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2024-02-24 10:16

Rapporto Utilitalia sui rifiuti urbani e i fabbisogni impiantistici

QUEL CHE C'È DA SAPERE

In occasione della Fiera Ecomondo di Rimini, Utilitalia, la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche, ha presentato la quarta edizione del rapporto “Rifiuti urbani, fabbisogni impiantistici attuali e al 2035”.

Il rapporto presenta un’analisi, basata sui dati ISPRA dell’ultimo rapporto “Rapporto Rifiuti Urbani Edizione 2022” che raccoglie i dati 2021, dalla quale emerge che gli attuali impianti di trattamento dei rifiuti urbani sono dislocati in modo non uniforme sul territorio e numericamente insufficienti, costringendo le regioni a mobilitare i propri rifiuti verso regioni più attrezzate e a ricorrere ancora troppo spesso allo smaltimento in discarica.

Secondo i dati ISPRA, nel 2021 in Italia sono state prodotte 29,6 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, di cui circa 3,7 milioni sono state trattate in regioni diverse da quelle di produzione, l’attuale tasso di riciclaggio effettivo è pari al 48,1% sul totale dei rifiuti raccolti (l’obiettivo europeo al 2035 è del 65%), mentre il ricorso allo smaltimento in discarica è pari al 19% (l’obiettivo europeo al 2035 è del 10%). Per raggiungere gli obiettivi europei, dichiara Utilitalia, è quindi necessaria una decisa inversione di tendenza.

In particolare, il rapporto riguarda gli impianti di digestione anaerobica per il trattamento dei rifiuti organici e gli impianti di recupero energetico per i rifiuti non riciclabili. Per i primi, si registra l’apertura di nuovi impianti e l’adeguamento di altri già esistenti, si dovrà perciò attendere, afferma Utilitalia, per un’analisi più puntuale sugli eventuali effettivi fabbisogni residui. Critica invece la situazione per il recupero energetico per il quale, al fine di raggiungere gli obiettivi europei ed evitare l’esportazione di rifiuti tra le regioni, il fabbisogno impiantistico al 2035 è di circa 2,35 milioni di tonnellate. Nello specifico, il Nord risulta in deficit di 150.000 tonnellate, il Centro di 1,15 milioni e il Sud di 550.000. La Sicilia avrà un fabbisogno di recupero energetico di ulteriori 550.000 tonnellate e la Sardegna di 150.000 tonnellate.

Per quanto riguarda le discariche, il rapporto registra che il ricorso a questo tipo di smaltimento è ancora eccessivo nel 2021 sono state ancora smaltite in discarica 5,6 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, di cui 940mila in Regioni diverse da quelle di produzione. Inoltre, la vita residua delle discariche attive è in esaurimento: per il Nord si prospettano ancora 4/5 anni; per il Centro 3/4 anni; per il Sud peninsulare 2/3; per la Sardegna 1/2 anni e per la Sicilia circa 1 anno.