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2021-11-30 18:34

Strumenti Essenziali Per Non Piangere Dopo

CARTOGRAFIA GEOLOGICA D’ITALIA

di: 
Matteo Onori*

La Cartografia Geologica d’Italia, CARG, è uno strumento indispensabile per la messa in sicurezza del territorio di fronte al rischio idrogeologico. Ma, a trent’anni dall’inizio del progetto, il finanziamento già stanziato consentirà di coprire appena il 50% del territorio nazionale. Il PNRR potrebbe finalmente rappresentare il punto di svolta per il completamento del progetto.

In copertina: stralcio del foglio 374 – Roma della Carta Geologica d’Italia. Proprietà: https://www.isprambiente.gov.it/it

Nei giorni scorsi, ISPRA ha presentato lo stato di avanzamento del Progetto CARG - CARtografia Geologica, che prevede la realizzazione e l’informatizzazione di 636 fogli geologici e geotematici in scala 1:50.000 in cui è divisa l’Italia. Trattasi di un progetto ambizioso che vuole dotare la collettività di un patrimonio informativo, culturale e scientifico, la cartografia geologica e i prodotti ad essa annessi, strumenti imprescindibili per una migliore pianificazione e gestione del territorio.

Il progetto affonda le sue radici a fine anni Ottanta grazie allo stanziamento di risorse economiche statali e regionali previste nell’ambito del Programma annuale di interventi urgenti di salvaguardia ambientale (L.67/88) prima, della Programmazione triennale per la tutela dell’ambiente (L.305/89) poi. In questo scenario il Servizio Geologico d’Italia, con la collaborazione di Regioni, Province e di esperti delle Università e del CNR, ha assunto il ruolo primario nell’attività di realizzazione della cartografia geologica e nel disciplinare i criteri di rilevazione del dato, della sua rappresentazione e informatizzazione. Chiusi i rubinetti dei finanziamenti al progetto, questa prima esperienza si è conclusa nel 2004 lasciando in eredità 255 fogli geologici, per una copertura del territorio italiano pari al 40%, oltre a numerosi prodotti cartografici a diversa scala e ad approfondimenti di taglio prettamente geologico.

Solamente quindici anni dopo, con l’approvazione di due Leggi di Bilancio, la 160/2019 e la 178/2020, il progetto ha ricevuto nuovi fondi. 25 milioni di euro spalmati sul triennio 2020-2022 per permettere al Servizio Geologico, ora inquadrato all’interno di ISPRA, di riprendere il progetto in mano e di entrare in una nuova fase di produzione cartografica. Un ritardo, quello delle istituzioni, a cui si è cercato di porre rimedio con dei finanziamenti insufficienti se paragonati al sostegno economico della prima fase progettuale. Allora gli stanziamenti ammontavano a 81 milioni di euro statali e circa 30 milioni concessi dalle Regioni.

La debolezza di questo intervento, pur atteso dopo anni di ingiustificata indifferenza da parte del mondo politico, si riflette inevitabilmente sullo stato di avanzamento raggiunto oggigiorno nella mappatura dell’Italia. Con gli sforzi messi in campo da ISPRA si arriverà nel 2022 ad un totale di 325 fogli geologici, aumentando la copertura del nostro territorio a poco più del 50%.

In questo modo la cartografia geologica, corredata da modelli geologici 3D del sottosuolo e da una banca dati informativa, risulta essere uno strumento sì moderno ed innovativo, ma incompiuto e forse inutilizzabile se inserito nel contesto di politiche dal respiro nazionale ed internazionale. Come se non bastasse, consultando il quadro d’unione dei fogli geologici emerge una distribuzione della copertura nazionale assai disomogenea, laddove ai casi di Regioni virtuose (ottimo il lavoro svolto in Emilia-Romagna), si contrappongono Regioni fortemente in ritardo, su tutte il Piemonte e la Puglia. Sta di fatto che al netto dei recenti finanziamenti il progetto di Cartografia Geologica, a trent’anni dall’inizio delle attività di mappatura, stenta a decollare. Un lasso di tempo in cui solo la metà del nostro territorio è stato rilevato.

Proprietà: https://www.isprambiente.gov.it/it

 

Il futuro del progetto potrebbe però cambiare grazie al nuovissimo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Una componente fondamentale della rivoluzione verde e transizione ecologica, la seconda delle sei missioni in cui si articola il Piano, è infatti costituita dalla tutela del territorio e della risorsa idrica, cui vengono allocati oltre 15 miliardi di euro. La sicurezza del territorio italiano, e quindi la prevenzione, la riduzione e la mitigazione del rischio idrogeologico, viene finalmente identificata come un principio cardine per il futuro del Paese. Per raggiungere il non semplice obiettivo di sventare le minacce al nostro territorio, peraltro aggravate dagli effetti dei cambiamenti climatici, è necessario dotare il Paese di un sistema avanzato ed integrato di monitoraggio e previsione, step che passa necessariamente per il completamento della cartografia geologica italiana.

Solamente attraverso la conoscenza approfondita ed uniforme dell’assetto geologico di superficie e sottosuolo del territorio nazionale sarà possibile mettere in campo le politiche adeguate e far quindi fronte ai georischi. Allo stesso tempo una cartografia così concepita permetterà di intraprendere una più corretta e sostenibile gestione delle risorse idriche e delle materie prime, divenendo altresì lo strumento principe per la progettazione di strutture ed infrastrutture. L’auspicio è che questo progetto possa ricevere quanto prima le risorse economiche necessarie per il completamento della mappatura del nostro territorio, sfruttando il know-how formatosi in questo triennio e le sinergie già in essere tra ISPRA, enti pubblici ed enti territoriali, scongiurando quindi un nuovo e forse lontano inizio.

*geografo ed esperto in Geographic Information System

 

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