Oggi:

2024-07-16 15:12

Proposte Per Ridurre Subito l’Uso Delle Discariche Umbre

GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI

di: 
Monica Tommasi

La nuova Giunta della Regione Umbria e il nuovo Piano dei rifiuti, pur ammettendo la necessità di un inceneritore per chiudere il ciclo, rinviano tale soluzione al futuro, prevedendo intanto di ampliare le discariche per coprire il fabbisogno di smaltimento. Gli Amici della Terra avanzano una proposta affinché questa Regione abbia la possibilità, con soluzioni concrete e attuabili fin da subito, di allinearsi agli standard virtuosi di altre Regioni italiane.

Foto di Copertina: discarica di Pietramelina a Perugia. Foto da tuttoggi.it 

Non toccherebbe a noi, che siamo un’associazione di volontari ambientalisti e non un partito, fare le proposte specifiche per uscire dall’emergenza rifiuti in Umbria. Ci esponiamo a fare una proposta puntuale perché sentiamo la responsabilità di contribuire a portare questa Regione, in breve tempo, ad allinearsi con le Regioni italiane più virtuose che significa, in pratica, avere conferimenti in discarica vicino allo zero, dotarsi di tutti gli impianti necessari per gestire secondo le migliori tecnologie i rifiuti prodotti e ottenere così bassi impatti ambientali.

Le decisioni annunciate dal Governo della Regione non portano affatto in questa direzione. Con il nuovo Piano rifiuti, pur riconoscendo la necessità di impianti per il trattamento e lo smaltimento, la Giunta rifugge dalla responsabilità di operare le scelte necessarie e di avviare le soluzioni già oggi possibili. In concreto, si limita a riproporre l’ampliamento delle discariche (in particolare quella de Le Crete), proprio come le Giunte precedenti. Negli scenari di rinvio si legge una pavida rinuncia a sostenere le scelte nel necessario confronto con i cittadini dei territori interessati e la speranza, nei tempi lunghi, che a rispondere delle scelte finali sia qualcun altro. Anche questo atteggiamento accomuna l’esperienza dei diversi Governi che si sono succeduti e spiega il silenzio di tutte le forze politiche sulle proposte effettive per superare il problema delle discariche. 

La nostra proposta si basa sull’utilizzo del CSS umbro da parte delle cementerie di Gubbio e sull’utilizzo dell’impianto di termovalorizzazione dei rifiuti di Terni anche per i rifiuti urbani. Noi pensiamo che si tratti dell’unica soluzione adeguata per il futuro e praticabile in tempi brevi. Siamo, tuttavia, pronti all’ascolto perché siamo coscienti che possano esserci elementi di cui non disponiamo. Ad esempio, siamo venuti a conoscenza solo in questi giorni che la Giunta regionale non ha autorizzato un progetto, presentato nel lontano 2014, dalla società Acea, di avvio a recupero energetico di una quota di rifiuti urbani nel termovalorizzatore di Maratta Bassa a causa dell’opposizione dei comuni di Terni e di Narni.

Rileviamo che non è stato avviato alcun confronto pubblico per consentire ai cittadini di farsi un’opinione consapevole basata su un’informazione corretta e che non è stata nemmeno tentata una negoziazione equa ed opportuna con le amministrazioni comunali coinvolte.

La questione è sempre la stessa: il tabù dell’incenerimento che, per ignoranza o disinformazione, le stesse forze politiche hanno contribuito ad alimentare in questi anni. Eppure, disponiamo ormai di tutte le condizioni per superarlo incluse le positive esperienze di territori vicini come le città dell’Emilia-Romagna (che spesso si prestano a risolvere le nostre stesse emergenze) o la città di Arezzo che vanta standard ambientali e di bilancio economico e funzionale invidiabili.

E tariffe basse per i cittadini.

