Oggi:

2018-04-25 02:50

… e in Italia, Come Stiamo?

SISMICITÀ E VULCANISMO

di: 
Leonello Serva

Stiamo tutti seguendo le drammatiche notizie che continuano a venire dal Nepal, così come siamo stati informati della forte eruzione vulcanica avvenuta in Cile. Si tratta di eventi ai quali, è ben noto, anche l’Italia è esposta. Ma, in un Paese regredito nella ricchezza ed anche nella solidarietà, dove sempre più spesso si sta facendo come i galli di Renzo, ci si sta pensando quanto si dovrebbe?

 

In questi giorni,due eventi naturali di forte intensità hanno occupato l’attenzione dei media: il terremoto nel Nepal e, seppure in misura minore, l’eruzione del vulcano cileno Calbuco.

Il terremoto nepalese di Magnitudo  (Mw) 7,8 (circa mille volte più potente di quello aquilano) è avvenuto in una zona densamente abitata tra le città di Kathmandu e Pokhara e ha avuto un impatto fortissimo, sia come numero di vittime (il bilancio conclusivo potrebbe risultare peggiore anche del terremoto del 1934, di Magnitudo 8,1,  avvenuto in un’area limitrofa e che causò 10700 vittime), sia dal punto di vista socioeconomico, per la  distruzione di un economia già di per sé povera ed un numero immane di senzatetto.

L’eruzione del vulcano cileno sta facendo cadere grandi quantità di cenere in un raggio di decine di chilometri, causando la caduta di tetti di case, scuole ed aziende (per lo più agricole) e ha comportato ad oggi l’evacuazione di varie migliaia di persone con il conseguente abbandono del bestiame. L’impatto della nube si sta facendo sentire anche molto più lontano ed alcuni aeroporti, anche importantissimi, quale quello di Buenos Aires, stanno avendo seri problemi di traffico.

Noi italiani, è ben noto, non siamo affatto immuni da queste tipologie di rischi, alle quali l’Astrolabio ha già dedicato diversi articoli. Di seguito, in tabella, sono riportati i terremoti di Magnitudo intorno a 7 (il nostro big one!), che si sono verificati in Italia, prendendo in considerazione il solo secolo passato.

Data

Area

Magnitudo Mw

08.09.1905

CALABRIA

7.1

28.12.1908

STRETTO DI MESSINA

7.2

13.01.1915

AVEZZANO

7.0

23.07.1930

VULTURE – IRPINIA

6.7

23.11.1980

IRPINIA

6.9

Fonte dati: https://ingvterremoti.wordpress.com/i-terremoti-in-italia/

Per quanto riguarda il rischio vulcanico, è facile immaginare cosa succederebbe nell’area napoletana, con la densità abitativa esistente (per una percezione più immediata si veda l’immagine qui sotto), se accadesse oggi quello che si è verificato nel Vesuvio nel passato. 

Fonte: INGV- Osservatorio Vesuviano, Laboratorio di Geomatica e Cartografia in ISAT (2006) – Disastri Naturali

Anche in questo caso, la tabella sottostante elenca gli eventi avvenuti, limitandosi al XX secolo.

Anno

Tipo eruzione

Note

1903-1904

Effusiva

Le lave a Est nella Valle dell’Inferno formano una cupola alta 50 m che contribuisce notevolmente a sollevare il livello dell’Atrio.

1906, 4-22 aprile

Effusiva - Esplosiva

Bocche sulla base S del Gran Cono (sutura del 1631) come le eruzioni del 1751-52 e 1754-55. Lave a S, asse di dispersione dei piroclasti verso ENE. Danni a Torre Annunziata. Boscotrecase invasa. Distruzioni ad Ottaviano e S. Giuseppe Vesuviano (cadute di solai).

227 morti (11 a Napoli per il crollo del mercato di Monteoliveto). Danni alle colture. Il vulcano si abbassa notevolmente lasciando un grande cratere, che si riempie completamente durante l’attività stromboliana del luglio 1913. La più forte eruzione del secolo.

1929 4-10 giugno

Effusiva

Lave ad E verso Terzigno (Pagani e Campitelli) e, più a S, attraverso il burrone della Cupaccia, verso le lave del Mauro (1751 e 1754) e dei Caposecchi (1834). Distruzione di case e campi coltivati. Notevoli fontane di lava. Crollo del conetto.

Dal 1930 al 1944

Effusiva

Attività pressoché continua con emissioni lente. Lave nell’Atrio.

1944, 4-22 aprile

Effusiva- Esplosiva

Lave a NW. Attraverso il Fosso del Faraone verso S. Sebastiano, Massa e Cercola si ferma a 120 m s.l.m. S. Sebastiano e Massa distrutte. 45 morti per crollo dei solai (Nocera, Pagani e Terzigno) e 2 per le mofete (Ercolano). Si forma l’attuale cratere di forma ellittica (580x480 m)

Fonte dati: ISAT (2006) – Disastri naturali

Fortunatamente in questo secolo non vi sono stati né terremoti di quell’entità, né eruzioni vulcaniche nell’area napoletana. Ma se è ovvio sperare sempre per il meglio, non è certo lecito, in queste materie, affidarsi alla fortuna.