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2018-01-23 10:31

La Camera approva la proposta di legge contro gli sprechi alimentari

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge sulla donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi, che ora passa all’esame del Senato. Come ricorda un dossier del Servizio studi della Camera, a livello europeo non c’è ancora una normativa specifica sulla cessione del cibo a titolo gratuito e sulle politiche di riduzione dello spreco. In Italia, la legge 1565/2003, detta “legge del buon samaritano”, ha equiparato gli enti caritativi, che si occupano di distribuire gratuitamente cibo agli indigenti, al consumatore finale, in termini di responsabilità civile. Successivamente, la legge di stabilità 2014 ha previsto che sia gli operatori del settore alimentare che donano il cibo, sia le Onlus che lo distribuiscono agli indigenti, devono garantire un corretto stato di conservazione, trasporto, deposito e utilizzo, ciascuno per la parte che gli compete.

Il recupero dei prodotti alimentari invenduti a fini di solidarietà sociale è tra le misure specifiche previste dal Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti, per la riduzione dei rifiuti biodegradabili. Il 5 giugno 2014 il ministero dell'Ambiente ha presentato il PINPAS (Piano nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare), che prevede dieci misure: dalle vendite con ribasso del cibo prossimo a scadenza alla donazione dei prodotti invenduti, dagli accordi volontari con le imprese della ristorazione/distribuzione, all'introduzione di criteri premianti negli appalti pubblici dei servizi di ristorazione collettiva per chi distribuisce gratuitamente le eccedenze.

Il 5 febbraio 2015, in occasione della seconda Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, la segreteria tecnico-scientifica del PINPAS ha messo a punto il documento La donazione degli alimenti invenduti. Verso la semplificazione normativa, dove viene sottolineata la mancanza di un quadro regolamentare chiaro ed omogeneo in materia igienico-sanitaria, l'assenza di procedure standardizzate, l'appesantimento burocratico derivante dagli adempimenti di natura fiscale, la generale assenza di incentivi per i soggetti donatori volti a compensare i maggiori oneri derivanti dalla gestione degli invenduti e la ristrettezza della platea dei possibili beneficiari.

Molte delle proposte contenute nel documento del PINPAS sono state riprese dalla proposta di legge approvata dalla Camera, secondo cui le cessioni di eccedenze alimentari devono prioritariamente essere destinate al consumo umano, mentre quelle non idonee al consumo possono essere cedute per il sostegno vitale di animali e per altre destinazioni, come il compostaggio. È inoltre consentita la cessione a titolo gratuito delle eccedenze di prodotti agricoli in campo o di allevamento, idonei al consumo umano ed animale: le fasi di raccolta o ritiro dei prodotti agricoli sono svolte sotto la responsabilità di chi le effettua e nel rispetto delle norme in materia di igiene e sicurezza alimentare.

Rispetto alla legge del 2013, viene ampliata la platea dei soggetti autorizzati a effettuare la distribuzione gratuita agli indigenti, includendo anche gli enti privati costituiti per il perseguimento, senza fini di lucro, di finalità civiche e solidaristiche, che promuovono e realizzano attività di interesse generale.

Il provvedimento distingue il termine minimo di conservazione, inteso come la data fino alla quale un prodotto alimentare, in adeguate condizioni di conservazione, conserva le sue proprietà specifiche, dalla data di scadenza, che sostituisce il termine minimo di conservazione per alimenti molto deperibili, oltre la quale essi sono considerati a rischio. Fatta questa distinzione, la cessione di eccedenze alimentari è consentita anche oltre il temine minimo di conservazione, purché siano garantite l'integrità dell'imballaggio primario e le idonee condizioni di conservazione. I prodotti finiti della panificazione possono essere donati ai soggetti che poi li distribuiscono agli indigenti nell’arco delle 24 ore dalla loro produzione.

La Rai dovrà assicurare un numero adeguato di ore di trasmissioni televisive e radiofoniche dedicate all'informazione e alla sensibilizzazione su comportamenti e misure idonei a ridurre gli sprechi alimentari, energetici o di altro genere. Sono previste campagne di comunicazione da parte dei ministeri coinvolti e le Regioni potranno stipulare accordi o di protocolli di intesa con la ristorazione, per promuovere comportamenti responsabili idonei a ridurre lo spreco di cibo e permettere ai clienti l'asporto dei propri avanzi.