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2024-04-23 15:53

Sangiuliano Tenga Duro: Non Ceda alla Lobby Rinnovabilista

RINNOVABILI CONTRO PAESAGGIO

Per iniziativa di Italia Nostra, le associazioni contrarie alla speculazione di eolico e fotovoltaico replicano all’ennesimo attacco di Legambiente al Ministero della Cultura e alle Soprintendenze, colpevoli di mantenere una residua sorveglianza a tutela del paesaggio e della biodiversità. Dopo aver compromesso i paesaggi del Sud ed esaurito i siti ventosi, le lobby del vento e del sole invadono il Centro Italia, approfittando della deregulation della legislazione di tutela. Servono più mezzi e personale alle Soprintendenze, non meno!

Foto di Copertina: Foto Italia Nostra

 

Comunicato Stampa, 5 marzo 2024. – “Legambiente attacca il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano? Nulla di nuovo sotto il sole. Ogni Ministro della Cultura degli ultimi vent’anni è stato attaccato dalle lobby delle rinnovabili e, benché non si contino i decreti “semplificazioni” varati dai vari governi per limitare le tutele e depotenziare le Soprintendenze, ancora non basta. Le Soprintendenze stanno strette a Legambiente. Per bocca del suo presidente si chiede un ulteriore deregolamentazione sui mega impianti eolici e fotovoltaici.

Una narrazione miope della realtà, che piega la complessità del territorio italiano alla visione semplicistica e alle soluzioni elementari dell’estremismo verde e ambientale.

Il tutto a discapito del consumo di suolo, della devastazione paesaggistica, dei danni creati all’ambiente e in particolare all’avifauna e, non ultimo, all’agricoltura, dal momento che le multinazionali offrono rendimenti fino a 4 volte superiori ai contadini per ogni ettaro di terreno sottratto alla produzione di cibo e sacrificato alla produzione energetica.

Una narrazione che volutamente tace un particolare inquietante, eppure, evidente a tutti: gli impianti di produzione di energia rinnovabili vengono installati quasi esclusivamente nelle aree a scarsa densità antropica, dove più sano e vigoroso è l’ecosistema, riducendo drasticamente la capacità di rigenerazione della biosfera.

Proprio quello che non si dovrebbe fare per contrastare i cambiamenti climatici. Innumerevoli i casi in cui per realizzare un impianto eolico si devono abbattere ettari di alberi perfettamente sani mentre, sul versante fotovoltaico, il gigantismo degli impianti voluti dalle multinazionali energetiche sterilizza distese di campi agricoli produttivi.

Pertanto, le associazioni firmatarie auspicano che il Ministro della Cultura non si faccia distrarre dalla solita litania rinnovabilista ma tenga duro e non consenta ulteriori deroghe e devastazioni paesaggistiche che renderebbero il Belpaese solo vuota propaganda. Anzi, riconoscendo il ruolo essenziale delle Soprintendenze, ne integri il personale, sottorganico da troppi anni.

Italia Nostra, L'Altritalia Ambiente, Altura, Amici della Terra, Centro Parchi Internazionale, Comitato Nazionale del Paesaggio, Emergenza Cultura, GrIG, AssoTuscania, Mountain Wilderness, Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli e Rete della Resistenza dei Crinali restano al fianco del Ministro, delle Soprintendenze e di chi difende il patrimonio culturale e le identità territoriali, che non possono essere compromesse da interventi che stanno depauperando il nostro paese in nome di una transizione energetica che vorrebbe una forzata trasformazione in chiave di effimere energie alternative”.

Quando si approfondisce, le evidenze sconfessano la narrazione!

Un plauso per questo richiamo, utile a superare la demagogia che ammorba buona parte dei media sul tema Clima ed Energia, con teorie del tutto fuorvianti e inopportune.
Il nostro Paese ha già fatto oltre il limite ragionevole e tecnicamente sostenibile ed è ora di ragionare e rivedere la situazione per favorire un riequilibrio del "MIX delle Fonti", indispensabile per un Paese notoriamente povero di materie prime energetiche, come il nostro, a beneficio di:
- sicurezza strategica;
- riduzione delle Bollette per tutti i consumatori;
- supporto alla competitività del ns. sistema manifatturiero.
Il tutto con l'impiego delle moderne tecnologie oggi disdponibili che consentono di superare la fuorviante e speculativa demonizzazione che è stata fatta delle Fonti più disponibili e funzionali, anche ambientalmente.