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2024-04-23 15:56

Parlamento UE approva le Direttive emissioni industriali e case green

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il 12 marzo il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva l'accordo raggiunto con gli Stati membri sulla revisione della Direttiva sulle emissioni industriali (IED) con 393 voti favorevoli, 173 contrari e 49 astensioni, e del Regolamento sul nuovo Portale delle emissioni industriali con 506 voti favorevoli, 82 contrari e 25 astensioni.

Le normativa, spiega il Parlamento in una nota, introdurrà l’obbligo per i settori industriali interessati di fissare livelli più rigorosi per le emissioni nocive. Sono introdotti obiettivi di prestazione ambientale obbligatori per il consumo idrico, al fine di combattere la scarsità d’acqua, mentre, gli obiettivi vincolanti per quanto riguarda i rifiuti, l'efficienza delle risorse, l'efficienza energetica e l'uso delle materie prime, saranno fissati entro un intervallo di valori e saranno indicativi per le nuove tecniche. La nuova Direttiva riguarderà anche gli impianti dell'industria estrattiva (miniere), i grandi impianti di produzione di batterie, gli allevamenti di suini con più di 350 unità di bestiame, le aziende con galline da uova in numero superiore alle 300 unità e le aziende con polli da carne con più di 280 unità.

Al fine di migliorare la trasparenza e la partecipazione pubblica, verrà creato un Portale europeo sulle emissioni industriali, che sostituirà l’attuale registro europeo delle emissioni inquinanti e sul quale i cittadini potranno accedere ai dati su tutte le licenze UE e sulle attività inquinanti locali. Per le imprese che non si conformano alla norma sono previste sanzioni di almeno il 3% del fatturato annuo e dovrà essere riconosciuto da parte dei Paesi dell'UE, il diritto dei cittadini colpiti dall’inosservanza delle norme di chiedere un risarcimento per i danni causati alla loro salute.

Lo stesso giorno è stata approvata dal Parlamento anche la revisione della Direttiva sull'efficienza energetica degli edifici (Epbd, nota anche come “Case green”), con 370 voti favorevoli, 199 voti contrari e 46 astensioni.

La nuova normativa, si legge in una nota del Parlamento, prevede che tutti i nuovi edifici siano a emissioni zero a partire dal 2030 e che i nuovi edifici occupati o di proprietà di autorità pubbliche siano a emissioni zero a partire dal 2028. Per gli edifici residenziali, gli Stati membri dovranno mettere in atto misure per garantire una riduzione dell'energia primaria media utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Gli Stati membri dovranno ristrutturare il 16% entro il 2030 e il 26% entro il 2033 degli edifici non residenziali con le peggiori prestazioni, introducendo requisiti minimi di prestazione energetica.

Gli Stati membri dovranno inoltre, se tecnicamente ed economicamente fattibile, garantire l’installazione progressiva di impianti solari negli edifici pubblici e non residenziali e in tutti i nuovi edifici residenziali entro il 2030.

La Direttiva prevede inoltre che gli Stati membri adottino misure vincolanti per decarbonizzare i sistemi di riscaldamento, eliminando gradualmente i combustibili fossili dal riscaldamento e dal raffrescamento entro il 2040. Sarà vietato, a partire dal 2025, erogare incentivi per caldaie autonome a combustibili fossili, mentre saranno ancora possibili incentivi per i sistemi di riscaldamento ibridi che utilizzano una quota considerevole di energia rinnovabile, come quelli che combinano una caldaia con un impianto solare termico o una pompa di calore.

La nuova normativa non si applica agli edifici agricoli e agli edifici storici, e i Paesi membri potranno decidere di escludere anche gli edifici protetti per il particolare valore architettonico o storico, gli edifici temporanei, le chiese e i luoghi di culto.

Entrambe le Direttive dovranno essere adottate anche dal Consiglio, prima di essere pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'UE ed entrare in vigore.