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2024-06-16 11:52

Emissioni di gas serra: pubblicato il Rapporto ISPRA

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il 9 maggio, presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma La Sapienza è stato presentato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) il Rapporto “Le emissioni di gas serra in Italia. Obiettivi di riduzione al 2030”.

I dati del Rapporto evidenziano che il trend delle emissioni di gas serra è in diminuzione rispetto al 1990,  infatti segna nel 2022 un -21%, sebbene le emissioni siano risultate in aumento dello 0,4% rispetto al 2021 (a causa della ripresa delle attività economiche post-pandemia).

Nel 2022 le emissioni di gas serra sono state pari a 413 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Il contributo maggiore arriva dal settore energetico (nel 2022 quasi l’82%) soprattutto dal settore dei trasporti (27%), le cui emissioni provengono per oltre il 90% dal trasporto stradale, che rispetto al 2021 aumenta del 5% e supera il 7% dal 1990, in controtendenza rispetto a tutti gli altri economici che registrano riduzioni (ad eccezione del settore rifiuti che registra un incremento del 5,6% rispetto al 1990). Sempre in ambito energetico, il 23% delle emissioni deriva dall’industria energetica, il 18% dal settore residenziale e il 13% dal settore manifatturiero.

Inoltre, il settore dei rifiuti in Italia contribuisce nel 2022 al 4,9% delle emissioni totali di gas serra, la maggior parte delle quali deriva dalla gestione delle discariche (77,6%) e, in misura minore, dal trattamento delle acque reflue (18.8%).

Per quanto riguarda gli obiettivi nazionali stabiliti dal regolamento Effort sharing (riduzione del 43,7% rispetto al 2005 delle emissioni prodotte da trasporti, residenziale, agricoltura, rifiuti e industria non-Ets), scrive ISPRA in una nota, la mancata diminuzione delle emissioni di trasporti e del residenziale ha portato a un progressivo avvicinamento dei livelli emissivi italiani ai tetti massimi consentiti, fino al loro superamento registrato sia nel 2021 (4,6 MtCO2 equivalente) che nel 2022 (5,5 MtCO2 eq).

Per i periodi precedenti, continua lo nota, l'Italia ha sempre rispettato gli obiettivi di riduzione assegnati, sia per l'adozione di politiche e misure di mitigazione, sia per i diversi cicli di crisi economica del 2008 e del 2013 connessi alle dinamiche economiche globali. Le riduzioni di emissioni richieste per il periodo 2013-2020 sono state non solo raggiunte, ma ampiamente superate (per il periodo in questione si calcola un “overachievement” totale in termini di riduzione di 190 MtCO2eq).

L’Istituto ha presentato anche delle stime preliminari del 2023 che, pur osservando un calo delle emissioni totali di circa 26 MtCO2eq (-6,2% del totale), segnano il superamento del limite consentito per lo stesso anno (12,9 MtCO2eq). Tale risultato, spiega ISPRA, è principalmente dovuto all'assenza di riduzione delle emissioni di gas serra provenienti dai trasporti stradali che, nonostante le direttive europee, procedono costanti sui livelli emissivi elevati del 2014 portando quindi al superamento del tetto massimo.

Pubblicati anche l’“Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera 1990-2022. Informative Inventory Report 2024” e l’“Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2022. National Inventory Report 2024”.