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2020-08-12 17:55

Incentivi alle rinnovabili e irregolarità, operazione trasparenza del Gestore dei servizi energetici

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il Gestore dei servizi energetici (Gse) ha pubblicato sul proprio sito, nella sezione Open Data, le informazioni sugli incentivi al fotovoltaico nel 2014 e 2015. Vengono indicati i singoli importi e i relativi beneficiari degli oltre 6 miliardi annui di incentivi al fotovoltaico, l’elenco dei soggetti che hanno beneficiato degli incentivi alle fonti energetiche rinnovabili (Fer) elettriche (decreto 6 luglio 2012) per un totale di circa 190 milioni di euro, dei Certificati Verdi emessi (oltre 70 milioni nel biennio) e dei Certificati Bianchi (più di 10 milioni). Infine, sono stati pubblicati online anche gli incentivi, per quasi 4,5 miliardi di euro, relativi alla Tariffa Onnicomprensiva per gli impianti sotto i 200 KW, sempre nel periodo 2014-2015. L’elenco, che sarà aggiornato periodicamente, fa seguito a quello pubblicato a fine ottobre e relativo al Cip6 e al Conto Termico. L’energia verde incentivata dal Gse è stata di 107,9 TWh nel 2014 e di 96,7 TWh del 2015.

Il 16 dicembre, nel corso di un’audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, il presidente e amministratore delegato del Gse, Francesco Sperandini, in carica dal 23 luglio 2015, ha sottolineato che il Gse gestisce incentivi per l’energia rinnovabile e l’efficienza energetica pari all’un per cento del Pil. I controlli sull’impiego di queste risorse hanno dato risultati definiti “allarmanti” da Sperandini. Infatti, le verifiche fatte nel 2014 evidenziano che il 10% degli impianti fotovoltaici è irregolare. Invece, degli impianti a fonte rinnovabile non fotovoltaica, risulta irregolare addirittura il 64%. “Sono cifre che fanno tremare le vene ai polsi e che indurrebbero a ripensare anche la modalità con la quale incentivare queste iniziative”, ha affermato l’amministratore delegato del Gse, aggiungendo che gli impianti controllati sul totale sono “molto pochi. Abbiamo un autovelox che funziona benissimo, ma soltanto un minuto al giorno, e quindi la capacità di deterrenza nei confronti del comportamento irregolare è minima, perché la probabilità di essere scoperti è pari a zero. Quindi, vanno tutti a 180”.

Per i controlli, la Guardia di finanza ha messo a disposizione del Gse un gruppo di 20 persone, 2 ufficiali e 18 sottufficiali, che stanno come presidio fisso al palazzo del Gse. Ora, ha affermato Sperandini, si sta pensando di “coinvolgere le forze di polizia nelle nostre attività di verifica. Abbiamo anche deciso di avvalerci di forze esterne. Infatti, abbiamo fatto una gara d'appalto proprio per coinvolgere imprese esterne nella nostra attività di controllo”.