Possibile che gli Amici della Terra siano i soli ad avere il coraggio del confronto? Eppure, che occorra evitare l’aumento dei conferimenti in discarica è chiaro anche ad una larga parte dei cittadini umbri che hanno capito che la raccolta differenziata è solo uno strumento e che i rifiuti si possono raccogliere in vari modi ma sempre da qualche parte bisogna trattarli.

Ricordiamo che i Comuni dell’orvietano, anche grazie alle nostre posizioni responsabili, hanno accettato che la discarica de Le Crete esista per rispondere alle esigenze residuali del territorio umbro. Ciò non significa di certo che si rassegnino a sacrificare il proprio futuro per risolvere le emergenze rifiuti di tutta la Regione.

Vogliamo una discussione trasparente e pubblica, convinti che solo così si possa aumentare la consapevolezza di tutti i cittadini umbri. La speranza è che il nostro contributo serva a far venir fuori proposte realistiche che possano risolvere il problema dell’elevato conferimento in discarica della regione che, lo ricordiamo, è la prima fonte di inquinamento e di emissioni climalteranti nel settore rifiuti.

Situazione attuale

In Umbria i rifiuti prodotti nel 2020 sono stati 438.903 tonnellate secondo i dati Ispra, circa 507 kg per abitante all’anno.

Per capire meglio come vengono gestiti i rifiuti e la loro destinazione è molto importante costruire i flussi di materia. Come Amici della Terra abbiamo costruito questo diagramma a partire dai dati del 2020 e dalle informazioni ricavate dal rapporto nazionale rifiuti di Ispra.

La raccolta differenziata si attesta al 66,2%, è uno strumento indispensabile ma produce comunque scarti non riciclabili, per i quali mancano impianti adeguati a chiudere il ciclo. Infatti, ci sono scarti sia dal trattamento dell’organico che dai trattamenti delle frazioni secche (plastica, legno, metalli, vetro).

(*1)Arpa Umbria nel 2018 ha valutato il tasso di riciclo (rapporto tra la sommatoria delle frazioni carta, plastica, vetro, legno, metalli e frazione organica, avviate effettivamente ad impianti di riciclaggio al netto degli scarti e la sommatoria dei quantitativi delle stesse frazioni contenute complessivamente nel rifiuto urbano totale) per la regione pari al 58%. Lo scarto medio calcolato si attesta sul 17% 
(*2): Rifiuti di carta, cartone, legno, rifiuti provenienti da comparti industriali (agroalimentare, tessile, carta, legno), rifiuti da trattamento aerobico e anaerobico dei rifiuti.
Capacità residua delle discariche a dicembre 2020 secondo i dati ISPRA: 807.983 metri cubi

Lo schema sopra riportato, pur contenendo ampie informazioni, non è però esaustivo perché non ci dice, ad esempio, quale è la percentuale di scarto della parte secca della raccolta differenziata, quanto è il livello di riciclo di questo differenziato, o a quali discariche vengono conferiti i rifiuti. Ci fa vedere, però, che in mancanza di inceneritori, la discarica rimane l’unica soluzione. L’Umbria conferisce quantità elevate  di rifiuti in discarica, il 37%, ed è in tal senso una delle peggiori regioni italiane, pur avendo un numero di abitanti basso (pari a tre municipi di Roma).

Infatti, dalle percentuali di smaltimento in discarica delle regioni italiane vediamo che l’Umbria si trova al quinto posto. Il grafico seguente va letto considerando anche che la Campania, il Lazio, il Veneto e il Friuli fanno ricorso a esportazione dei loro rifiuti verso altre regioni o all’estero con un meccanismo tutto italiano che trasforma, cambiando il codice CER, i rifiuti urbani in rifiuti speciali dopo essere passati nel trattamento meccanico biologico (TMB).

Il grafico sotto riportato dimostra in maniera molto chiara che al nord, dove ci sono gli impianti (impianti di compostaggio, di digestione anaerobica, di termovalorizzazione), il ricorso alle discariche è minimo (la Lombardia porta in discarica il 4%, l’Emilia Romagna il 9%) e la raccolta differenziata è massima così come il riciclo. Dove mancano gli impianti il ricorso alle discariche è inevitabile oppure come in Campania o nel Lazio si esportano fuori regione.

