Oggi:

2024-02-24 11:40

Produrre Biocarburanti e Recuperare Territori Degradati. In Africa.

TRANSIZIONE ENERGETICA

di: 
Eni

Eni sta sviluppando un modello per la produzione di olio vegetale con impatti positivi sociali e ambientali che prevedono il recupero di grandi estensioni aride, la partecipazione delle comunità in Africa, il coinvolgimento e la formazione dei lavoratori.

Immagine di Copertina: Dettaglio dei semi di Hevea, Costa d’Avorio

 

La transizione energetica è una delle più importanti sfide del nostro secolo. ll tema della decarbonizzazione per Eni non rappresenta solo una missione per traguardare il Net Zero Carbon al 2050, ma una vera opportunità per trasformare l'energia in un motore di sviluppo condiviso.
biocarburanti prodotti nelle bioraffinerie Eni rappresentano concretamente la visione integrata di mobilità sostenibile.

 

Il modello Eni per la produzione di olio vegetale

Eni ha sviluppato un modello distintivo di integrazione verticale per la produzione di olio vegetale, a partire da coltivazioni su terreni degradati, cover crop e valorizzando scarti agricoli, industriali e forestali, da destinare alla produzione di biocarburanti. Adottando un approccio end-to-end e intervenendo attivamente nelle intere catene del valore di interesse, il modello mira a garantire volumi di olio vegetale a un costo competitivo, sostenendo l'espansione delle attività di bioraffinazione di Eni.

Le filiere e tutti gli agri feedstock prodotti sono stati certificati  secondo lo schema di sostenibilità ISCC-EU (International Sustainability and Carbon Certification), uno dei principali standard volontari riconosciuti dalla Commissione europea per la certificazione di biocarburanti (RED II).

Secondo il modello, la produzione è interamente demandata agli agricoltori locali, che coltivano la propria terra, mentre Eni lavora le materie prime ricevute, attraverso la realizzazione di impianti di processo o utilizzando esistenti di terzi, per la produzione di olio vegetale.

Il modello inoltre prevede la raccolta di residui e scarti da agroindustrie, come quelli provenienti dagli impianti di trasformazione alimentare, o i residui forestali come i semi di caucciù. A questo si aggiunge un contributo importante alla sicurezza alimentare, grazie alla produzione di mangimi e fertilizzanti a partire dai sottoprodotti di lavorazione dell’olio vegetale. 

Raccolta di noci di croton, contea di Makueni


Le ricadute ambientali e sociali dei progetti di agri feedstock

I progetti di agri feedstock portano ricadute e benefici significativi in termini ambientali, creazione di posti di lavoro e reddito rurale, capacity building e formazione. Dal punto di vista ambientale, supportano la rigenerazione di aree agricole degradate, attraverso l’introduzione di sementi di prima qualità, delle migliori pratiche agricole e della meccanizzazione. Le filiere promosse da Eni coinvolgono centinaia di migliaia di piccoli agricoltori, consentono la creazione di reddito e l’accesso al mercato, favorendo lo sviluppo socioeconomico nelle aree rurali.

 

Le iniziative di formazione in Africa

Un elemento caratterizzante del modello Eni è legato alle iniziative di formazione nei paesi africani, che coinvolgono in maniera trasversale agricoltori, start-up e stakeholder locali. In tale cornice Eni ha avviato una serie di collaborazioni internazionali con agenzie delle Nazioni Unite, come l’Agenzia per le Energie Rinnovabili (IRENA), per facilitare il dialogo e la condivisione delle esperienze sull'accelerazione della transizione energetica e sullo sviluppo delle energie rinnovabili e che ha già visto il coinvolgimento di diversi stakeholder istituzionali, e l’Organizzazione Internazionale per il Lavoro (ILO), per migliorare la sicurezza e la salute sul lavoro dei piccoli agricoltori coinvolti nelle iniziative agroindustriali di Eni in Kenya e in Costa d'Avorio.

Nell’ambito della formazione, inoltre, Eni sta promuovendo la realizzazione di “fattorie modello”, che costituiranno il fulcro della formazione e del trasferimento tecnologico. Le fattorie modello sono aziende agricole di eccellenza, aperte agli agricoltori dove possono informarsi, formarsi ed avere accesso a tecnologie innovative e know how specializzato. 

Un campione dell'olio vegetale prodotto nell'agri-hub di Eni nella Contea di Makueni, in Kenya


Sperimentazione agronomica e rigenerazione dei terreni degradati

Come leva aggiuntiva per lo sviluppo di queste iniziative, Eni ha intrapreso un percorso di collaborazione con Bonifiche Ferraresi, la più importante società agricola italiana, in tema di sperimentazione agronomica e al fine di supportare con competenze specialistiche e mezzi tecnici i progetti Eni.

Oltre a contribuire ad alimentare le bioraffinerie, queste iniziative prevedono, nel 2027, il coinvolgimento di oltre 700 mila agricoltori, principalmente in Africa, a rigenerare un milione di ettari di terreni abbandonati e degradati, contribuire alla sicurezza alimentare con la produzione di 1 milione di tonnellate di mangimi e fertilizzanti e di promuovere iniziative di economia circolare nei paesi coinvolti.

Un’azienda agricola a Wote, contea di Makueni_2