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2024-02-24 10:55

Emissioni metano: l’accordo sul regolamento UE

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il 14 novembre Parlamento europeo e Consiglio hanno raggiunto un accordo politico sul nuovo Regolamento UE, nell’ambito del pacchetto “Fit for 55%”, per ridurre le emissioni di metano del settore dell’energia che richiede ora l'adozione formale da parte di entrambe le istituzioni.

La proposta di Regolamento, presentata dalla Commissione a dicembre 2021, introduce nuovi requisiti per la misurazione, la comunicazione e la verifica delle emissioni di metano nei settori del petrolio, del gas e del carbone.

Nei settori del petrolio e del gas, i gestori non solo dovranno rilevare e misurare le emissioni di metano ma anche assicurarsi di fermarle (immediatamente dopo il rilevamento ed entro cinque giorni per un primo tentativo e 30 giorni per una riparazione completa) tramite riparazione o sostituzione dei componenti che presentano fuoriuscite al di sopra di determinati livelli. Tranne in circostanza eccezionali, le pratiche di venting e flaring saranno vietate. Un inventario di tutti i pozzi inattivi, i pozzi tappati temporaneamente e i pozzi tappati permanentemente e abbandonati registrati dovrà essere elaborato e pubblicato dagli Stati Membri.

Per quanto riguarda il settore del carbone, gli Stati membri dovranno misurare e comunicare costantemente le emissioni di metano prodotte dalle miniere sotterranee in esercizio e dalle miniere a cielo aperto. Anche in questo caso, dovrà essere stilato un inventario pubblico delle miniere chiuse e abbandonate da 50 anni con le relative misure emissive. Saranno vietati la combustione in torcia e il rilascio nelle miniere di carbone sia attive che abbandonate.

Infine, il Regolamento richiede una maggiore trasparenza sulle emissioni di metano delle importazioni di petrolio, gas e carbone che dovranno essere tracciate anche tramite l’utilizzo di strumenti di monitoraggio globali. Il regolamento prevede, dal gennaio 2027, che possano essere conclusi nuovi contratti di importazione di petrolio, gas e carbone solamente se gli esportatori applicano gli stessi obblighi di monitoraggio, comunicazione e verifica dei produttori dell'UE.

 “L’Italia ha l’occasione di assumere una leadership di settore, in virtù delle competenze ed esperienze maturate dagli operatori, concretizzatesi in impegni volontari di contenimento già in progress” ha dichiarato Monica Tommasi, presidente di Amici della Terra che il 14 novembre ha discusso del tema in un convegno presso il MASE, consolidando il rapporto di collaborazione tra istituzioni, associazioni ed imprese inaugurato con la costituzione del Tavolo di lavoro sul contenimento delle emissioni di metano promossa dall’Associazione.

“La sfida del regolamento si concentrerà sulle attività ispettive, di monitoraggio e reporting; sulle attività di LDAR, per identificare le fonti emissive ed intervenire per bloccarle; sulle importazioni, con modalità d’intervento graduate in 3 fasi successive” ha proseguito Tommasi “Sull’import si giocherà la partita più importante: il know how tecnologico italiano potrà essere valorizzato nei rapporti di cooperazione internazionale, specie in Africa con il piano Mattei”.

Gli Amici della Terra, inoltre, hanno fatto parte dello Stakeholder Advisory Group del Greenhouse Gas Supply Chain Emissions Measurement, Monitoring, Reporting, Verification Framework che, al termine della prima fase dei lavori, ha riconosciuto la necessità di dare priorità alla riduzione delle dispersioni di metano nei Paesi esportatori al fine di ridurre in tempi rapidi le emissioni climalteranti.