Scenario proposto dagli Amici della Terra

Ci siamo domandati come poter raggiungere obiettivi di conferimenti in discarica vicini alle percentuali delle regioni più virtuose, in tempi brevi, in quanto, lo scenario previsto dalla regione Umbria prevede di arrivare a percentuali di conferimenti in discarica intorno al 7% ma non stabilisce tempi certi per questo obiettivo che è subordinato alla costruzione di un inceneritore nel territorio di Perugia.

Crediamo, invece, che si possano e si debbano fare delle scelte ora utilizzando l’impiantistica già esistente evitando ulteriori ampliamenti delle discariche.

Riportiamo lo “scenario regionalizzato” previsto anche nel documento redatto dalla Direzione regionale ambiente allegato alla delibera n. 2 del 2022 della Giunta regionale. E’ uno scenario da cui si deduce che, senza nessuna azione, le volumetrie disponibili si esaurirebbero entro il 2025.

La mancanza di impianti di recupero energetico ha determinato e sta determinando un fabbisongo delle discariche per la chiusura del ciclo tra le 180.000 e le 200.000 tonnellate all’anno di rifiuti.

Considerando un fabbisogno annuo di discarica di circa 195.000 tonnellate e una capacità residua delle discariche al 2020 di circa 808.000 metri cubi, come riportato dal rapporto Ispra,  in mancanza di impianti di recupero energetico, le discariche si esauriranno nel 2025.

Se lo scenario previsto dalla Regione non entrerà a regime nel 2030 occorrerà un fabbisogno di discarica di circa 1.000.000 di metri cubi aggiuntivi.

Se lo scenario non entrerà a regime fino al 2035, cioè se non si riuscirà a costruire l’inceneritore,  il fabbisogno di smaltimento salirà a 2.000.000 di metri cubi.

E’ evidente che bisogna intervenire velocemente con misure e azioni.

SCENARIO REGIONALIZZATO ESAURIMENTO DISCARICHE IN MANCANZA DI AZIONI

 

FABBISOGNO ANNUO DI DISCARICA t

CUMULATA Conferimenti t

CAPACITA' Residua (m3)

2020

195.500

195.500

807.983

2021

195.500

391.000

612.483

2022

195.500

586.500

416.983

2023

195.500

782.000

221.483

2024

195.500

977.500

25.983

2025

195.500

1.173.000

-169.517

2026

195.500

1.368.500

-365.017

2027

195.500

1.564.000

-560.517

2028

195.500

1.759.500

-756.017

2029

195.500

1.955.000

-951.517

2030

195.500

2.150.500

-1.147.017

2031

195.500

2.346.000

-1.342.517

2032

195.500

2.541.500

-1.538.017

2033

195.500

2.737.000

-1.733.517

2034

195.500

2.932.500

-1.929.017

2035

195.500

3.128.000

-2.124.517

Fonte: elaborazione degli Amici della Terra dei dati di “Fabbisogno di smaltimento e possibile incremento delle volumetrie delle discariche strategiche” allegato alla delibera di giunta n. 2 del 5 gennaio 2022 e allegato B alla delibera di Giunta n.1 del 2022

Capacità residue (807.983 metri cubi) al 31/12/2020 Dati Ispra

Bellandaza Città di Castello

Borgogiglione Magione

Le Crete Orvieto

Gubbio

Spoleto

70.000

220.303

483.341

21.639

12.700

Nel 2020 la produzione di rifiuti è stata di circa 439.000 tonnellate. E’ stato un anno di crisi a causa del Covid 19  e quindi assumiamo, per questo scenario una produzione di circa 455.000 tonnellate di rifiuti annui prodotti in Umbria senza prevedere riduzioni negli anni a seguire.

Abbiamo previsto che la raccolta differenziata si attesti al 70% .

Lo scenario prevede l’utilizzo dell’inceneritore di Terni e delle cementerie di Gubbio.

