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2024-07-15 16:23

Consumo di suolo: presentato il nuovo rapporto SNPA

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il 25 ottobre è stata presentata l'edizione 2023 del Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” a cura del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), che , fornisce il quadro aggiornato dei processi di trasformazione della copertura del suolo italiano. Il Rapporto inoltre, grazie alla cartografia e alle banche dati di indicatori disponibili per ogni comune italiano, permette di valutare il degrado del territorio e l’impatto del consumo di suolo, dell'urbanizzazione e delle infrastrutture sul paesaggio e sui servizi ecosistemici.

Gli ultimi dati confermano che il consumo di suolo nel 2022 accelera bruscamente, le nuove coperture artificiali hanno riguardato, infatti, altri 76,8 km2 (il 10,2% in più del 2021) che corrispondono, in media, a più di 21 ettari al giorno, il valore più elevato degli ultimi 11 anni.

I cambiamenti rilevati nell’ultimo anno si concentrano in alcune aree del Paese, in particolare nella pianura Padana, lungo tutta la costa adriatica, nel Salento e nelle aree metropolitane di Roma e Napoli. La maggior densità del consumo di suolo si registra lungo la fascia costiera entro un chilometro dal mare, nelle aree di pianura, nelle città e nelle zone urbane e periurbane dei principali poli e dei comuni di cintura della frangia urbana. Allo stesso tempo, soprattutto in aree marginali, si assiste all’abbandono delle terre e alla frammentazione delle aree naturali. A livello regionale, gli incrementi maggiori, in termini di consumo di suolo netto avvenuto nell’ultimo anno, riguardano Lombardia (con 908 ettari in più), Veneto (+739 ettari), Puglia (+718 ettari), Emilia-Romagna (+635), Piemonte (+617).

Nel 2022, il consumo di suolo in Italia è stato al 19,3% “consumo di suolo permanente” (edifici, strade, ferrovie, aeroporti, discariche, e altro), mentre per l’80,7% è definito “consumo di suolo reversibile” (strade non pavimentate, aree estrattive non rinaturalizzate, cantieri e impianti fotovoltaici a terra). Rispetto all’anno precedente aumenta leggermente la quota della componente reversibile che, nella maggior parte dei casi, è associata ad aree di cantiere destinati prevalentemente alla realizzazione di nuovi edifici e infrastrutture, e dunque a divenire, in buona parte, nuovo consumo permanente in futuro.

Nel 2022, gli impianti fotovoltaici hanno consumato 243 ettari di suolo (pari a 135 MW), il 3% del consumo di suolo nell'anno. Le Regioni con il maggior consumo di suolo sono state la Sardegna (91 ettari, il 17% del consumo di suolo per tutti gli usi), la Sicilia (59 ettari, il 10% del totale) e il Lazio (56 ettari, il 12% del totale).