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2018-10-18 00:32

Dissesto idrogeologico: “Non ho i soldi” è la scusa di chi non vuol fare

QUEL CHE C’È DA SAPERE

“Smettiamola di credere che il problema di questo paese siano sempre e solo le risorse: «non ho i soldi» è una scusa di chi non vuole fare le cose. Non è sempre quello il problema. Certo, è anche un problema di risorse, ma le risorse bisogna saperle spendere e saperle spendere bene.” Lo ha affermato al Senato il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, durante un question time in cui è stato affrontato anche il tema del dissesto idrogeologico, come è poi avvenuto anche alla Camera dei deputati.

Dopo aver definito “maledetti” i “condoni edilizi che abbiamo rilasciato per anni e che hanno indebolito i nostri territori”, Galletti ha ricordato che nel collegato ambientale sono stati stanziati undici milioni per le demolizioni delle case abusive, aggiungendo che “se quel fondo verrà speso immediatamente tutto sono pronto a metterci altri soldi del mio ministero e a rifinanziarlo fino a che ci saranno richieste in questo senso, perché lo trovo un intervento di civiltà. Toglierò risorse da altre parti del mio ministero e andrò a finanziare quel fondo: che sia chiaro a tutti”.

Il ministro ha quindi sottolineato che la legge di stabilità prevede la possibilità di utilizzare gli avanzi di amministrazione degli enti locali anche per interventi contro le frane, per la pulizia dei fiumi e contro il dissesto idrogeologico, mentre il ministero dell’Ambiente sta studiando un provvedimento per ulteriori interventi sulle piccole frane nei Comuni.

La strategia del governo delineata da Galletti si basa su un piano operativo di sette anni, dal 2014 al 2020, dal quale è stato fatto uno stralcio riguardante 127 interventi, di cui 33 immediatamente cantierabili, per una spesa di 1,3 miliardi di euro, di cui 1,1 dello Stato. Di questi ultimi, ne sono disponibili 650 milioni, mentre altrettanti dovrebbero essere disponibili all’inizio del prossimo anno. I 33 interventi prioritari richiedono un finanziamento di 654 milioni.

I 127 interventi del Piano stralcio, ha spiegato Galletti, hanno un livello di progettazione dichiarata dalla Regione definitiva o esecutiva, riguardano aree metropolitane e urbane, come Milano, Genova, Padova, Bologna e Firenze, e quindi sono diretti a mettere in sicurezza un elevato numero di persone a rischio di alluvione. Ci sono poi altri cinque interventi, con una progettazione ancora non definitiva, che potranno comunque accedere allo specifico fondo creato appositamente per la progettazione, perché ritenuti dalle Regioni comunque prioritari e urgenti.