Oggi:

2024-07-23 09:53

Rifiuti da imballaggio: il 71,5% riciclati nel 2022

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) ha pubblicato la sua nuova Relazione Generale consuntiva che raccoglie i risultati del riciclo dei rifiuti da imballaggio e mostra che, nel 2022, in Italia è stato riciclato il 71,5%. Sommando ai numeri del riciclo quelli del recupero energetico, il totale di imballaggi recuperati sale a 11 milioni e 700mila tonnellate, pari all’80,5% dell’immesso al consumo.

Per la prima volta quest’anno CONAI ha adottato la nuova metodologia di calcolo prevista dalla Decisione 2019/655 dell’Unione Europea: un metodo più restrittivo che sposta a valle il punto di misurazione dei quantitativi riciclati, eliminando dal conteggio alcuni scarti industriali legati al trattamento delle plastiche.

Secondo i dati diffusi da CONAI su 14 milioni e mezzo di tonnellate di imballaggi immessi al consumo nel 2022, 10 milioni e 400 mila sono stati riciclati, nello specifico: 418 mila tonnellate di acciaio, 60 mila di alluminio, 4 milioni e 311 mila di carta, 2 milioni e 147 mila di legno, un milione e 122 mila di plastica e bioplastica, 2 milioni e 293 mila di vetro.

Grazie a questi risultati l’Italia ha superato l’obiettivo del 65% di riciclo annuale complessivo degli imballaggi previsto dall’Europa entro il 2025, ed è anche in linea con l’obiettivo al 2030 del 70%, come confermato anche dalla Commissione Europea che, nella relazione di segnalazione preventiva sull’attuazione delle Direttive sui rifiuti pubblicata a giugno 2023, ha inserito l’Italia fra i nove non a rischio per il raggiungimento degli obiettivi di riciclo.

Anche le singole filiere di imballaggio hanno raggiunto gli obiettivi europei previsti per il 2025, con 81,2% (rispetto all’obiettivo del 75%) per la carta e il cartone, il 80,8% (70%) per il vetro, il’80,6% (70%) per l’acciaio, il 73,6% (50%) per l'alluminio e il 62,7% (25%) per il legno. Fanno eccezione le plastiche e le bioplastiche, che insieme arrivano ad una quota di riciclo del 48,6%, comunque non lontana dal 50% richiesto dall’Europa.