Questo scenario eviterebbe innanzi tutto la costruzione di nuovi impianti per la chiusura del ciclo, consentirebbe di smaltire in discarica quantitativi di rifiuti sensibilmente inferiori a quelli attuali (di un ordine di grandezza) e determinerebbe un immediato e consistente allungamento della vita della discarica di Orvieto, unica ad avere volumetrie residuali significative ed elevati requisiti di sicurezza, come indicato nella tabella sotto riportata.

Contribuirebbe, inoltre, a ridurre l’impatto ambientale determinato dalle emissioni climalteranti e inquinanti dovute principalmente alle discariche. Infatti proprio le discariche contribuiscono alle emissioni di gas climalteranti a livello nazionale per il 3% e la sostituzione dei rifiuti di pulper da cartiera, provenienti da fuori regione, con i rifiuti urbani, ridurrebbe significativamente gli impatti ambientali in particolare quelli relativi alle emissioni di gas climalteranti dovuti all’utilizzo della discarica. Senza considerare le emissioni dannose evitate dovute al trasporto di rifiuti su lunghe distanze e la ferma la possibilità e l’auspicio di dare seguito ad ulteriori progetti di elevato carattere ambientale, come il teleriscaldamento che risolverebbe il problema dell’inquinamento da polveri PM10 per la città di Terni dovuto principalmente al riscaldamento domestico. E proprio a causa dei ripetuti superamenti dei limiti di concentrazione che si sono registrati nella “Conca Ternana”, l’Umbria è stata inclusa nella Procedura di infrazione 2014/2147 CE che la Commissione europea ha attivato contro l’Italia per il  superamento dei valori limite di PM10.

La sostituzione di carbone con CSS (combustibile solido secondario), prodotto dagli scarti della raccolta differenziata e indifferenziata, nei cementifici di Gubbio ridurrebbe significativamente gli impatti ambientali dovuti sia all’uso del carbone nei forni sia alle emissioni incontrollate delle discariche.

SCENARIO AdT esaurimento discariche con incenerimento nell'impianto di Terni e nelle cementerie di Gubbio a partire dal 2023

ANNO

FABBISOGNO ANNUO DI DISCARICA          t

CUMULATA CONFERIMENTI    t

CAPACITA' RESIDUA        (m3)

2020

195.500

195.500

807.983

2021

195.500

391.000

612.483

2022

195.500

586.500

416.983

2023

10.000

596.500

406.983

2024

10.000

606.500

396.983

2025

10.000

616.500

386.983

2026

10.000

626.500

376.983

2027

10.000

636.500

366.983

2028

10.000

646.500

356.983

2029

10.000

656.500

346.983

2030

10.000

666.500

336.983

2031

10.000

676.500

326.983

2032

10.000

686.500

316.983

2033

10.000

696.500

306.983

2034

10.000

706.500

296.983

2035

10.000

716.500

286.983

2036

10.000

726.500

276.983

2037

10.000

736.500

266.983

2038

10.000

746.500

256.983

2039

10.000

756.500

246.983

2040

10.000

766.500

236.983

2041

10.000

776.500

226.983

2042

10.000

786.500

216.983

2043

10.000

796.500

206.983

2044

10.000

806.500

196.983

2045

10.000

816.500

186.983

2046

10.000

826.500

176.983

2047

10.000

836.500

166.983

2048

10.000

846.500

156.983

2049

10.000

856.500

146.983

2050

10.000

866.500

136.983

2051

10.000

876.500

126.983

2052

10.000

886.500

116.983

2053

10.000

896.500

106.983

2054

10.000

906.500

96.983

2055

10.000

916.500

86.983

2056

10.000

926.500

76.983

2057

10.000

936.500

66.983

2058

10.000

946.500

56.983

2059

10.000

956.500

46.983

2060

10.000

966.500

36.983

2061

10.000

976.500

26.983

2062

10.000

986.500

16.983

2063

10.000

996.500

6.983

2064

10.000

1.006.500

-3.017