Oggi:

2020-02-23 04:50

Caccia alla Cicca

IL RECUPERO DEI MOZZICONI DI SIGARETTA

di: 
Carmine Ciro Lombardi e Raffaella Uccelli*

Le cicche di sigarette vengono abbandonate un po’ dovunque con potenziali effetti nocivi sulla salute e sull’ambiente. Esse sono inoltre un abominio che deturpa le strade delle nostre belle città. La raccolta di questo rifiuto può essere organizzata mettendo a disposizione un materiale che può essere raccolto e utilizzato per la produzione di energia mediante la pirogassificazione. Le condizioni al contorno riguardanti l’inquinamento e per la sua rimozione e impiego vengono descritte e discusse.

Qualsiasi rifiuto abbandonato comporta un costo per la sua rimozione e spesso anche un danno all’ambiente. Un rifiuto di cui nessuna normativa si occupa sono le cicche di sigaretta, ossia della porzione residua di una sigaretta fumata. La combustione per uso voluttuario del tabacco comporta la produzione di più di 4000 composti chimici, molti dei quali ad azione tossica, nociva e cancerogena. Una parte di queste sostanze resta nelle cicche; di conseguenza la porzione residua di una sigaretta contiene un pool di agenti chimici nocivi per l’uomo, gli altri esseri viventi e l’ambiente. Nonostante ciò, in molti paesi, tra cui l’Italia, è consuetudine consolidata gettare le cicche in terra senza nessuna attenzione o considerazione. A tutt’oggi, non esistono normative nazionali che ne limitino la dispersione nell’ambiente, ma solo qualche disposizione in comuni particolarmente virtuosi come Varese, Ferrara, Cremona, Lecce, Amatrice, ecc. In questa situazione, aggravata dalle cattive abitudini e dalla penuria di dispositivi specifici per la raccolta, si  ritrova spesso una elevata presenza di cicche sui marciapiedi, nelle strade, nei siti archeologici, negli ambienti naturali e nei parchi di tutto il mondo.

Secondo una stima effettuata dall’ENEA (Lombardi et al., 2009), in Italia ogni anno con le cicche vengono immessi nell’ambiente grandi quantitativi di composti chimici pericolosi, fra cui:

Nicotina:                     241 t

Polonio-210:               1.386 milioni Bq

COV:                          1.334 t

Gas Tossici:                17 t

Catrame:                     1.067 t

Acetato cellulosa:       9.061 t

A livello nazionale, è stato introdotto nel collegato alla Legge di Stabilità 2014 un provvedimento contenuto nel disegno di legge “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” che, se approvato, vieta, a decorrere dal primo luglio 2015, l'abbandono di mozziconi da prodotti da fumo sul suolo, nelle acque e negli scarichi. Per i trasgressori è previsto il pagamento di una sanzione amministrativa da 30 a 150 Euro. 

Secondo una indagine dell’Istituto per le Ricerche Statistiche e l’Analisi dell’Opinione Pubblica (Doxa) e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il numero di fumatori nel 2013 in Italia è stato pari a circa 11,3 milioni (Pacifici, 2013). Considerando un consumo medio giornaliero di 13 sigarette a persona, il numero totale di cicche prodotte è pari a 147 milioni al giorno, quindi circa 54 miliardi all’anno (pari a circa 16.000 tonnellate).

Attualmente solo poche delle cicche disperse nell’ambiente viene raccolta insieme ad altri rifiuti. Solo una minima parte delle cicche raccolte vengono inviate agli inceneritori dove la resa energetica è complessivamente bassa a causa della eterogeneità dei materiali; la maggior parte finisce in discarica. Il problema rappresentato dalle cicche andrebbe affrontato in modo globale, conducendo campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, attuando una raccolta differenziata mediante una massiccia  distribuzione di specifici raccoglitori (anche con un miglioramento del design dei raccoglitori già oggi inseriti nei cestini distribuiti nelle zone più urbanizzate) e procedendo quindi con il riciclo dei materiali o un recupero energetico più efficiente.

Ad esempio, l’acetato di cellulosa - il materiale plastico di cui è costituito il filtro - può essere opportunamente rigenerato (purificato) e utilizzato per la produzione di pannelli fono-termoassorbenti per l’edilizia, per la produzione di supercondensatori in grado di realizzare sistemi di accumulo più performanti dei tradizionali accumulatori chimici e per la realizzazione di oggetti di eco-design quali puff, lampade, ecc. (Lombardi e Puca, 2013).

