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2018-08-18 17:58

A Chi Piace Vincere Facile?

OSSERVATORIO “CHIUSURA CICLO NUCLEARE”

di: 
Rosa Filippini

La SOGIN non riesce a far fronte al proprio programma di attività ma riesce benissimo ad elargire contratti di favore sulla comunicazione e la “trasparenza”. Senza nemmeno ricorrere ad una gara.

Sull’Astrolabio di ottobre 2014, avevo criticato specificamente un aspetto della gestione SOGIN e cioè la scelta di affidare il servizio di informazione e confronto pubblico sulle attività per la chiusura del ciclo nucleare ad un soggetto privato (l’ISSI, fondazione di Edo Ronchi) in modo arbitrario e, addirittura, senza procedura di evidenza pubblica.

Oggi, sappiamo che, negli stessi giorni in cui l’Osservatorio  dell’ISSI organizzava i confronti pubblici sui criteri di localizzazione del deposito di rifiuti radioattivi, annunciando l’inizio del lungo percorso di dismissione degli impianti,  il Consiglio di Amministrazione di SOGIN prendeva già atto della propria incapacità di attuare il programma quadriennale dopo appena un anno dalla sua adozione, elemento non secondario per valutazioni sul percorso da intraprendere.

Per alcuni mesi,  fino alle audizioni presso la Commissione Industria del Senato e alla lettera aperta dei Senatori al Governo, nessuno ha saputo niente di questa crisi vistosa.  Ora, in attesa di provvedimenti da parte del Governo (si sente parlare insistentemente di commissariamento), l’ente è fermo. Ma non del tutto.

Ad esempio, sul sito della SOGIN, nell’elenco degli appalti affidati, fra la fornitura di materiale termoidraulico e quella di una gru semovente, dopo un anno di mistero, si dà finalmente conto di  un “Accordo di collaborazione: osservatorio per il monitoraggio della bonifica dei siti nucleari e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi. - rif: C0482S14” con l’importo di 145.000 Euro, per l’anno 2014, in favore dell’ISSI. Una nota precisa che trattasi di “procedura negoziata senza previa indizione di gara Art. 221 D.Lgs. 163/2006” (ovvero in deroga alle norme generali del cosiddetto codice degli appalti).

Inoltre, gira voce che questo “Accordo” stia per essere rinnovato per l’anno 2015.

Consapevole che non si tratta dell’aspetto più rilevante della crisi in atto in SOGIN e in aggiunta alle osservazioni già espresse in passato sull’inopportunità di affidare una funzione di rilievo primario ad un soggetto privato e in modo arbitrario,  vorrei ancora rilevare l’inopportunità di questo “Accordo” per il 2014 e, ancor più, per il 2015.  Infatti, non può essere invocata la procedura di deroga dall’obbligo di gara in un caso come questo: non c’è alcuna urgenza a provvedere e non c’è alcuna esclusività del “servizio” garantita dal beneficiario del contributo. Ci sono invece molte ragioni per pensar male e per mettere in burla l’impegno alla trasparenza di cui la nuova dirigenza SOGIN si è tanto vantata.

Deposito Nazionale: verso una nuova Scanzano?

Parallelamente all’avvicinarsi delle scadenze per la localizzazione del sito del Deposito Nucleare si moltiplicano le prese di posizione di associazioni, comitati locali ed esponenti politici di varia tendenza. Perentorie e vivaci, con prospettive di mobilitazioni di massa, queste prese di posizione sono concordemente rivolte a un preciso obiettivo: che il sito del Deposito venga realizzato in quella località imprecisata che si chiama “altrove”. Il fatto è che gran parte della popolazione è pregiudizialmente contraria a tutto ciò che riguarda radiazioni e radioattività (ignoranza, superstizione, ideologia?). Ora smontare razionalmente questi pregiudizi richiede una efficace e massiccia campagna di informazione. Come suggerito nel rapporto Blue Ribbon al governo degli Stati Uniti http://energy.gov/sites/prod/files/2013/04/f0/brc_finalreport_jan2012.pdf , come attuato con pieno successo in Svezia, e come invece non si sta facendo in Italia, fra l’inerzia del governo e le scelte opache di SOGIN. Creando così le premesse, dopo la vicenda di Scanzano Jonico, per una ulteriore figuraccia nazionale, oltretutto assai costosa per il contribuente.