QUEL CHE C'È DA SAPERE
È stata pubblicata l’Analisi trimestrale del Sistema Energetico Italiano, anno 2023 a cura di ENEA.
Secondo i dati dell’Agenzia nel 2023 in Italia i consumi di energia primaria sono stimati pari a circa 157 Mtep e si sono ridotti di circa il -2,5% rispetto al 2022 (leggermente meno rispetto all’Eurozona, -3%). Il calo dei consumi di energia primaria, spiega l’Agenzia nel documento, è la risultante di contrazioni del gas naturale (-5,6 Mtep), carbone (-2,2 Mtep) e petrolio (-1 Mtep), compensate solo parzialmente dalla maggiore produzione di energia da fonti rinnovabili (+3,3 Mtep) e da maggiori importazioni di elettricità (+1,8 Mtep). La quota di fossili nel 2023 rappresenta il 71% del mix energetico nazionale, un minimo storico, mentre le fonti rinnovabili elettriche hanno coperto il 22% e il restante 7% deriva da importazioni nette di elettricità.
Per quanto riguarda l’uso finale, i settori con le contrazioni maggiori sono il civile (-5,5%) e l’industria (-6%), mentre i trasporti registrano un aumento (+2%), tornando ai livelli del 2019.
I dati ENEA mostrano anche una decisa flessione delle emissioni di CO2 nel 2023, pari a -8%, grazie al “riaggiustamento” del mix di generazione elettrica a seguito degli eventi del 2022. Più dei tre quarti del calo si è registrato nei settori ETS (il 70% nella sola generazione elettrica), le cui emissioni sono stimate in calo del 16%, il resto è riconducibile alla contrazione dei consumi di gas nel settore civile (-3%).
Migliora significativamente l’indice della transizione energetica ISPRED (Indice Sicurezza energetica PRezzi Energia Decarbonizzazione) registrando nel 2023 un +25% rispetto al 2022 (quando era crollato al minimo della serie storica, dal 2008, penalizzato dall’aumento delle emissioni e dai prezzi dell’energia). Nel 2023, il valore complessivo dell’indicatore sintetico della decarbonizzazione risulta quasi doppio rispetto al 2022, mentre, per quanto riguarda i prezzi, il miglioramento registrato è del 20%.