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2024-02-28 07:04

Emissioni di metano: la proposta di regolamento UE

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il 9 maggio, con 499 voti a favore, 73 contrari e 55 astensioni, il Parlamento europeo ha adottato la posizione sulla proposta di regolamento per ridurre le emissioni di metano del settore energetico.

Il testo, concordato ad aprile dalle commissioni ITRE (Industria, ricerca ed energia) ed ENVI (Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare), introduce numerosi emendamenti alla proposta della Commissione.

La proposta di regolamento comprende le emissioni dirette di metano dai settori del petrolio, del gas, del carbone e del biometano una volta immesso nella rete del gas. I deputati hanno inoltre chiesto di includere nella nuova norma anche il settore petrolchimico.

L’aula di Strasburgo nella sua posizione esorta la Commissione a proporre, entro la fine del 2025, un obiettivo vincolante di riduzione delle emissioni di metano nell’UE al 2030 per i settori interessati. Anche i Paesi UE dovrebbero, secondo il Parlamento, fissare obiettivi nazionali di riduzione nell'ambito dei loro Piani Nazionali Integrati per l'Energia e il Clima.

Secondo la proposta, spiega una nota del Parlamento europeo, gli operatori dovranno presentare alle autorità nazionali competenti un programma di rilevamento e riparazione delle fuoriuscite di metano entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del regolamento. Tra le modifiche apportate dai deputati, è stata richiesta una maggiore frequenza delle indagini di rilevamento e riparazione, il rafforzamento degli obblighi di riparazione delle fuoriuscite con obbligo di intervento subito dopo la rilevazione della perdita, o al massimo cinque giorni dopo.

Sono stati inoltre proposti dal Parlamento il divieto di venting e flaring del metano dalle stazioni di drenaggio entro il 2025 e dai pozzi di ventilazione entro il 2027 e l’obbligo per i Paesi dell'UE a stabilire piani di mitigazione per le miniere di carbone abbandonate e i pozzi di petrolio e gas fossile inattivi.

Infine, poiché le importazioni rappresentano oltre l'80% del petrolio e del gas consumati nell'UE, la proposta di regolamento prevede, a partire dal 2026, l’obbligo per gli importatori di carbone, petrolio e gas di dimostrare che anche l'energia fossile importata soddisfa i requisiti del regolamento. Le importazioni da Paesi con requisiti simili per le emissioni di metano saranno esenti dall'obbligo.

Il Parlamento avvierà ora i negoziati con il Consiglio sul testo finale della normativa.