è separata dall’America del Sud definendo il clima freddo attuale) un forte equilibratore del clima perché diminuisce al diminuire di T facendo diminuire l’effetto serra (con T diminuisce l’assorbimento della CO2 dalle piante, dai mari e l’efficienza delle reazioni che la fissano nei calcari). L’opposto avviene al crescere di T. Se così non fosse non saremmo usciti dalle glaciazioni del passato, soprattutto da quelle avvenute nel precambriano che hanno completamente coperto la terra di ghiaccio (snow ball). Ricordo per chi non lo sapesse che la temperatura d'equilibrio della terra per la distanza dal sole è di -18°C mentre per effetto serra oggi è +15°C e che le glaciazioni sono il tentativo di portare il pianeta alle sue condizioni di equilibrio.

3) Le emissioni antropiche (31 miliardi di tonnellate IEA 2014) sono oggi 100 volte quelle naturali (300 milioni di tonnellate Walker,J; Hays,P; Kasting,J. 1981 Journal of Geophysical Research 86, 9776). Le emissioni antropiche hanno quindi annullato l’effetto regolatore della CO2. (Già successo e l’effetto è stato T 10-20 gradi più alte di oggi). Emissioni di quest’entità non sembrerebbero essere mai avvenute negli ultimi 250 milioni di anni. Si ha evidenza di un solo caso con una crescita della CO2 così rapida, nel PETM (Paleocene-Eocene Thermal Maximum) quando la T media del pianeta raggiunse circa 20 gradi più di oggi, il valore più alto degli ultimi 100 milioni di anni almeno. La causa sono state emissioni medie di 1.5 Gton/anno di CO2 (di cui non si è ben capita l’origine) per 2000 anni; una quantità piccola rispetto ai 31 Gton/anno delle emissioni antropiche attuali) Questo fatto da solo dovrebbe indurre gli amici della terra ad essere più prudenti nelle loro affermazioni e non scrivere le parole rassicuranti con cui concludono le loro loro domande.

Questi sono fatti , vi faccio io una domanda come accordate le affermazioni finali del vostro scritto con i fatti osservativi appena riportati ???

Vi suggerirei di pubblicare sul vostro sito , come controopinione e risposta alle domande, l'articolo di Carli e mio sul rapporto IPCC 2013. Se poi volete un paio di articoli (il primo sulla storia del clima e il secondo sulle responsabilità umane ) non ho problemi a scriverli (li prendo dal libro che sto concludendo).

Paolo Saraceno