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2021-06-21 02:50

Quanto Contano le Pompe di Calore per gli Obiettivi 2030

FONTI RINNOVABILI TERMICHE EFFICIENTI

di: 
Gaia Pandolfi

Gli Amici della Terra e Assoclima mettono in rilievo il contributo che le pompe di calore possono – devono - dare agli obiettivi degli scenari di decarbonizzazione, non solo come strumento indispensabile per fare efficienza energetica nel settore residenziale e dei servizi, ma come tecnologia per l’utilizzo dell’energia rinnovabile contenuta nell’aria nell’acqua e nel suolo.

Le pompe di calore sono macchine che prelevano energia termica rinnovabile dall’ambiente (ovvero da acqua, aria e terra) e la trasferiscono nei luoghi in cui viene utilizzata. Sono prevalentemente alimentate elettricamente ma vi sono anche pompe di calore a gas e, da poco, sono stati immessi sul mercato anche apparecchi ibridi, che combinano pompe di calore e generatori a condensazione. Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 28 del 3 marzo 2011, che attua la direttiva europea 2009/28/CE, le pompe di calore sono state riconosciute come tecnologia per le fonti rinnovabili mentre fino ad allora erano considerate soltanto per l’efficienza energetica.

Gli Amici della Terra insieme ad Assoclima hanno organizzato, lo scorso 28 aprile, l’incontro del Tavolo di Filiera delle pompe di calore che ha presentato le Proposte per il Recovery Plan e gli obiettivi 2030-2050 dello European Green Deal. Tutti i partecipanti hanno individuato un primo pacchetto di indicazioni e proposte di intervento, essenziali per consentire la diffusione delle pompe di calore previste dal PNIEC, al fine di conseguire gli obiettivi 2030 di penetrazione delle fonti rinnovabili termiche e la decarbonizzazione.

Le indicazioni formulate riguardano, in particolare, sei ambiti: tariffe elettriche; strumenti di incentivazione; formazione per le aziende installatrici; informazione e comunicazione; renovation wave; prevenzione sanitaria con gli impianti di Ventilazione Meccanica Controllata. Tutti i presenti si sono impegnati a veicolarle verso il Governo, il Parlamento, gli stakeholder, i mezzi di informazione e il pubblico interessato.

Rispetto al 2019, anno in cui è stato istituito il Tavolo di Filiera, vi sono rilevanti novità sia a livello nazionale che europeo da tenere in considerazione nella prospettiva del raggiungimento degli obiettivi 2030. Si pensi, innanzitutto, al contesto delle politiche europee. Oggi, infatti, il ruolo delle pompe di calore deve essere considerato nell’ambito del processo avviato dalla Commissione UE con la presentazione, a fine 2019, dello European Green Deal (EGD) che mira a indirizzare in modo integrato tutte le politiche pubbliche settoriali e costituisce il piano di investimenti più ambizioso che l’Unione europea abbia mai promosso. Nonostante la pandemia, la Commissione ha già rispettato molte delle scadenze previste dalla Road Map di azioni chiave, fondamentali ai fini del ruolo delle pompe di calore nella transizione energetica. 

The European Green Deal. Fonte: https://eur-lex.europa.eu/

In particolare, la Legge sul Clima, approvata lo scorso 22 aprile alla vigilia del vertice col presidente degli Stati Uniti Biden, ha confermato la riduzione, dal 40 al 55 per cento, delle emissioni di anidride carbonica entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, e l’obbligo vincolante a raggiungere la neutralità climatica al 2050, da cui la necessità di un prossimo aggiornamento del PNIEC italiano per adeguarlo ai nuovi obbiettivi.

Quanto allo scenario interno, bisogna ricordare che con il decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020, cosiddetto “Decreto Rilancio”, convertito con modifiche dalla legge n. 77 del 17 luglio 2020, è stato introdotto il Superbonus 110 per cento, che prevede la possibilità di optare per la cessione del credito. Non vi è, quindi, la richiesta di un ulteriore incentivo, piuttosto quella di migliorare il monitoraggio dell’efficacia di questo strumento rispetto agli obiettivi del PNIEC 2020 di penetrazione delle pompe di calore nel parco immobiliare residenziale. Secondo il Piano Nazionale Energia e Clima, infatti, il contributo che le pompe di calore forniscono ai consumi di fonti rinnovabili termiche nel 2030 sarà più che raddoppiato rispetto a quello del 2017, arrivando a 5.600 ktep (+111 per cento). Questo incremento dovrà assicurare l’85 per cento dell’aumento dei consumi da fonti rinnovabili termiche, necessario per conseguire l’obiettivo 2030 del PNEC per i consumi termici. In particolare, l’aumento previsto dei consumi di rinnovabili termiche dalle sole pompe di calore (circa 3100 ktep) è pari al 26 per cento dello sforzo complessivo di crescita delle rinnovabili previsto dal Piano.

