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2020-08-05 13:22

La proposta della Commissione Ue per la sicurezza degli approvvigionamenti di gas

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Le commissioni parlamentari di Camera e Senato stanno per iniziare l’esame del pacchetto di misure in materia di energia sostenibile e sicurezza energetica (winter package), presentato dalla Commissione europea il 16 febbraio scorso e finalizzato a rafforzare le capacità di risposta dell'Unione europea in caso di interruzione delle forniture di gas mediante una riduzione della domanda di energia, un aumento della produzione di energia in Europa, anche da fonti rinnovabili, l'ulteriore sviluppo di un mercato dell'energia ben funzionante e perfettamente integrato, la diversificazione delle fonti energetiche, dei fornitori e delle rotte, una migliore trasparenza del mercato europeo dell'energia e una maggiore solidarietà tra gli Stati membri.

Il pacchetto è composto da quattro proposte:

  • regolamento in materia di sicurezza degli approvvigionamenti del gas,
  • decisione sugli accordi intergovernativi nel settore energetico,
  • strategia per il gas naturale liquefatto e lo stoccaggio del gas;
  • strategia per il riscaldamento e il raffreddamento.

La proposta di nuovo Regolamento in materia di sicurezza degli approvvigionamenti del gas sostituisce quello esistente (n. 994 del 2010), che nel corso del tempo ha evidenziato lacune, che di fatto impediscono di rispondere efficacemente nei momenti di crisi. Come scrive una nota dell’Ufficio documentazione del Senato, la prima di queste lacune riguarda la mancanza di cooperazione tra gli Stati, che nell'ambito delle loro politiche di sicurezza degli approvvigionamenti hanno un approccio nazionale, soprattutto per quanto riguarda la conformità alla norma di fornitura. Le altre lacune riguardano fattori esterni non adeguatamente considerati, legati soprattutto ai contratti di fornitura con i Paesi terzi e alle relative clausole, ai quali sia gli Stati membri che la Commissione europea non hanno accesso, se non per una parte limitata. Vi sono poi problemi di natura tecnica, generati da infrastrutture insufficienti o non sufficientemente protette e dalla mancanza di capacità di flussi invertiti sui principali punti di interconnessione. Un’ultima lacuna è costituita dal fatto che il campo d'azione dell’attuale regolamento è limitato e non coinvolge le parti contraenti della Comunità dell'energia.

Per superare queste lacune, la proposta introduce i seguenti elementi di novità:

  • propone il passaggio da un approccio nazionale ad un approccio regionale nel predisporre le misure di sicurezza degli approvvigionamenti, per consentire un migliore coordinamento tra gli Stati e una valutazione più accurata dei rischi comuni, delle possibili crisi simultanee e delle risorse disponibili;
  • introduce un principio di solidarietà in base al quale, come ultima soluzione, i paesi confinanti contribuiranno ad assicurare le forniture di gas alle abitazioni e ai servizi sociali essenziali;
  • definisce obblighi più dettagliati per garantire la disponibilità dell'infrastruttura necessaria;
  • rafforza la cooperazione con i paesi vicini: le parti contraenti della Comunità dell'energia saranno coinvolte nell'assicurare una prevenzione e una gestione più efficaci delle crisi energetiche ai confini con l'Ue;
  • propone un miglior accesso all'informazione e misure in materia di trasparenza per alcuni contratti rilevanti per la sicurezza degli approvvigionamenti, che dovranno essere notificati automaticamente dalle compagnie di gas naturale alla Commissione europea e agli Stati membri al momento della stipula o delle modifiche.

In base alla configurazione proposta dalla Commissione Ue, dettata dallo schema di fornitura in caso di perturbazione delle importazioni dalla Russia, l'Italia farebbe parte della regione sudorientale, insieme all'Austria, alla Croazia, all'Ungheria e alla Slovenia.

Nell’ambito della sicurezza negli approvvigionamenti energetici, la Commissione Ue propone anche una strategia per il gas naturale liquefatto (GNL) e lo stoccaggio del gas. La Commissione osserva che l’Europa è il principale importatore di gas naturale al mondo e ha una significativa capacità globale di importazione di GNL, sufficiente al momento per soddisfare circa il 43% della domanda attuale totale di gas. Tuttavia, ci sono notevoli disparità a livello regionale per quanto riguarda l'accesso al GNL, in particolare tra i paesi dell'Europa occidentale, che hanno accesso ad importanti terminali di GNL e a mercati del gas liquidi, e che pertanto risultano più resilienti alle possibili interruzioni rispetto ai paesi che dipendono da un unico fornitore, quali quelli della regione del Baltico e dell'Europa centro e sud-orientale. 

La strategia proposta dalla Commissione Ue mira a migliorare l’accesso di tutti gli Stati membri al GNL come fonte alternativa di gas, attraverso la costruzione dell’infrastruttura strategica per completare il mercato interno dell’energia e l’individuazione dei progetti necessari per mettere fine alla dipendenza di alcuni Stati membri da un’unica fonte di approvvigionamento.