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2026-07-12 22:48

Rapporto ISPRA emissioni: Italia in ritardo sugli obiettivi 2030

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Nel 2025 le emissioni italiane di gas serra tornano a crescere leggermente dopo il calo degli anni precedenti. È quanto emerge dall’ultimo rapporto ISPRA “Le emissioni di gas serra in Italia, obiettivi di riduzione e scenari emissivi”, pubblicato il 21 maggio. Secondo le stime dell’Istituto, le emissioni nazionali passano da 363,5 a 373 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente tra il 2024 e il 2025. L’aumento è attribuito principalmente a un maggiore ricorso al gas naturale nella generazione elettrica, anche a causa della minore produzione idroelettrica.

Il dato congiunturale non modifica però il quadro di fondo evidenziato dal rapporto: l’Italia resta lontana dagli obiettivi europei al 2030, soprattutto per quanto riguarda i settori coperti dal regolamento Effort Sharing, cioè quelli non inclusi nell’ETS, come trasporti, edifici, agricoltura e rifiuti. Il target europeo per l’Italia prevede una riduzione del 43,7% rispetto ai livelli del 2005, ma nello scenario a politiche correnti il Paese non riesce a rispettare né il traguardo finale né la traiettoria annuale di riduzione fissata dall’UE.

Nemmeno uno scenario che include le misure aggiuntive del PNIEC garantisce pienamente il raggiungimento degli obiettivi: pur riducendo significativamente il divario, le proiezioni ISPRA mostrano che permane una distanza rispetto alle allocazioni annuali di emissione previste dal regolamento europeo.

Diversa la situazione del comparto LULUCF (uso del suolo, foreste e assorbimenti naturali). Qui le prospettive appaiono più favorevoli: secondo ISPRA, già nello scenario di riferimento l’Italia dovrebbe raggiungere l’obiettivo di neutralità emissiva al 2025 e superare il target europeo di assorbimento netto al 2030, con valori stimati pari a -42,8 MtCO₂eq rispetto all’obiettivo di -35,8 MtCO₂eq.

Il rapporto conferma infine dove si concentrano le principali criticità della decarbonizzazione italiana: i maggiori sforzi richiesti nei prossimi anni riguarderanno soprattutto trasporti e riscaldamento, due dei settori più difficili da decarbonizzare e centrali nel percorso di attuazione dell’Effort Sharing.