Oggi:

2020-12-05 15:22

Decreto legislativo del governo sull’efficienza energetica, per sanare i rilievi della Commissione Ue

QUEL CHE C’È DA SAPERE

L’11 giugno, il Consiglio dei ministri ha approvato, in sede di esame preliminare, un decreto legislativo finalizzato a sanare tutti rilievi evidenziati dalla Commissione europea nella procedura di infrazione n. 2014/2284 in materia di efficienza energetica. Il governo sottolinea che quasi tutte le norme introdotte dal provvedimento sono meramente ordinamentali, come l’introduzione di alcune definizioni, o procedurali.

A fine aprile, la Commissione europea aveva inviato un parere motivato all’Italia, dando due mesi di tempo per recepire integralmente la direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia, in base alla quale gli Stati membri devono stabilire e applicare requisiti minimi di prestazione energetica agli edifici nuovi ed esistenti, assicurare la certificazione del rendimento energetico degli edifici e prescrivere l’ispezione regolare dei sistemi di riscaldamento e di condizionamento. La direttiva impone inoltre agli Stati membri di provvedere affinché dal 2021 tutti i nuovi edifici siano del tipo “a energia quasi zero”.

La direttiva doveva essere recepita entro il 9 luglio 2012. L’Italia aveva già ricevuto due pareri motivati per non aver adottato alcuna misura volta al recepimento, rispettivamente nel gennaio e nel giugno del 2013. Poi è stato adottato il Decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di recepimento della direttiva, e altri due provvedimenti, che però, secondo la Commissione Ue, continuano a non dare attuazione a oltre trenta disposizioni della normativa europea, anche se il governo italiano definisce “completo” il suo recepimento. La Commissione ha quindi inviato all’Italia una lettera di messa in mora alla fine di febbraio, a cui è seguito il parere motivato di fine aprile, in cui si chiedeva di recepire pienamente le disposizioni residue.

Il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri dovrà essere sottoposto al parere delle commissioni parlamentari competenti.