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2020-08-05 13:12

Il potenziale di sviluppo in Italia della cogenerazione ad alto rendimento e del teleriscaldamento efficiente

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il Gestore dei servizi  energetici (Gse) ha pubblicato il documento di “Valutazione del potenziale nazionale di applicazione della cogenerazione ad alto rendimento e del teleriscaldamento efficiente”, che contiene una descrizione della domanda e dell’offerta di energia termica (settori, impieghi, localizzazione geografica, fonti, tecnologie) e una stima, effettuata sulla base di criteri tecnici ed economici, della domanda potenzialmente soddisfacibile tramite cogenerazione ad alto rendimento e sistemi di teleriscaldamento efficiente.

Secondo il documento, il potenziale di sviluppo della cogenerazione ad alto rendimento (CAR) nei settori finali di utilizzo, sulla base delle condizioni economiche e di consumo attuali, è pari a 3.320 ktep, con un potenziale di incremento di 1.236 ktep, rispetto ai 2.084 ktep prodotti nel 2013. Questo potenziale di incremento di calore utile prodotto da CAR è riconducibile al settore industriale e al settore terziario, con un incremento potenziale rispettivamente di 740 ktep e 496 ktep. Il settore residenziale non mostra un potenziale economico sfruttabile alle attuali condizioni di mercato e di costi delle tecnologie.

Nel settore del teleriscaldamento, il potenziale è pari a 1.161 ktep, con un potenziale incremento da di 359 ktep, rispetto al calore erogato nel 2013, pari a 802 ktep. A questo potenziale incremento contribuisce la produzione di calore basata sullo sfruttamento delle biomasse per 115 ktep e lo sfruttamento della termovalorizzazione dei rifiuti per 49 ktep.

Il documento è stato trasmesso al ministero dello Sviluppo economico e sottoposto al vaglio di Regioni e Comuni, che nella Conferenza unificata del 3 marzo hanno espresso parere favorevole, con alcune raccomandazioni, che saranno oggetto di un successivo confronto con il Gse e il ministero, dato che non hanno potuto essere integrate nel Rapporto definitivo a causa dei tempi imposti dalla Commissione europea, che aveva minacciato l'adozione di rilievi nei confronti dell'Italia.