Oggi:

2019-05-24 20:02

Maxi-bollette di luce e gas: la Camera impegna il governo ad assicurare una moratoria, in attesa della conclusione delle indagini dell’Antitrust

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Dopo un braccio di ferro con il governo, il 6 ottobre la Camera ha approvato all’unanimità alcune risoluzioni che impegnano il governo a stabilire una moratoria che blocchi il pagamento delle bollette pazze di luce e gas, recapitate a centinaia di utenti di tutta Italia, in attesa dei risultati dell’indagine aperta dall’Antitrust. Lo scorso 13 luglio, infatti, l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato quattro istruttorie nei confronti di Acea, Edison, Enel ed Eni, per accertare eventuali violazioni del Codice del consumo in merito a varie condotte degli operatori: la fatturazione basata su consumi presunti; la mancata considerazione delle autoletture; la fatturazione a conguaglio di importi significativi, anche a seguito di conguagli pluriennali; la mancata registrazione dei pagamenti effettuati, con conseguente messa in mora dei clienti fino talvolta al distacco; il mancato rimborso dei crediti maturati dai consumatori.

In un primo momento, il sottosegretario allo Sviluppo economico, Daniela Vicari, aveva proposto una riformulazione delle risoluzioni, a partire da quella che aveva avviato la discussione con primo firmatario Davide Baldelli (Forza Italia), facendo sparire ogni ipotesi di moratoria e prevedendo solo la possibilità di rimborso, nel caso le indagini avessero accertato colpe degli operatori. Di fronte alla reazione delle opposizioni, il sottosegretario ha chiesto alcuni giorni di tempo per fare una nuova proposta. Alla fine, accettando la nuova riformulazione proposta dal governo, la Camera lo ha impegnato a “intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, affinché venga assicurata dagli operatori del settore una moratoria sulle recenti maxi bollette derivanti da conguagli superiori a due anni, finché le autorità non abbiano completato gli accertamenti circa eventuali violazioni del Codice del consumo”.

Le mozioni impegnano il governo anche a “intervenire per quanto di competenza, anche eventualmente a livello legislativo, stabilendo che, nel caso in cui le autorità competenti ravvisino comportamenti illegittimi da parte dei gestori dei servizi, i consumatori coinvolti non siano obbligati al pagamento dei conguagli considerati errati o delle fatture basate su consumi stimati per le quali il cliente abbia già comunicato i dati sull'autolettura o questi siano stati teleletti, ovvero ricevano tempestivamente il rimborso delle somme eventualmente già versate, ma non dovute”.

Infine, il governo è impegnato ad “assumere iniziative per rafforzare il principio secondo cui la fatturazione deve avvenire sulla base del consumo effettivo almeno con cadenza annuale, anche inasprendo le sanzioni in caso di violazione del principio per cui nessun utente consumatore può essere chiamato a sostenere spese per conguagli concernenti consumi presunti anteriori ai due anni la data di fatturazione”.