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2018-01-23 10:47

Le osservazioni della commissione ambiente della Camera sulla comunicazione della Commissione Ue sull’economia circolare

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La commissione ambiente della Camera ha espresso una valutazione positiva sulla comunicazione della Commissione Ue intitolata “Verso un'economia circolare: programma per un'Europa a zero rifiuti”

Secondo la commissione ambiente della Camera, “occorre corredare le indicazioni della Commissione europea di un quadro finanziario adeguato, che individui tutte le risorse attivabili allo scopo, ivi compreso il ricorso a finanziamenti della BEI”, perché “un'evoluzione così radicale e profonda, qual è quella prospettata, pur offrendo importanti possibilità occupazionali e vantaggi economici in termini di risparmi di spesa e di nuovi investimenti, comporta, specie in una prima fase, un consistente impegno finanziario per la conversione di processi produttivi e organizzativi”. Di conseguenza, gli obiettivi indicati dalla Commissione Ue andranno realizzati “senza gravare i sistemi economici di oneri non sostenibili che ne indebolirebbero ulteriormente la competitività”, prevedendo meccanismi incentivanti, “scorporando i relativi oneri dal computo dei saldi rilevanti ai fini del Patto di stabilità, oppure mediante misure premiali nei casi in cui vengano realizzati progressi significativi nella direzione indicata, assumendo a riferimento le migliori pratiche”.

La comunicazione della Commissione europea afferma che l’economia circolare ha le potenzialità per creare numerosi posti di lavoro in Europa, preservando nel contempo risorse preziose e sempre più scarse, riducendo l'impatto ambientale legato al loro impiego e iniettando nuovo valore nei materiali di scarto. Vengono previste misure settoriali e norme di qualità per le materie prime secondarie. Le azioni chiave da realizzare nel corso del mandato dell'attuale Commissione comprendono modifiche delle attuali direttive sui rifiuti e altre iniziative:

  • finanziamenti per oltre 650 milioni di euro provenienti da Orizzonte 2020 e per 5,5 miliardi di euro dai fondi strutturali;
  • azioni per ridurre i rifiuti alimentari, compresa una metodologia comune di misurazione, una migliore indicazione della data di consumo e strumenti per raggiungere l'obiettivo di sviluppo sostenibile globale di ridurre della metà i rifiuti alimentari entro il 2030;
  • lo sviluppo di norme di qualità per le materie prime secondarie, al fine di aumentare la fiducia degli operatori nel mercato unico;
  • misure nell'ambito del piano di lavoro 2015-2017 sulla progettazione ecocompatibile, per promuovere la riparabilità, longevità e riciclabilità dei prodotti, oltre che l'efficienza energetica;
  • la revisione del regolamento relativo ai concimi, per agevolare il riconoscimento dei concimi organici e di quelli ricavati dai rifiuti nel mercato unico e sostenere il ruolo dei bionutrienti;
  • una strategia per le materie plastiche nell'economia circolare, che affronta questioni legate a riciclabilità, biodegradabilità, presenza di sostanze pericolose nelle materie plastiche e, nell'ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile, l'obiettivo di ridurre in modo significativo i rifiuti marini;

una serie di azioni in materia di riutilizzo delle acque, tra cui una proposta legislativa sulle prescrizioni minime per il riutilizzo delle acque reflue.