 

Obiettivi 2030 per le fonti rinnovabili termiche

Questi dati sono stati presentati durante il workshop Le Proposte Della Filiera Delle Pompe di Calore Per il Recovery Plan e gli Obiettivi 2030 e 2050 Del Green Deal Europeo, svoltosi lo scorso 28 aprile

Con l’aumento degli obiettivi 2030 di penetrazione delle pompe di calore, “diventa necessario adottare alcune policy”, ha commentato la presidente degli Amici della Terra, Monica Tommasi, nel corso dell’incontro. Fra queste, ad esempio, “mantenere il superamento della progressività delle tariffe elettriche e integrare gli obiettivi PNIEC 2030 per le pompe di calore nella strategia italiana al 2050 per la riqualificazione energetica degli edifici”. Inoltre, bisognerà “introdurre obblighi di fonti rinnovabili anche per interventi di ristrutturazione profonda di immobili con superfici inferiori a 500 metri con soglie più basse, e possibilità di usufruire di incentivi per interventi di compliance agli obblighi”. Altrettanto importante, ha spiegato Tommasi, la realizzazione “sia di una campagna di informazione e formazione sulle pompe di calore per la climatizzazione residenziale rivolta a progettisti e imprese di installazione che di una campagna di comunicazione e informazione rivolta agli utenti”.

Il convegno Le Proposte Della Filiera Delle Pompe di Calore Per il Recovery Plan e gli Obiettivi 2030 e 2050 Del Green Deal Europeo è soltanto l’ultimo evento di un lungo percorso di studio e approfondimento portato avanti dagli Amici della Terra e Assoclima. Entrambi, infatti, condividono da tempo la convinzione che la pompa di calore costituisca una delle tecnologie essenziali per ottenere miglioramenti di efficienza energetica e diffusione delle fonti rinnovabili, permettendo così di conseguire in modo efficace ed efficiente gli obiettivi di sostenibilità ambientale nei consumi energetici degli edifici, sia nel settore residenziale che del terziario.

La proposta di istituire un Tavolo di Filiera è stata lanciata il 14 maggio 2019, dagli Amici della Terra e Assoclima, in occasione del convegno organizzato a Roma, presso il GSE (Gestore Servizi Energetici). Infatti, secondo la presidente Monica Tommasi: “per rendere realistici gli obiettivi 2030 proposti dal PNEC, occorre un salto di qualità nelle politiche di promozione di questa tecnologia. Proprio per questo condividiamo la proposta di un tavolo comune che possa mettere insieme le istanze di tutti gli stakeholder”. Nel corso dell’evento, che ha visto partecipare i principali attori istituzionali impegnati sul Piano Energia e Clima, è stato presentato il rapporto sulle pompe di calore come tecnologia chiave per gli obiettivi 2030. Il dossier elaborato dagli Amici della Terra, in collaborazione con Assoclima, ha l’obiettivo di far emergere il ruolo delle pompe di calore nella climatizzazione (riscaldamento e raffreddamento) degli edifici, per il conseguimento degli obiettivi 2030 di decarbonizzazione.

L’idea di un Tavolo di Filiera è diventata realtà qualche mese dopo, per la precisione il 10 luglio 2019, quando nel corso dell’assemblea Assoclima a Milano è stata annunciata la costituzione della cabina di regia. Al Tavolo hanno aderito, oltre ovviamente agli Amici della Terra e Assoclima, numerose Associazioni in rappresentanza di utenti, produttori, progettisti, installatori, produttori e distributori di energia elettrica, quali AiCARR, Angaisa, Assistal, Assotermica, CNA, Confartigianato Imprese, Elettricità Futura, ENEL e Unione Consumatori. Il Tavolo ha l’obiettivo di mettere a fattor comune esperienze, competenze, relazioni e iniziative delle singole associazioni per indirizzare le Istituzioni verso azioni che possano essere utili ai fini di uno sviluppo ancora più significativo della tecnologia. Le azioni principali si articolano nello sviluppo di un’attività coordinata di advocacy nei confronti del legislatore, nell’organizzazione di attività di formazione per tutti gli attori della filiera e nella diffusione della conoscenza della tecnologia delle pompe di calore verso l’utente finale.

