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2024-05-24 15:21

Il Fotovoltaico Mangiasuolo

RINNOVABILI

di: 
Fabio Modesti

Nell’edizione 2023 del Rapporto sul consumo di suolo, Ispra analizza anche quello determinato dagli impianti fotovoltaici. Oltre un terzo della superficie nazionale destinata al fotovoltaico è in Puglia. Evitare di consumare suolo è possibile raggiungendo comunque gli obiettivi di rinnovabili stabiliti dal PNIEC per il 2030, utilizzando le coperture degli edifici esistenti.

Lo scorso anno è toccato alla Sardegna il primato di suolo libero destinato all’installazione di impianti fotovoltaici: oltre 91 ettari (ha). «Seguono la Sicilia e il Lazio, rispettivamente con 59 e 56 ettari. L’unica regione che riporta valori negativi di consumo è le Marche (-1,1 ha), in particolare il comune di Jesi, dove un impianto di fotovoltaico a terra è stato temporaneamente rimosso in vista di una successiva sostituzione dei moduli». Sono i dati che l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) ha pubblicato nel Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”.

Come informa lo stesso Ispra, «i dati dei nuovi impianti fotovoltaici rilevati dal monitoraggio si riferiscono a nuovi impianti individuati tramite dati satellitari e/o servizi immagini ad alta risoluzione e non danno informazioni relative alla loro entrata in esercizio. La stima dei MW installati è stata fatta considerando un parametro del GSE che pone a 1,8 ettari la superficie lorda occupata da ogni MW installato a terra». La Puglia resta comunque, a livello nazionale, la regione con più superficie occupata da impianti con 6.116 ettari (circa il 34% di tutti gli impianti nazionali) anche se dai dati del Gestore dei servizi energetici (Gse) la superficie pugliese occupata ammonterebbe a 4.312 ha. Tuttavia, nel 2022 non sarebbero stati installati nuovi impianti.

La copertina del Rapporto ISPRA 2023 sul consumo di suolo in Italia


Smettere di consumare suolo per il fotovoltaico si può.

Lo stesso Ispra svolge considerazioni importanti sulla possibilità di evitare di consumare suolo libero per installare impianti fotovoltaici utilizzando, invece, tutte le coperture di edifici esistenti. “È stata fatta una stima della superficie potenzialmente disponibile per l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti e relative ipotesi sulla potenza fotovoltaica installabile” scrive Ispra nel Rapporto. 

“È stato stimato, coerentemente con le valutazioni del Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea, che la percentuale dei tetti adatti a ospitare impianti può variare, a livello europeo, tra il 49 e il 64%. Un’ulteriore riduzione del 60% di superficie da non considerare è dovuta alla distanza necessaria tra i pannelli per permetterne la manutenzione (ibidem). Dall’analisi sono stati anche esclusi i centri storici dei principali comuni e tutti i centri urbani minori, in cui l’installazione dei pannelli può essere inopportuna o soggetta a vincoli di natura storico-paesaggistica”.

Al netto di tutte queste ed altre sottrazioni viene fuori che “la superficie netta disponibile può variare da 757 a 989 km2. Ipotizzando tetti piani e la necessità di disporre di 10,3 m2 per ogni kW installato, si stima una potenza variabile dai 73 ai 96 GW che sarebbe possibile installare su fabbricati esistenti. A questa potenza si potrebbe aggiungere quella installabile in aree di parcheggio, in corrispondenza di alcune infrastrutture, in aree dismesse o in altre aree impermeabilizzate, senza aumentare il consumo di suolo.

Ipotizzando che sul 4% dei tetti sia già installato un impianto, si può concludere che, sfruttando gli edifici disponibili, ci sarebbe posto per una potenza fotovoltaica compresa fra 70 e 92 GW, un quantitativo sufficiente a coprire l’aumento di energia rinnovabile complessiva previsto dal PNIEC (Piano nazionale integrato energia e clima) al 2030. In generale, data la vasta disponibilità di superfici a minore impatto ambientale, si potrebbe formulare un mix di localizzazioni che non solo risponde alle esigenze energetiche, ma minimizza anche il consumo di suolo”.

 

Che faranno i Piani energetici regionali?

Peraltro, il PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) ha previsto, nella Misura dedicata allo sviluppo di energie rinnovabili, la prioritaria installazione di fotovoltaico sulle coperture esistenti. Resta da capire se i Piani energetici regionali coglieranno al volo questi dati e queste soluzioni tecniche per puntare sul minore consumo di suolo. In Puglia prima di tutto, in considerazione della sua non invidiabile posizione da primato nazionale nell’occupazione di suolo con il fotovoltaico e anche del fatto che il Piano energetico regionale è in fase di aggiornamento proprio in questo periodo. Basta volerlo.