In alternativa, grazie al loro elevato potere calorifico, le cicche di sigaretta possono essere utilizzate per la produzione di energia elettrica e calore attraverso un processo di pirogassificazione appositamente concepito, che minimizza anche le emissioni inquinanti (Uccelli, 2012). A titolo di esempio, si riporta una tabella relativa al contributo energetico di alcuni materiali sottoposti a pirogassificazione (Arioli, 2009):

Materiali

Potere calorifico (kcal/kg sostanza secca)

Rifiuti solidi urbani non differenziati

3375

Carbone

7400

Gas naturale

8250

Cippato di legno

4200

Acetato di cellulosa (cicche)

5000

La pirogassificazione è un processo chimico di ossidazione del materiale organico che, piuttosto che fondarsi sulla combustione, attua la dissociazione molecolare con produzione di composti a basso peso molecolare in forma gassosa (syngas). I vantaggi della pirogassificazione rispetto alla combustione sono: un rendimento energetico maggiore se il syngas viene bruciato in impianti ad alto rendimento e/o ciclo combinato; la possibilità di dilazionare l’utilizzo dell’energia prodotta mediante lo stoccaggio del syngas in gasometri; la possibilità di utilizzare l’energia in luoghi diversi da quello di produzione mediante il trasporto del syngas con un gasdotto; e di minimizzare le emissioni inquinanti, in particolare di polveri e ossidi di azoto (NOx).

Attraverso la pirogassificazione è ipotizzabile che le cicche di sigaretta si trasformino per circa l’85-90% in peso in syngas e per il restante 10-15% in peso in carbone e cenere. Gli impianti di pirogassificazione sono più piccoli degli inceneritori e, quindi, ciascun impianto tratterebbe un minor quantitativo di rifiuti. Ciò offrirebbe sia il vantaggio di smaltire le cicche direttamente in loco evitandone il trasporto per lunghe tratte, sia di ridurne i costi di realizzazione ed i tempi di ammortamento rispetto ad un grosso inceneritore.

In una città come Roma, ad esempio, con circa 3 milioni di abitanti, di cui il 23% consumatori di tabacco (ISTAT, 2014), il numero complessivo di fumatori dovrebbe essere circa 700 mila con una  produzione di  3.3 miliardi di cicche all’anno, pari a circa 1000 t di materiale di risulta. Un tale quantitativo potrebbe essere smaltito in un anno circa se immesso in un piccolo impianto di pirogassificazione con annesso sistema di co-generazione e capacità di trattamento di circa 100-120 kg/ora di cicche con una produzione oraria di circa 70 kW elettrici e 70 kW termici.

Riassumendo, le potenziali ricadute positive della raccolta differenziata delle cicche includono:

(i) minore dispersione di cicche nell’ambiente e, di conseguenza, minore rilascio di composti chimici pericolosi, riduzione dell’impatto ambientale, in particolare del mare

(ii) miglioramento del decoro urbano territoriale; 

(iii) riduzione delle emissioni in atmosfera rispetto all’incenerimento globale dei rifiuti;

iv) possibile recupero dell’acetato di cellulosa per applicazioni nell’ambito dell’edilizia, dell’elettronica e dell’eco-design;

v) produzione di energia mediante l’utilizzo di un rifiuto mai preso in considerazione fino a questo momento.

 

* ENEA, Unità Tecnica Biologia delle Radiazioni e Salute dell’Uomo.

 

Bibliografia 

Arioli A. Guida per investire nella pirogassificazione.  L’Informatore Agrario, Supplemento 5: 29-33, 2009.

Istituto Nazionale di Statistica. Noi Italia 100 statistiche per capire il paese in cui viviamo. ISTAT, Roma, 2014.

Lombardi C.C., De Cicco G., Zagà V. Le cicche di sigaretta: un rifiuto tossico dimenticato. Tabaccologia, 4: 27-36, 2009.

Lombardi C.C., Puca P. Le cicche di sigaretta: da rifiuto tossico nocivo a risorsa per il green ecologic design. Atti Ecomondo “Green Economy: Ricerca, Innovazione e Simbiosi Industriale”, 6-9 Novembre 2013, Rimini.

Pacifici R. Osservatorio Fumo Alcool e Droga (OSSFAD). Rapporto sul fumo in Italia 2013. XVI Convegno Nazionale Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale, 30 maggio 2014, Roma.  

Uccelli R. Recuperare energia dai rifiuti del tabacco. Convegno “Tabacco e Ambiente”, 13 giugno 2012, ENEA, Roma.

cicche e ceneriere....

complimenti a Ciro e Raffaella....da rifiuto tossico a risorsa!
La considerazione non di meno importante è proprio questo paese "in primis" dovrebbe dare la possibilità alle persone educate (ce ne sono, a volte) di poter agevolmente buttare la cicca in ceneriere dedicate. Se assumiamo che, personalmente, faccio fatica a trovare un cestino sufficientemente vuoto per buttare carte ecc...figuriamoci le cicche! Il cittadino può adeguarsi se viene messo in condizioni di farlo. Ho quindi l'impressione che queste idee potranno essere implementate virtuosamente...non qui, per ora!