Durante l’assemblea di Assoclima, gli Amici della Terra hanno confermato l’importanza degli obiettivi target per le rinnovabili termiche e nello specifico per le pompe di calore. Come ha spiegato Tommaso Franci, responsabile Energia degli Amici della Terra, in uno scenario di nuove politiche per la riqualificazione energetica degli edifici residenziali in linea con gli obiettivi 2030, è prevedibile un ruolo più rilevante delle pompe di calore nel settore, sia quantitativo (di penetrazione) che qualitativo (di impiego) abbinato a interventi di riqualificazione energetica sui sistemi di distribuzione/diffusione e miglioramento delle prestazioni degli involucri. Infatti, il numero delle abitazioni, aventi pompe di calore come impianto principale di riscaldamento, arriverebbe a circa 2,5 milioni nel 2030 e lo stock della capacità installata passerebbe da circa 9,6 GWt del 2017 (770.000 abitazioni) a 25,4 nel 2030 con un incremento di circa 16 GWt.

Scenario di penetrazione delle pompe di calore per riscaldamento nel parco immobiliare al 2030: residenziale e terziario

Il grafico si trova all’interno del documento La pompa di calore una tecnologia chiave per gli obiettivi 2030, presentato da Tommaso Franci, Amici della Terra, nel corso dell’Assemblea di Assoclima il 10 luglio 2019

Questi dati sono stati confermati nel corso dell’incontro svoltosi lo scorso 28 aprile, che ha aggiunto come lo scenario di nuove politiche preveda che nel 2030 il 10 per cento delle abitazioni sia scaldata da pompe di calore e ha evidenziato che la vera scommessa è proprio quella di aumentare la penetrazione delle pompe di calore nel settore del residenziale. A tal proposito, nel corso del workshop ci si è soffermati anche sulle caratteristiche specifiche dei principali tipi di edifici. Gli edifici plurifamiliari con impianto autonomo che sono il 60 per cento del mercato, le abitazioni terra-tetto che ne rappresentano il 20 per cento, e le abitazioni poste in edifici plurifamiliari con impianto centralizzato, il cui potenziale di penetrazione coinvolge le pompe idroniche. “Ognuna di queste tipologie di edifici – ha spiegato Tommaso Francipresenta dei vincoli e delle opportunità per la penetrazione delle pompe di calore e per le diverse tecnologie di pompe di calore di cui si dovrebbe tenere conto”. Infatti, ha concluso “dobbiamo ipotizzare un maggior peso delle pompe di calore usate come impianto di riscaldamento principale nel residenziale. Oggi, in alcuni segmenti del mercato, prevale per questo ruolo l’uso delle pompe di calore aria - aria ma nel tempo dovrebbe accrescere il ruolo delle pompe di calore idroniche”.

 

Bibliografia

  • Registrazione workshop “Le Proposte Della Filiera Delle Pompe di Calore Per il Recovery Plan e gli Obiettivi 2030 e 2050 Del Green Deal Europeo” sul canale youtube degli Amici della Terra;
  • Comunicato stampa del 29.04.2021 “Pompe di calore essenziali per i nuovi obiettivi UE di decarbonizzazione. Presentate le proposte della filiera per l’European Green Deal in Italia”;
  • Documento Tavolo di Filiera delle Pompe di Calore per gli obiettivi 2030-2050;
  • Comunicato stampa del 14.05.2021 “Amici della Terra e Assoclima: ora un tavolo di filiera”;
  • “La pompa di calore una tecnologia chiave per gli obiettivi 2030”, presentazione di Tommaso Franci, Milano 10 luglio 2019;
  • “La pompa di calore una tecnologia chiave per gli obiettivi 2030”, Rapporto degli Amici della Terra, in collaborazione con Assoclima, maggio 2019.

Quanto Contano le Pompe di Calore per gli Obiettivi 2030

In Svizzera da decenni il residenziale va a pompe di calore. In Italia la pompa di calore nel passato (e tutt'ora) era usato solo a livello aziendale. Bisognerebbe quindi guardare alla Svizzera che ha un'esperienza nel settore molto più matura che da noi sia a livello di progettazione che a livello applicativo.