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2020-08-05 13:05

Rapporto del Gse su incentivi e controlli nel 2015

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il Gestore dei servizi energetici (Gse) ha presentato il Rapporto attività 2015, nella cui introduzione il presidente e amministratore delegato, Francesco Sperandini, sottolinea alcuni aspetti della politica energetico-ambientale del nostro paese, ricordando che già nel 2014, complice anche la stagnazione dei consumi senza che però questo sia l’unico fattore, l’Italia ha raggiunto l’obiettivo europeo in termini di quota dei consumi finali coperti da fonti rinnovabili (17,1%), migliorando ulteriormente nel 2015 (17,3%). Il fondo di investimento americano BlackRock, ricorda Sperandini, ha stilato una classifica dei Paesi al mondo più virtuosi in termini di emissione di CO2 (The price of Climate Change ‐ Global warming’s impact on port‐ folios ‐ October 2015): l’Italia è al 4° posto nel mondo (al 3° tra i Paesi sviluppati, dopo Svezia e Francia). L’American Council for an Energy‐Efficient Economy assegna all'Italia il secondo posto nel ranking delle economie più avanzate in tema di efficienza energetica e il primo nella cogenerazione.

Passando al tema degli incentivi, il presidente del Gse ricorda quanto scritto dall’economista Pasquale Saraceno, nei primi anni ’60: “Un sistema di incentivi deve tendere a dare solo quanto occorre per rendere conveniente l’investimento: se infatti si supera quel limite, delle due l’una: o si promuovono aziende destinate a vivere indefinitamente dei contributi oppure si consente il formarsi di rendite a favore di quelle aziende capaci di conseguire una produttività normale”.

Per quanto riguarda le cifre, sul fronte del fotovoltaico, nel corso del 2015 il Gse ha gestito l’erogazione degli incentivi agli oltre 550.000 impianti (circa 17.700 MW) ammessi ai diversi Conti Energia: l’incentivazione dei 21,7 TWh di energia prodotti ha comportato un costo di circa 6,3 miliardi di euro, in calo rispetto all’anno precedente principalmente per effetto della rimodulazione degli incentivi stabilita dalla L. 116/2014.

Per quanto riguarda gli impianti alimentati da fonti rinnovabili diversi da quelli fotovoltaici, il costo indicativo cumulato annuo degli incentivi riconosciuti a questi impianti, per il quale è fissato un tetto di 5,8 miliardi di euro annui, si è attestato a fine 2015 sul valore di 5.658 milioni di euro, ma nel corso dell’anno ha anche raggiunto i 5.770 milioni di euro. I procedimenti di verifica conclusi con esito negativo nel 2015 hanno progressivamente determinato nel corso dell’anno una riduzione del costo indicativo di circa 67 milioni di euro.

Gli oneri di incentivazione delle fonti rinnovabili, finanziati tramite il gettito della componente tariffaria A3, sono diminuiti nell’ultimo anno, passando dai 13,4 miliardi di euro del 2014 ai 12,9 del 2015, soprattutto in virtù della diminuzione dell’onere Cip 6/92 (sul quale nel 2014 incisero anche le risoluzioni anticipate) che ha più che compensato il maggior onere per l’acquisto dei Certificati Verdi.

Per quanto riguarda la promozione delle rinnovabili termiche e dell’efficienza energetica mediante il Conto Termico, nel 2015 sono pervenute 8.263 richieste (nel 2014 circa 6.500), relative prevalentemente a impianti solari termici e generatori a biomassa di operatori privati, e sono stati impegnati circa 35 milioni di euro di incentivi.

Per quanto riguarda l'attività di controllo svolta dal Gse, nel 2015 sono stati condotti 3.464 accertamenti (il 66 % mediante sopralluoghi e il 34% documentali), con un incremento di quasi il 10% rispetto all’anno 2014 in termini di potenza complessiva verificata (5.320 MW). Il 17,5% dei procedimenti di verifica conclusi nell’anno (2.883) ha avuto esito negativo (provvedimenti di decadenza o riconfigurazione degli incentivi), portando ad accertare importi indebitamente percepiti per un valore di 106 milioni di euro; si stima che, considerando i soli impianti già in esercizio, il mancato esborso attualizzato per il periodo residuo di incentivazione si aggiri intorno ai 240 milioni di euro.