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2020-09-28 16:03

Efficienza energetica nell’edilizia: la Commissione Europea dà due mesi all’Italia per uniformarsi completamente alle norme dell’Ue

QUEL CHE C’È DA SAPERE

A fine aprile, la Commissione europea ha inviato un parere motivato all’Italia, dando due mesi di tempo per recepire integralmente la direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia, in base alla quale gli Stati membri devono stabilire e applicare requisiti minimi di prestazione energetica agli edifici nuovi ed esistenti, assicurare la certificazione del rendimento energetico degli edifici e prescrivere l’ispezione regolare dei sistemi di riscaldamento e di condizionamento. La direttiva impone inoltre agli Stati membri di provvedere affinché dal 2021 tutti i nuovi edifici siano del tipo “a energia quasi zero”.

La direttiva doveva essere recepita entro il 9 luglio 2012. L’Italia aveva già ricevuto due pareri motivati per non aver adottato alcuna misura volta a recepire la direttiva, rispettivamente nel gennaio e nel giugno del 2013. Poi è stato adottato il Decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di recepimento della direttiva, e altri due provvedimenti, che però, secondo la Commissione Ue, continuano a non dare attuazione a oltre trenta disposizioni della normativa europea, anche se il governo italiano definisce “completo” il recepimento della direttiva. La Commissione ha quindi inviato all’Italia una lettera di messa in mora alla fine di febbraio, a cui è seguito il parere motivato di fine aprile, in cui si chiede di recepire pienamente le disposizioni residue.

Se l’Italia non ottempererà entro due mesi, la Commissione potrà decidere di adire alla Corte di giustizia e chiedere sanzioni pecuniarie.