Oggi:

2024-02-24 11:47

Parlamento europeo approva la Direttiva contro il greenwashing

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il 17 gennaio il Parlamento Europeo ha dato il via libera definitivo, con 593 voti favorevoli, 21 contrari e 14 astensioni, alla Direttiva sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell'informazione.

La Direttiva, su cui il trilogo aveva raggiunto un accordo a settembre 2023, ha l’obiettivo di proteggere da pratiche di commercializzazione ingannevoli fornendo ai consumatori informazioni migliori per poter compiere le proprie scelte di acquisto e vietando (con l’aggiunta all’elenco UE delle pratiche commerciali vietate) una serie di strategie di marketing legate al cosiddetto “greenwashing” e all'obsolescenza precoce.

L’etichettatura dei prodotti dovrà essere più chiara e affidabile e le nuove regole vieteranno l’uso di indicazioni ambientali generiche (quali ad esempio “rispettoso dell'ambiente”, “rispettoso degli animali”, “verde”, “naturale”, “biodegradabile”, “a impatto climatico zero”) se non supportate da prove. La Direttiva vieterà ,inoltre, anche dichiarazioni che suggeriscono impatti ambientali “neutri, ridotti o positivi” in virtù della partecipazione a sistemi di compensazione delle emissioni. Sarà regolamentato anche l’utilizzo dei marchi di sostenibilità e in futuro saranno autorizzati solo marchi basati su sistemi di certificazione approvati o creati da autorità pubbliche.

Per quanto riguarda la durabilità dei prodotti, la nuova norma prevede che le informazioni sulla garanzia siano essere più visibili e che venga creato un nuovo marchio armonizzato per dare maggiore risalto ai prodotti con un periodo di garanzia più esteso. Saranno vietate le indicazioni infondate sulla durata, gli inviti a sostituire i beni di consumo prima del necessario e le false dichiarazioni sulla riparabilità di un prodotto.

A seguito dell’approvazione definitiva del Consiglio, la Direttiva potrà essere poi pubblicata nella Gazzetta ufficiale e gli Stati membri avranno 24 mesi di tempo per recepirla nel diritto nazionale.